Il saluto di Barbara

Riceviamo da una nostra collega questo testo, scritto come un saluto, che ci descrive con sguardo affettuoso e di lungo respiro l’evoluzione (o, attualmente, l’involuzione?) del nostro lavoro, inteso come cura quotidiana del bene comune.

Ringraziamo Barbara delle belle parole e del suo contributo ai Cobas: non serve salutarci con troppa enfasi, sappiamo che continuerai ad essere dei nostri (adesso con qualifica V.I.P.) e a lottare insieme a noi per una città in cui vivere meglio!

Un abbraccione da tutti noi!!!

 

Dal 1^ settembre sarò in pensione.

Saluto e ringrazio tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi 40, e passa, anni.

Sono stata assunta alla fine degli anni Settanta, in un momento di grandi cambiamenti e di evoluzione degli enti locali portatori di una visione nuova e allargata dei servizi da fornire ai cittadini (non solo anagrafe e leva per capirci) dell’ente di prossimità per antonomasia: il Comune. Gli anni in cui i Comuni si sono fatti portatori di istanze culturali e sociali di ampio respiro. In quegli anni, e in quelli a seguire, sono stati aperti servizi importanti e innovativi come gli itinerari educativi, il sistema bibliotecario, il decentramento amministrativo, il contrasto alla prostituzione, la riduzione del danno, il Centro donna, l’Osservatorio della Laguna, l’educazione ambientale per studenti ed adulti e molti altri.

Ho lavorato all’assessorato alla Cultura (non c’era né Direzione né direttore) e si organizzavano le grandi mostre passate alla storia della nostra città; si gestivano non uno ma molti teatri: il teatro Goldoni, il Toniolo, la Bissuola, il Momo, si finanziavano il teatro Fondamenta Nove, la Murata; si organizzavano rassegne di danza e teatro all’aperto, nei campi e in piazza san Marco (con eccellenze di rilievo internazionale anche locali), è nato il Circuito Cinema con le mitiche rassegne estive in campo san Polo, le scuole di musica come il Suono Improvviso – prima scuola di jazz, di improvvisazione e musica d’insieme.

Ho avuto la fortuna di continuare a lavorare in settori per me affini: come giornalista all’ufficio stampa, come organizzatrice e formatrice all’assessorato all’ambiente e ora alla sicurezza sul lavoro.

Sono grata di aver partecipato a tutto questo.

Dispiace solo vedere l’involuzione che ha caratterizzato gli ultimi anni, dovuta in parte alla diminuzione dei bilanci ma anche – o soprattutto – a una visione riduzionista del servizio pubblico che sempre più si indirizza alla chiusura dei servizi, alla sminuzione della partecipazione, al disprezzo dei lavoratori, di chi ha contribuito a fare di Venezia uno dei Comuni più all’avanguardia in Italia.

Dispiace che la burocrazia, che crede più nel processo che nell’obiettivo, sembra aver vinto.

Una burocrazia autoreferenziale che si guarda l’ombelico, che impone procedure sempre più farraginose che finiscono con l’imbrigliare ogni sussulto innovativo. Innovazione tanto invocata nei proclami, quanto svilita nei fatti. Così come sono svilite le intelligenze e le professionalità che difficilmente possono emergere in una struttura verticalistica piuttosto che orizzontale, quando è risaputo che quest’ultima è quella più efficace in termini di produttività, crescita ed innovazione.

Tutto questo si rispecchia e si riverbera nella vita dei nostri concittadini e della città che vive un processo analogo di depauperazione continua.

Auspico che il futuro possa segnare una nuova rotta che rimetta al centro la persona e la sua evoluzione, come saggiamente hanno scritto i padri fondatori nella Costituzione

Articolo 43 – (…) E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Barbara

Elezoni RSU 2018 – Risultati nazionali COBAS Pubblico Impiego

Dalla Federazione nazionale dei COBAS Pubblico Impiego una lettura dei risultati delle elezioni RSU 2018

 

I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento. Senza dimenticare poi l’accentramento spudorato delle sedi RSU a livello territoriale,  confermato anche in questo appuntamento elettorale da Aran e sindacati, che ha reso molto difficile la raccolta delle firme, la ricerca di candidati, l’intervento sindacale quotidiano, divenendo la competizione elettorale super truccata, anche per la prepotente discesa in campo dei sindacati “rappresentativi” che hanno mobilitato tutti i loro apparati burocratici pur di raggiungere il loro obiettivo primario di allargare i loro spazi di rappresentatività che favoriscono permessi, risorse economiche, poltrone.

Nonostante ciò i Cobas del PI hanno confermato le liste RSU e hanno esteso ancora di più la loro presenza nella sanità con un successone all’ASL 10 Toscana Centro (11.500 dipendenti) con 876 voti e 11 delegati RSU, frutto delle lotte e delle iniziative negli ospedali, distretti e strutture territoriali, così pure nelle ASL in Emilia RomagnaSicilia e Napoli, arrivando per la prima volta con voti e delegati RSU negli ospedali di Mantova, San Donà di Piave, Pisa, Pescara e Siracusa, mantenendo la presenza negli enti locali in Piemonte, Toscana, Molise e Sicilia ottenendo risultati straordinari al Comune di Bologna (voti triplicati e seggi raddoppiati), alla Regione Toscana con l’11, 40% di consensi e 5 delegati RSU, al Comune di Roma con aumento di voti e delegati RSU, al Comune di Venezia, nonostante l’intervento del sindaco a favore della Cisl, con un esordio positivo al Comune di San Benedetto del Tronto. Ma i Cobas PI si rafforzano anche al Ministero Economia e Finanze, col raddoppio dei voti e l’aumento dei delegati, approdano per la prima volta agli uffici giudiziari di Torino, al Tribunale e alla Procura e raccolgono un ottimo risultato all’Università di Genova.

Il lusinghiero risultato ottenuto che rafforza i nostri insediamenti sociali ci obbliga ancora di più a proseguire con il massimo impegno l’intervento sindacale nelle amministrazioni in difesa dei servizi pubblici, dei salari, dei diritti, contro tagli, accorpamenti, dismissioni di uffici/enti/ospedali e le pervasive politiche di privatizzazione ed esternalizzazioni. Vanno contrastate le politiche di flessibilità, di precarizzazione dei rapporti di lavoro, la mobilità e i demansionamenti dei lavoratori/trici pubblici, l’appesantimento degli orari dei turni e dei carichi di lavoro e la persistente violazione delle norme sulla salute e sicurezza.

Nonostante le nuove politiche repressive, intimidatorie e autoritarie a danno dei lavoratori per i COBAS si pone il problema dei diritti minimi sindacali (diritto di assemblea e di trattativa) che diventa il primo in agenda, insieme ad una nuova legge sulla rappresentanza sindacale, da sottoporre al prossimo governo…quando si insedierà!!!

17-18-19 aprile Elezioni RSU 2018: il nostro programma e i nostri candidati

Rinnovo del contratto nazionale? 

Non cadere nella trappola, scegli chi non baratta i tuoi diritti!

I sindacati consociativi CGIL-CISL-UIL festeggiano il nuovo contratto come una grande conquista. La realtà è un’altra: a fronte di irrisori aumenti economici, che non recuperano il potere di acquisto perso negli anni passati, sono state peggiorate le regole in materia di relazioni sindacali, rapporto di lavoro, istituti economici e responsabilità disciplinare.
I COBAS continuano a battersi per un contratto che riconosca il pieno recupero salariale e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Lo stipendio è troppo basso? 

Non accettare i giochi al ribasso, il lavoro di qualità deve essere pagato!

Questa amministrazione ha lavorato per svilire il lavoro dei dipendenti comunali, a cominciare dal taglio degli stipendi, con l’ulteriore riduzione del fondo per il salario accessorio. La scusa è sempre quella: “i soldi non ci sono”…ma quando vogliono li trovano sempre.
I COBAS lottano:
  • per eliminare i veri sprechi e privilegi
  • per un’integrazione del fondo per tutti i dipendenti
  • per aprire un confronto sulle progressioni orizzontali, anche come forma di stabilizzazione del salario accessorio.

La nuova riorganizzazione non ti convince? 

Non piegarti a questa logica, metti in comune intelligenza e passione!

Mancato rinnovo del contratto ai lavoratori precari, tagli ai servizi essenziali, svuotamento delle municipalità, Dirigenti asserviti agli umori del Sindaco, continue riorganizzazioni della macchina comunale hanno letteralmente fatto a pezzi il Comune, producendo una distribuzione dei carichi di lavoro totalmente illogica e squilibrata, con uffici in carenza di personale ma sovraccaricati e interi settori abbandonati con enorme spreco di competenze e gravi disagi per i cittadini.
I COBAS propongono:
  • una riorganizzazione dell’ente partecipata dai lavoratori che parta dalla mappatura dei bisogni degli uffici e delle professionalità;
  • un piano triennale di riassunzione di tutti gli ex colleghi precari, senza lasciare a casa nessuno;
  • la reintroduzione nella contrattazione decentrata di tutti gli aspetti organizzativi oggi demandati a Regolamenti di Giunta e sottratti al confronto con RSU e OOSS.

Valutazioni a caso? 

Su la testa, basta con la paura!

Anche quest’anno la valutazione si è risolta in una farsa indigesta. I criteri di assegnazione dei punteggi sono diventati un altro modo per dividere i lavoratori e premiare i signorSI.
I  COBAS si  impegnano per ottenere:
  • l’abolizione delle “idee vincenti” per pochi e un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori;
  • un’assegnazione degli obiettivi partecipata e collaborativa;
  • una maggiore trasparenza rispetto al sistema di valutazione a tutti i livelli;
  • l’introduzione di un sistema di valutazione delle posizioni apicali complementare all’attuale.

Meritocrazia? 

Una parola vuota senza collaborazione, trasparenza, formazione e valorizzazione dei lavoratori!

Il Sindaco padrone continua a cianciare di meritocrazia, ma qui a fare strada sono soprattutto opportunisti, incompetenti e amici degli amici.
I COBAS vogliono:
  • piena trasparenza sugli incarichi (anche di staff del Sindaco!): pubblicazione dei cv, dei compensi e degli obbiettivi assegnati e raggiunti;
  • maggiore formazione per tutto il personale;
  • tutela e valorizzazione delle risorse interne per una vera spending review dell’Ente;
  • apertura del percorso di progressioni orizzontali, ferme da anni in Comune di Venezia, ma ormai riavviate in tutti gli altri enti pubblici.

Vivere per lavorare o lavorare per vivere? 

Non torniamo indietro, guardiamo al futuro!

Dopo lo sfondamento nel settore privato, forme di precarizzazione e di sfruttamento esasperato del lavoro si stanno facendo strada velocemente anche nel pubblico impiego. Il ritorno dell’orario spezzato con obbligo di presenza giornaliera fino alle 17.30 e del sabato lavorativo non sono uno spettro ma una minaccia concreta da parte di questa Amministrazione. Lavorare meno per lavorare tutti e meglio non è un lusso ma un diritto e una possibilità concreta.
I COBAS lottano:
  • per mantenere l’attuale orario con le attuali tutele (no o
    rario spezzato);
  • contro la flessibilità pagata una miseria o forme di cottimo;
  • per una maggiore facilità di ottenere il part-time;
  • per una maggiore diffusione del telelavoro e dello smart working;
  • per incentivare la Sicurezza sul lavoro.

Non ti senti rappresentato? 

Non delegare, partecipa!

I continui attacchi dell’Amministrazione alle OOSS e il suo reiterato comportamento antisindacale riconosciuto anche dai Giudici, ha pesantemente deteriorato le relazioni sindacali e il  clima nei posti di lavoro. Per contro la RSU ha continuato ad essere succube delle segreterie delle maggiori organizzazioni sindacali, minando la sua autonomia e il ruolo di rappresentanza di tutti i lavoratori che le compete.
I COBAS, unica sigla sindacale fatta solo di lavoratori e lavoratrici, continueranno a impegnarsi:
  • per il rispetto delle relazioni sindacali
  • per il pieno riconoscimento dei diritti sindacali dei lavoratori e lavoratrici
  • per una RSU realmente autonoma dalle sigle sindacali
  • per ricercare l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici, rispettandone il mandato e le istanze.

SUL CONTRATTO, SUL SALARIO, SUI DIRITTI, SULLA RSU SI PARTE DA QUI!

I NOSTRI CANDIDATI:

PAOLA  AMADIO – Servizi Sociali, Marghera
LUCA BIANCHETTO –  Turismo Sostenibile, Accoglienza e Informazione
FRANCESCO BOLDRIN –  Tutela del Suolo e Verde Pubblico
BARBARA BORSATO –  Prevenzione e Protezione
MARTINA BUSETTO –  Edilizia Scolastica Venezia Centro Storico e Isole
ALBERTA BUZZACARIN –  Coordinamento Segreterie Amministratori, Presidenza
ANDREA CAPITANIO –   Interventi Di Prossimita’ e Centro Donna
ALESSANDRO CAPARELLI –  Servizio Organismo Intermedio Pon Metro E Por Fesr Sus
GIUSEPPE FABIO CATALANO –  Politiche Cittadine per l’Infanzia e l’Adolescenza
SILVIA CECCHI – Servizi Sociali, Venezia Centro Storico, Lido e Estuario
MATTIA DONADEL –  Tutela del Suolo e Verde Pubblico
PATRIZIA MELIS –  Osservatorio Politiche di Welfare e Programmazione Sociale e Sanitaria
GIUSEPPE MENEGAZZO –  Interventi di Prossimita’ e Centro Donna
ENRICO QUIETO –  Segreterie Commissioni Consiliari
CATERINA ROSATO –  Coesione Sociale, Servizi alla Persona e Benessere di Comunità
CHIARA SABBADINI –  Monitoraggio Servizi Pubblici Locali
ANNA MARIA VERSURO –  Interventi di Prossimita’ e Centro Donna
MAURIZIO VEZZA’ –  Governance Territoriale del Turismo
ANDREINA VISCONTI –  Manutenzione Viabilita’ Venezia Centro Storico e Isole
ROBERTA ZANOVELLO –  Politiche Cittadine per l’Infanzia e l’Adolescenza

SCARICA IL VOLANTONE E CONDIVIDILO CON I COLLEGHI e LE COLLEGHE !

DOVE SI VOTA: ELENCO SEGGI RSU 2018

ELEZIONI RSU APRILE 2018 – Valutazioni a caso? Vota COBAS!

Valutazioni a caso

Anche quest’anno la valutazione si è risolta in una farsa indigesta.

Come Cobas ci impegneremo:

  • per un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori;
  • perché gli obiettivi siano definiti in maniera partecipata e collaborativa con i lavoratori;
  • per una maggiore trasparenza rispetto agli obiettivi assegnati e raggiunti a tutti i livelli;
  • per l’introduzione di un sistema di valutazione delle posizioni apicali complementare all’attuale.

PER VALUTAZIONI PIU’ SENSATE ALLE ELEZIONI DEL 17, 18, 19 APRILE

VOTA COBAS!

> Scarica, e se vuoi diffondi, il volantino (PDF 52 KB)

ELEZIONI RSU APRILE 2018 – Diritti che spariscono dai contratti? Vota COBAS!

Il contratto-trappola

Firmato l’accordo per il rinnovo del Contratto nazionale Enti Locali: a fronte di irrisori aumenti economici, che non consentono alcun recupero sugli effetti dei mancati incrementi per gli anni passati, sono state peggiorate le regole in materia di relazioni sindacali, rapporto di lavoro, istituti economici e responsabilità disciplinare.

PER NON CEDERE DIRITTI ALLE ELEZIONI DEL 17, 18, 19 APRILE

VOTA COBAS!

 

 

Inoltriamo un’analisi del Contratto Nazionale (CCNL) fatta dai colleghi Cobas del Comune di Roma
Nella notte tra il 20 e 21 febbraio è stato siglato l’accordo per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali. L’ultimo rinnovo della parte economica risale al 31/07/2009: quindi, dopo quasi 10 anni e una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta […] del regime di sospensione della contrattazione collettiva […], i rappresentanti di Governo e Sindacati (CGIL-CISL-UIL e CSA), a ridosso delle elezioni, hanno trovato un’improvvisa sintonia a danno dei lavoratori sottoscrivendo un’intesa che non è andata al di là di meri scopi propagandistici collegati al voto.

Continue reading

ELEZIONI RSU APRILE 2018 – Riorganizzazioni? Carichi di lavoro? Precari? Vota COBAS!

Schema (ottimistico!) delle riorganizzazioni farlocche

 

Il mancato rinnovo del contratto ai lavoratori precari unito alla destrutturazione della macchina comunale in conseguenza delle 8 (!) riorganizzazioni sin qui operate da questa amministrazione – senza che i dirigenti siano stati capaci di opporre una minima autonomia professionale di fronte alla prepotenza del sindaco – ha prodotto una distribuzione dei carichi di lavoro totalmente illogica e squilibrata, con uffici in carenza di personale ma sovraccaricati di lavoro e interi settori abbandonati con enorme spreco di competenze.
Sullo sfondo intanto aleggia la prospettiva di un possibile orario spezzato che porterebbe all’obbligo di presenza giornaliera fino alle 17.30, compreso il ritorno al lavoro di sabato. Un salto indietro di decenni rispetto al benessere lavorativo, mentre la legislazione nazionale ed internazionale va nel senso esattamente opposto.

Proponiamo una riorganizzazione dell’ente partecipata dai lavoratori che parta dalla mappatura da un lato dei bisogni degli uffici e dall’altro delle professionalità interne, operata anche alla luce delle novità introdotte dalla riforma Madia in tema di smart working e telelavoro, largamente disapplicata in questa amministrazione.

Inoltre, ribadiamo la richiesta di convocare urgentemente un tavolo sindacale specifico per predisporre un piano triennale di riassunzione di tutti gli ex colleghi precari, senza esclusioni, secondo quanto disposto dal D. lgs. 75/2017, comprendendo anche chi ha lavorato per il nostro Ente come co.co.co. o con altra forma di lavoro “atipico”.

 

ALLE ELEZIONI RSU DEL COMUNE DI VENEZIA DEL 17-19 APRILE 2018

VOTA COBAS!

 

> Scarica, e se vuoi diffondi, il volantino (PDF 211 KB)

La solidarietà a singhiozzo del consigliere Crovato – comunicato del 21 marzo 2018

EGREGIO CONSIGLIERE, TUTTI I LAVORATORI HANNO PARI DIGNITÀ: SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI COIN

Abbiamo letto con sincero interesse e concordiamo con quanto ha scritto il consigliere Crovato in una recente interpellanza con cui chiede, assieme al consigliere Fiano, che codesta AMMINISTRAZIONE, il sindaco e l’assessore competente prendano in considerazione il futuro incerto dei lavoratori di COIN che non possono essere soggetto passivo di una disputa anche familiare, oltre che economica.

Crediamo che tutti i lavoratori pubblici o privati abbiano pari dignità di trattamento e considerazione, soprattutto in casi così gravi.

Per questo ci sarebbe piaciuto che il consigliere Crovato avesse utilizzato tale solerzia anche per prendere le difese di tanti altri lavoratori che, nella nostra città, stanno vivendo lo stesso dramma e, proprio nella convinzione che il consigliere possa essere del nostro stesso avviso, siamo cortesemente a chiedergli di farsi promotore di ulteriori e analoghe iniziative affinché l’Amministrazione, il Sindaco e l’Assessore al Personale prendano in considerazione anche il presente incerto di tanti altri lavoratori.

Pensiamo agli ex precari del Comune che non possono continuare ad essere soggetto passivo di una disputa pregiudiziale senza che vi siano problemi economici o normativi che oggi ostacolino la loro riassunzione (il d.lgs 75/2017 c.d. “Madia” offre ampie possibilità di intervento), e per i quali chiediamo da mesi che venga predisposto un adeguato piano, anche triennale, che garantisca la riassunzione di tutti e 97 (e non solo dei 37 previsti) gli ex dipendenti del Comune, oggi disoccupati.

Pensiamo, allo stesso modo, ai lavoratori della Fondazione Musei.

Due casi emblematici, che riguardano centinaia di lavoratori, su cui la maggioranza al governo della città, di cui il consigliere Crovato fa parte, avrebbe sicuramente potuto far di più.

Perché riconoscere il primario interesse per il mantenimento del tessuto commerciale e produttivo della città antica, come giustamente scrive il consigliere, significa per noi tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori che in città lavorano e quindi la vivono e la animano.

Il nostro pensiero, la nostra vicinanza e solidarietà vanno oggi anche alle lavoratrici e lavoratori di COIN, con l’augurio sincero che la richiesta del consigliere possa andare a buon fine servendo, magari, da viatico per risolvere anche le altre vertenze sopra citate.

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

I Cobas stanno con la Vida – comunicato del 7 marzo 2018

#iostoconlaVidaNon vogliamo spendere più di una parola per criticare il solito, sproporzionato dispiegamento di forze dell’ordine, organizzate su più turni di almeno 80 persone alla volta tra Polizia di Stato, Carabinieri e Finanzieri, “messo in campo” lunedì per provare a mettere fine alla favolosa esperienza condivisa dell’Ex Teatro di Anatomia – Vida. Perché quello che lasciano certe storie non si cancella con uno sgombero o con qualche denuncia. E la Vida è una di queste storie fantastiche, un esempio di volontà popolare nata dal basso.

E per questo motivo, come Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia, un sindacato di base nato dal basso, non potevamo che amare questa storia. Alcuni di noi hanno partecipato alla gestione, altri c’erano col pensiero, di sicuro da parte nostra va un grandissimo ringraziamento ed abbraccio a chi ha dato del suo per rendere concretamente più vivibile la città, per renderla migliore contro le logiche schiaccianti di chi la vede ormai morta e irrimediabilmente succube del turismo.

Esperienze come le nostre continueranno ad incrociarsi perché, da questa storia, vediamo un solo vincitore: la Vida e tutta la sua comunità di riferimento – cittadini, studenti, visitatori e abitanti da 0 a 99 anni – che l’ha vissuta con orgoglio e entusiasmo, e che continuerà ad impegnarsi per un’idea di città che condividiamo ed appoggiamo in pieno.

Come gruppo e sindacato abbiamo denunciato più volte come, sotto la falsa scusa del ripianamento del debito pubblico, si sia continuato anche a Venezia a privatizzare luoghi pubblici e a togliere diritti e servizi alla comunità cittadina. In seguito alle nostre vicissitudini sindacali abbiamo imparato a non fidarci minimamente di quest’Amministrazione, che non si è fatta sfuggire occasione per facilitare l’espansione di interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Speriamo di essere smentiti, ma probabilmente anche per la Vida il Comune di Venezia abdicherà al suo compito di portatore degli interessi pubblici e comuni, rispondendo che, in questo specifico caso (ma la lista è lunga), la proprietà non è del Comune.

Noi Lavoratori del Comune di Venezia ci uniamo alla richiesta della comunità della Vida e sollecitiamo la maggioranza che temporaneamente amministra il Comune di Venezia ad agire da subito, seppur in ritardo, per quanto di sua stretta competenza, iniziando da un esplicito rifiuto al cambio di destinazione d’uso dell’ex Teatro a tutti noi caro, per poi arrivare ad un concreto e pieno ripristino delle condizioni per la residenza e dei diritti di cittadinanza a Venezia.

Un’Amministrazione pubblica, sia essa comunale, regionale o statale (e demaniale!), deve infatti decidere da che parte stare: se essere mera esecutrice di processi di espropriazione, in un ciclo senza fine di progressiva sottrazione, formale e sostanziale, anche di spazi di democrazia; oppure, come noi pensiamo, cogliere esigenze e istanze della sua comunità, riconoscersi come prima rappresentante degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi, riappropriandosi della propria funzione pubblica e sociale.

Noi abbiamo deciso da tempo e stiamo con la Vida. Grazie ancora a tutt*, ci vediamo in campo!

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Il Sindaco sbatte la porta in faccia ai lavoratori! Il sindacato che fa…concilia? – comunicato del 26 gennaio 2018

Il sindacato che fa? ..concilia?!?

L’Amministrazione Brugnaro ancora una volta chiude le porte in faccia ai lavoratori! All’udienza di questa mattina ha infatti comunicato di non volere accettare la conciliazione proposta dalla Giudice che avrebbe permesso di ripartire con una nuova trattativa per il Contratto decentrato il 2018-2020, accogliendo quanto richiesto dai lavoratori con il referendum e le assemblee.

Ma ricostruiamo un po’ la storia: la decisione odierna del Giudice riguarda l’opposizione che i Sindacati (OOSS) avevano fatto all’ultima sentenza di respingimento emessa dal Tribunale in seguito al ricorso per comportamento antisindacale (ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) presentato da tutti i sindacati (tranne la solita CISL) contro l’Amministrazione Comunale. Il ricorso era stato presentato contro il nuovo decentrato ri-firmato da Comune e CISL che, nonostante la condanna da parte del Tribunale del Lavoro, riproponeva esattamente gli stessi contenuti, proprio quelli sonoramente bocciati dai lavoratori (98,5 %) con il Referendum di maggio.
Nel frattempo lo scorso ottobre la procedura di raffreddamento prefettizia andava a buon fine grazie all’accordo siglato tra l’Amministrazione e tutte le OOSS ad eccezione dei COBAS che, ritenendo incoerente ripartire dalla piattaforma CISL respinta dal referendum dei lavoratori con più di 2000 voti contrari, tenevano in piedi lo stato di agitazione: quell’accordo è stato un passo indietro clamoroso rispetto al mandato chiaramente espresso dai lavoratori in assemblea, e che puntualmente si è tradotto nelle trattative al ribasso di questi ultimi mesi.

Va sottolineato che proprio il rifiuto dei COBAS a ritirare lo stato di agitazione è stato uno degli elementi decisivi per mantenere in piedi il processo perché ha dimostrato, in sede di udienza, che la conflittualità non poteva dirsi superata.

Per i COBAS  il rifiuto di conciliare da parte dell’Amministrazione rappresenta l’ennesimo gravissimo affronto a corrette e oneste relazioni sindacali e quindi una gravissima offesa a tutti i dipendenti.

Inoltre, il rinvio dell’udienza fino al 9 maggio p.v. rischia di rendere inutile la prosecuzione dell’azione legale, mettendoci di fronte ad un nuovo fatto compiuto.

E proprio su questo aspetto i COBAS chiedono di fronte a tutti i lavoratori come le altre sigle sindacali intendano proseguire.

Per i COBAS, restano ferme più che mai le rivendicazioni sancite da tutti i dipendenti, in continuità e in coerenza con tutte le assemblee e mobilitazioni degli ultimi 3 anni, clamorosamente sancite dall’ultimo Referendum:

  • aumentare i finanziamenti per il fondo produttività per recuperare il più possibile i tagli degli ultimi anni;
  • reintrodurre l’utilizzo dei giustificativi per malattia in caso di visite mediche specialistiche o di terapie;
  • riconoscere i permessi orari che coprono i tempi di percorrenza per recarsi alle assemblee sindacali;
  • mantenere l’attuale assetto dell’orario di lavoro (con tutte le varianti adesso previste) in luogo di quello “spezzato” che vorrebbe introdurre Brugnaro;
  • definitiva eliminazione dell’istituto illegittimo idee vincenti, finanziate con il fondo di produttività dei dipendenti!
  • introdurre un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori (ad es. 90% della produttività legata alla performance organizzativa e solo il 10% a quella individuale);
  • approvare un piano serio per la riassunzione in tempi rapidi degli ex colleghi precari rimasti a casa;
  • reinserire nel contratto decentrato tutti gli aspetti organizzativi e regolamentari che sono stati in questi anni estrapolati per normarli attraverso regolamenti specifici di competenza della Giunta, sottraendoli così al sacrosanto confronto con RSU e OO.SS (come telelavoro, comparto scuola, Polizia Municipale… ecc…);
  • introdurre strumenti di innovazione tecnologica e organizzativa (smart working), per una migliore conciliazione dei tempi vita – lavoro e apertura di un confronto serio sul così detto welfare aziendale.

Questi sono i punti di cui i COBAS si faranno carico nel prossimo tavolo di trattativa.

Qualsiasi trattativa che si voglia definire seria non potrà che ripartire da questi contenuti, inserendoli in modo chiaro e inequivocabile nel prossimo contratto decentrato: non assumere queste istanze produrrebbe un contratto ingiusto e irriguardoso della dignità e della professionalità di tutti quei lavoratori che, nonostante tutto, reggono con il loro lavoro un Comune ormai allo sbando, e per questo sarebbe un contratto da respingere in modo netto e convinto.

Il risultato referendario indica a tutti i Sindacati la strada da percorrere.

 

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

3 febbraio, IN MARCIA PER L’UMANITA’ – Side by Side

COBAS Autorganizzati del Comune di Venezia aderisce alla importante manifestazione Side by Side indetta a Chioggia per il 3 febbraio e invita a partecipare!!

Pulmann in partenza da Venezia, Marghera, Mira

per info:
Venezia (fiancoafiancovenezia@gmail.com)
Dolo/Mira (catarsionlus@gmail.com)
Marghera (VE) sidebysidemarghera@gmail.com

side by side

 

L’appello delle associazioni promotrici
Side By Side
Il 3 febbraio a Chioggia la marcia di chi accoglie e non respinge

“Non c’è mai stata, da quando New York è stata fondata, una classe così bassa e ignorante tra gli immigrati che si sono riversati qui come gli italiani. Rovistano tra i rifiuti nelle nostre strade, i loro bambini crescono in luridi scantinati, pieni di stracci e ossa, o in soffitte affollate, dove molte famiglie vivono insieme, e poi vengono spediti nelle strade a fare soldi nel commercio di strada”.
Queste le parole usate dal New York Times il 5 marzo 1882 per descrivere gli italiani emigrati in America: un popolo di straccioni, criminali, sporchi e superstiziosi.. Fino agli anni Sessanta erano gli italiani che andavano a morire lungo le frontiere. Trentacinque milioni di nostri connazionali emigrati tra il 1876 e il 1975, partiti da tutta l’Italia verso mezza Europa, le Americhe, l’Australia.
Se questa è la nostra storia recente, rileggerla può avvicinarci al presente con uno spirito meno ostile che ci permette di comprendere meglio la migrazione odierna e, ancora di più, la lotta e la fatica per l’integrazione. Ad essere descritti da (alcuni?) media come gli italiani di allora, sono, oggi, i marocchini, i siriani, i somali, gli eritrei, i senegalesi, i maliani, i bengalesi.
Sono loro che rischiano la vita lungo le frontiere d’Europa.
In troppi fanno a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all’invasione, alimentando ad arte le paure che rendono molto sul piano del consenso elettorale.
Crediamo invece che sia ora di chiederci quanti sono quelli che non sono arrivati. Quanti finiscono seppelliti in fondo al Mediterraneo e ancora più a fondo nell’indifferenza delle coscienze.
Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 27.382 persone, di cui 4.273 soltanto nel 2015 e 3.507 nel 2014. Il dato è aggiornato al 2 febbraio 2016 e si basa sugli incidenti documentati dalla stampa internazionale negli ultimi trent’anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia. Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che, dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti per l’Europa e mai più tornati.
Ci chiediamo perché i governi non predispongano canali legali di uscita dal proprio paese e di
ingresso in un altro.
Ci chiediamo perché i governi, a cominciare dal nostro, stringano accordi con alcuni stati africani – tra cui la Libia – per respingere i migranti costretti così a subire trattamenti (torture, violenze, stupri) disumani e degradanti di cui tutti noi siamo a conoscenza e che sollevano la
nostra indignazione.
Ci chiediamo perché l’accoglienza sia ancora legata a criteri emergenziali – non di rado di tipo speculativo – anziché articolata su prospettive e tempi di lungo respiro che permettano di guardare al futuro all’interno di una cornice di serena e seria integrazione.
Ci accorgiamo inoltre che nel nostro paese diventano sempre più restrittive le norme relative al riconoscimento della protezione internazionale e/o di altri permessi: alla già pessima legge Bossi-Fini si aggiunge il recente decreto Minniti-Orlando. Ci chiediamo se tutto ciò non allargherà a dismisura il numero dei migranti irregolari, privi di qualsiasi diritto e dunque facilmente ricattabili. Temiamo che l’esito di queste politiche vada nella direzione
sopra descritta.
Ci chiediamo perché, dopo anni di esperienza e di osservazione, non si siano ancora individuate e attivate modalità di accoglienza diffusa che avrebbero il grande vantaggio, non solo di includere gli stranieri nel tessuto sociale, ma anche quello di smorzare e superare gradualmente le paure più diffuse in alcuni strati popolari.
Eppure esperienze e modalità di accoglienza diffusa e di inclusione sociale esistono già in diverse realtà del nostro paese ed altre ancora che possono esser pensate e sperimentate.
Segno che c’è un’umanità che non si rassegna ad una narrazione fatta solo di respingimenti, esclusione ed intolleranza. Un’umanità che lo scorso marzo ha camminato insieme, fianco a fianco, per le calli di Venezia e che crediamo debba ancora una volta riprendere corpo e parola.
Per questo vorremmo proporre di ritrovarci il 3 febbraio a Chioggia, ancora una volta Side by Side per una giornata di incontro e di mobilitazione regionale per i diritti dei migranti e per esigere una buona accoglienza diffusa e per rivendicare il diritto per ogni essere umano a vivere una vita dignitosa e libera dal bisogno.