Brugnaro dove sei?!? – Sindaco  #restituisciilmaltolto !

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Sindaco: restituisci il maltolto!(non) Piove, piove…Brugnaro non si muove! Restituisci i soldi che hai sperperato!

Sono trascorsi ben più dei 30 giorni previsti dalla legge per una risposta ai 1200 ricorsi presentati dai dipendenti sulle valutazioni della performance individuale. E l’amministrazione non risponde!
Le procedure corrette sono.. “disdicevoli”?! Per questa amministrazione sì, meglio portare il contenzioso in tribunale (tanto è il cittadino che paga! Prima o poi dovrà rispondere anche di questo).
Rendere conto in modo trasparente della gestione del bene pubblico è troppo rischioso ? Eh già..non sia mai che venga fuori che l’idea “vincente” di questa amministrazione è il procurar danno alla comunità.

Vedremo che ne dirà la Corte dei Conti. Intanto la nostra denuncia arriverà ovunque debba arrivare!

Sindaco, #restituisciilmaltolto!

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

[DOC] “CI VORREBBERO LE MAZZE” – Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

A più di un anno dall’insediamento della giunta Brugnaro proviamo a fare un bilancio provvisorio delle politiche e sulle azioni che hanno caratterizzato l’azione amministrativa sul tema della sicurezza pubblica. Politiche ed azioni basate principalmente sulla militarizzazione dello spazio pubblico e sulla persecuzione delle categorie socialmente più fragili che non sembrano dare i frutti promessi in campagna elettorale.

> scarica l’articolo in PDF (575 KB)

 

“CI VORREBBERO LE MAZZE”

Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

 

Sin dalle prime battute di campagna elettorale la sicurezza è stata uno dei cavalli sui quali Luigi Brugnaro ha scommesso per la cavalcata vittoriosa verso Ca’ Farsetti e uno dei temi sui quali più si è impegnato da sindaco nella politica locale e nazionale. Sarà quindi sicuramente utile dopo più di un anno di governo tentare di ricostruire l’insieme delle politiche e delle azioni messe in campo e cercare di verificarne gli esiti.
Il sindaco non difetta di schiettezza: il pensiero in termini di sicurezza è stato espresso dal diretto interessato in varie occasioni, tra cui durante l’ultimo festival della politica con il Ministro della Giustizia Orlando e con i sindaci di Verona, Vicenza e Treviso. In estrema sintesi, il pensiero del sindaco è che il “degrado” si possa combattere e la sicurezza urbana raggiungere, facendo rispettare le elementari regole di decoro urbano come il divieto di gettare sigarette o cartacce per terra o quello di lordare strade e piazze in occasione di manifestazioni o anche di celebrazioni come ad esempio le lauree. Per far rispettare queste regole, Brugnaro ha invocato più volte la concessione di poteri di polizia per se stesso e per i primi cittadini d’Italia, pena l’inutilità dell’azione repressiva. Più volte ha invocato la possibilità di poter chiudere in cella di sicurezza e di far rilasciare dietro cauzione tutti quei soggetti colpevoli di comportamenti devianti come ad esempio ubriachezza molesta, scippo, accattonaggio.

Una delle slides utilizzate durante la conferenza stampa di presentazione della legge

Una delle slides utilizzate durante la presentazione della legge

L’idea infine ha preso forma recentemente all’interno di una proposta di legge presentata dal deputato Andrea Causin alla Camera dei Deputati e prevede tra le altre cose l’attribuzione al Giudice di Pace la competenza a decidere su tutti gli illeciti costituiti da comportamenti contrari alla sicurezza urbana o che comunque provocano degrado urbano. Al di la’ dell’aleatorietà della proposta e della conseguente discrezionalità con cui potrà essere applicata (chi decide quando l’accattonaggio o l’ubriachezza sono molesti? Si può penalizzare “l’accattonaggio condotto da soggetti abili ed in età da lavoro” in un paese che vede una disoccupazione ampiamente sopra il 10% con punte del 40% per le fasce di età più giovane? Se si sanziona “l’abuso di sostanze alcoliche” bisognerà arrestare mezza città il sabato sera?). Il quadro che emerge è quello di una interpretazione del concetto di “sicurezza urbana” esclusivamente incentrato sulla pubblica sicurezza anziché sul concetto più ampio di sicurezza sociale che comprenderebbe anche azioni di prevenzione, accompagnamento e sostegno, in diversi contesti, dalla scuola alla strada, ai luoghi frequentati dai giovani, agli spazi pubblici frequentati da tutti i cittadini.

Entrando nel merito delle azioni messe in campo, accanto ad una intensificazione dei controlli di polizia nelle zone più calde della città (principalmente zone intorno alla stazione e al parco della Bissuola) resa possibile anche grazie all’aumento del numero di soldati messi a disposizione dallo stato, da bravo architetto ha basato la propria strategia di contrasto alla criminalità e al degrado sull’arredo urbano; in particolare la panchina sembra essere il peggior nemico del sindaco Brugnaro. Cadono una dopo l’altra la panchine di Piazzale Bainsizza, di Piazzale Giovannacci, di via Casona e una panchina in muratura in via Carducci abbattuta addirittura con la ruspa. La ruspa è tornata inoltre in scena per demolire i cubi del parco della Bissuola con una spesa di più di sessantamila euro utilizzati per depauperare il patrimonio pubblico. Continue reading

Dopo i precari tocca ai diritti? No grazie, la mobilitazione continui! – 21 dicembre 2016

untitled-design

Alcuni momenti della protesta in consiglio comunale. Foto: Il Gazzettino

Le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Venezia, precari e non precari, hanno dato ieri (20/12/2016) una lezione di democrazia all’Amministrazione della Città, e a tutto il Consiglio comunale, in particolare anche alla inadeguata Presidenza del Consiglio Comunale che con la ormai consueta arroganza pretendeva di sbarrare le porte al dialogo.
La rabbia e la voglia di rivendicare i propri diritti hanno preso finalmente il sopravvento sul clima di paura e di intimidazione che l’Amministrazione Brugnaro tenta in tutti i modi di infondere tra i dipendenti.
Per i COBAS del Comune di Venezia questo è il dato più significativo della protesta di ieri in Consiglio Comunale; un dato che deve significare che è tempo e ora di rilanciare la lotta per la difesa dei posti di lavoro, per il contratto decentrato e per i diritti dei lavoratori.
Negativo invece il giudizio sull’esito del confronto con la Giunta e i Capigruppo, ottenuto esclusivamente grazie alla forte mobilitazione dei lavoratori.
Gli assessori Zuin e Romor, come in un disco rotto, ancora una volta non hanno voluto dare risposte sul piano occupazionale e di deprecarizzazione delle decine di dipendenti ormai già senza lavoro. Una posizione ipocrita e “piltatesca” che risulta tanto più inaccettabile a fronte degli annunci a mezzo stampa dello stesso Sindaco Bruganro sui prossimi concorsi per l’assunzione di 70 vigili (altri nuovi precari!!) già calendarizzati, pare, per il 10 di gennaio 2017, ulteriore prova inequivocabile che quando c’è la volontà, bandi e assunzioni si fanno.
Per i COBAS ora è necessario proseguire fin da subito con azioni di mobilitazione unitarie a sostegno dei precari ma anche delle varie vertenze che riguardano il comparto. L’appello a fare quadrato è rivolto perciò a tutti i dipendenti del Comune, alle RSU e a tutte le sigle sindacali affinché si produca un vero e proprio “scatto di reni”, unendo le forze con altri lavoratori che si trovano in una situazione analoga, come per esempio i dipendenti della Città Metropolitana e dei Musei Civici.
COBAS Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

RESOCONTO TAVOLO SINDACALE 1.12.2016: presa in giro per i precari, teatro dell’assurdo sul decentrato

brugnaro truffatore

Ordine del Giorno previsto:

1. Revisione atto unilaterale CCDI 2016 comparto;

2. Piano del fabbisogno (alias “Precariato”)

Delegazione trattante di parte pubblica (DTPP): Asteria, Assessore Romor, Dei Rossi, Fabris, Patrizio, Grandese.

In apertura la parte sindacale, come la volta precedente, ha richiesto sia l’inversione dell’OdG, sia di poter permettere ai colleghi, o ad una delegazione, di assistere come uditori ai lavori.

Solo dopo una richiesta di sospensiva da parte sindacale, la DTPP ha accettato a fatica di invertire l’OdG ma non di ammettere i colleghi o la delegazione, nonostante si stesse trattando del loro futuro: un atteggiamento molto sgradevole e, ahinoi, significativo!

I colleghi sono comunque rimasti in attesa, in Sala Consiglio, sorvegliati da un assurdo quanto inutile numero di agenti della PM che, sicuramente, avrebbero avuto cose ben più utili da fare per la Città che i guardia sala: un vero spreco di risorse pubbliche!

 

PUNTO 2. PIANO DEL FABBISOGNO (ma quale?!? diciamo pure licenziamento dei nostri colleghi!).

All’incontro del 25 novembre u.s., nonostante le precise richieste del Prefetto, la DTPP non aveva presentato nulla di concreto (né di accettabile) rispetto al destino dei 119 colleghi precari (che, rifacendo i conti, a noi risultano essere almeno 125!).

Trascorsa una settimana, alla data del 1 dicembre, quali sono le novità?

Nessuna! Solo parole fumose e confuse! La DTPP, ancora, non ha presentato alcun di piano di deprecarizzazione, ribadendo, invece, la volontà dell’Amministrazione di assumere una decina di dirigenti nel prossimo biennio, oltre a 70 vigili, con contratto di formazione lavoro (altri precari!).

Ancora, quindi, al 1 dicembre, l’unico dato certo che i colleghi hanno da parte dell’Amministrazione resta l’imminente data di scadenza dei propri contratti! Ricordiamo che, per come stanno le cose ora, l’Amministrazione si è impeganta SOLO VERBALMENTE a stabilizzare. Infatti, finchè non si sa di quanti lavoratori hai bisogno e quanti fondi hai a disposizione (semplicemente quello che ha chiesto il Prefetto!) sono tutte affermazioni che lasciano il tempo che trovano. La paginetta del DUP presentata non serve a niente…le intenzioni sono chiare solo per dirigenti e vigli (guarda un po’…).

Per tutti gli altri l’Amministrazione non garantisce nessuna prospettiva di nessun tipo. A meno che…

[… ATTENZIONE, quella che segue è l’unica novità della giornata e di un tavolo di trattativa che, a tratti in modo ridicolo, si è protratto dalle 10:00 alle 19:00!]

a meno che il Governo non proceda, come annunciato, con un intervento normativo che consenta la proroga dei contratti a termine. L’Amministrazione si è detta disponibile, in caso, a procedere con le proroghe per tutti. E VOLEVAMO BEN VEDERE CHE NON FOSSE COSI’!!

Il Gruppo Cobas giudica questa Amministrazione gravemente colpevole e incompetente! Infatti, eventuali interventi governativi non dispensano l’Amministrazione dai propri obblighi e dall’adempiere a quanto richiesto dal Prefetto: entro il 25 novembre 2016 il Comune di Venezia avrebbe dovuto presentare il piano del fabbisogno del personale, oltre ad un serio e realizzabile piano di deprecarizzazione. 

L’unica risposta seria che l’Amministrazione possa dare ai propri dipendenti e, non ci stancheremo mai di ripeterlo, anche ai propri cittadini, è la corretta programmazione. Perché conoscere e stabilire il fabbisogno di personale dell’Ente, significa programmare i servizi alla Città, garantendone il buon funzionamento e la qualità.

NOTA A MARGINE: come Gruppo Cobas abbiamo partecipato alla promozione di un emendamento per la legge Finanziaria, ora in discussione al Senato, affinché venga “riattivato” e aggiornato il c.d. Decreto Letta (poi Legge 125/2013). Se l’emendamento passasse, così come promosso, le pubbliche amministrazioni avrebbero la possibilità di prorogare tutti i contratti a tempo determinato e,contemporaneamente, bandire delle nuove selezioni riservate al 100% (come quelle del 2014), per tutti i dipendenti che abbiano maturato 3 anni di anzianità di servizio, negli ultimi 5, alla data del 31/12/2016. Sarebbe inoltre prorogato fino a fine 2019 il limite temporale per riuscire ad assumere a tempo indeterminato tutti i propri dipendenti ancora precari.

 

PUNTO 1. REVISIONE ATTO UNILATERALE CCDI 2016 COMPARTO (Alias “Idee vincenti e altra fuffa”)

Sull’erogazione delle risorse integrative e sul decentrato l’Amministrazione ha informato che provvederà a distribuire la parte fissa del fondo 2016, collegata alla performance individuale e organizzativa, per circa 638€ lordi medi procapite, in busta paga a marzo 2017.

E ANCHE QUI VOLEVAMO BEN VEDERE, NESSUNA APERTURA, È UN ATTO DOVUTO!!

Ricordiamo che ad oggi nel 2016 non è stato attribuito nessun obiettivo a nessun dipendente (anche se l’Amministrazione non era sicura di questo, pazzesco..), nonostante l’amministrazione si fosse data luglio 2016 come data limite, vanno contro le loro stesse decisioni!!

A quale valutazione potremmo mai essere soggetti? Vogliamo fissare gli obiettivi per il 2016 a metà dicembre 2016? La distribuzione non potrà quindi che avvenire “a pioggia”, con buona pace del Sindaco.

DOVEVANO SVEGLIARSI PRIMA!!

Da questo punto in poi la trattativa è entrata in un loop pazzesco , con sfumature surreali. Nella parte fissa del fondo, da distribuire sempre come competenza 2016, ci sono infatti anche le famose idee vincenti, che valgono più di 400 mila € totali (circa 130 lorde pro capite), e che l’Amministrazione ha dichiarato di voler perseguire come obiettivo, anche queste da raccogliere in tutta velocità, entro Natale!
Abbiamo assistito ad una scenetta surreale, con la DTPP intestardita sull’imprescindibilità (!!!) delle “idee vincenti”, concetto tanto confuso, quanto dalla valutazione incognita e prevedibilmente strumentale, che insieme al metodo Lean, rappresenta lo spot più caro del Sindaco Brugnaro, che così potrà dire che nel 2016 ha messo in campo le idee vincenti! Un inganno: solo tanta, ma tanta fuffa. È una chiara scelta politica, ci sta, va accettata, ma non vogliamo esser presi in giro.

Delle due, l’una: o riapri (su tutto però) o non riapri.

Anche perché il CCDI è un contratto triennale, se si apre la contrattazione lo si fa ragionando sul triennio per la parte normativa, e solo annualmente per la parte di distribuzione economica. Troppo facile dire a parole che si riapre la contrattazione e poi nei fatti non lo si fa. E infatti, come da copione, da venerdì pomeriggio 2/12 è disponibile su Altana il modulo per presentare le proprie idee vincenti! 

No comment!! 

Su questo teatrino dell’assurdo s’è chiusa la trattativa dell’1/12, rinviata al 7/12, alle 10:00

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

26 e 27 novembre a Roma con i COBAS

Il 26 e 27 novembre a Roma i Cobas partecipano e invitano a partecipare a 3 importanti appuntamenti.

26 mattina

RIUNIONE NAZIONALE COBAS PUBBLICO IMPIEGO, alla quale parteciperanno alcuni delegati del Comune di Venezia, ma che resta aperto anche agli iscritti eventualmente interessati a partecipare.

26 pomeriggio

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

info
facebook.com/nonunadimeno

nonunadimeno

 

 

 

 

 

 

 

 

27 pomeriggio

MANIFESTAZIONE PER IL NO al Referendum costituzionale e al Governo Renzi

27novembrecechidiceno

 

 

 

Tutte le realtà partecipanti sono per una “manifestazione tranquilla e di massa  per far risaltare il NO”, ma ciascuna sede Cobas faccia il punto con i propri interlocutori locali per conferma.
Il percorso del corteo: da p.za Repubblica a P.za del Popolo (via/ p.za Barberini , via Sistina, Pincio,p.za Popolo), dove infine ci sarà un intrattenimento musical-culturale (Mannoia, Assalti Frontali, Celestini, Ovadia, e molti altri).
Di seguito trovate l’appello della manifestazione e i BUS già prenotati.

BUS per Roma #27NOVEMBRE #C’èchidiceNO!

Nel Blog  C’è Chi dice NO vanno segnalati gli ulteriori bus oltre quelli già in corso di riempimento(nello stesso blog c’è il recapito a cui riferirsi) :

BUS da: TS-BZ-TN-VC-VE- BS-MI-PV- PC- TO-Val Susa- RA-MO- MS-PI-FI- Marche -PE -Sulmona- CE-NA -SA -CS -CT -PA

27 Novembre tutti e tutte a Roma!

Siamo quelli che lavorano troppo per troppo poco, siamo quelle che ormai lavorano gratis per fare curriculum, siamo quelli che vorrebbero studiare ma non hanno soldi, siamo quelle con le scuole che crollano, siamo i giovani che sono costretti ad andarsene dall’Italia, siamo quelli senza casa o che pagano affitti troppo alti, siamo quelle che subiscono le grandi opere sui propri territori, siamo quelli che non ne possono più che si protesti solo su Facebook.

Politici, banchieri, vips, capitani d’industria, non lasceremo parlare solo loro sul referendum costituzionale di dicembre! Il Partito di sistema (alias PD) ha dimostrato in questi trenta mesi di governo quali sono le sue politiche: mancette elettorali, grandi opere, jobs act, buona scuola, genuflessioni all’UE. Premier e partito della nazione, col referendum costituzionale e l’italicum, vogliono più poteri per mettere l’acceleratore nella scientifica distruzione dei nostri diritti. In tanti territori c’è già chi ha imparato a dire NO ad un modello di sviluppo non più sostenibile. Altri resistono tutti i giorni con piccoli gesti che restano invisibili.

Con un clamoroso voltafaccia Renzi ha già detto che non si dimetterà nel caso in cui perda il referendum. È evidente che votare NO al referendum è importante, ma non basterà! Mobilitiamoci già da ora per lanciare un avvertimento: dopo il referendum o se non se ne va lui o lo cacceremo NOI!

Non aspettiamo il 4 dicembre per prendere parola, nelle prossime settimane diffondiamo il NO e ritroviamoci poi TUTTI A ROMA IL 27 NOVEMBRE!

27 NOVEMBRE 2016
ORE 14: 00 PIAZZA DELLA REPUBBLICA -> CORTEO NAZIONALE DEL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
ORE 18:00 PIAZZA DEL POPOLO -> ARTISTI PER IL NO, CONCERTO MUSICA E PAROLE

#CèChiDiceNO

 

Risposta alla Direzione Risorse Umana(!) – comunicato 22 luglio 2016

fuori di testaPubblichiamo questa stupefacente lettera che la Direzione Risorse Umana(!) ha inviato urbi et orbi (tanto che i giornali l’hanno più volte ripresa) in risposta al nostro comunicato di ieri.

Una volta pubblicata nella intranet del Comune, questa risposta ha dato il via ad un’interessante serie di commenti da parte dei lavoratori: riportiamo volentieri i commenti dei colleghi che ci hanno autorizzato la pubblicazione (per rispetto della privacy e non per censura…); se qualcun’altro vuole aggiungere i propri può utilizzare il modulo dei commenti in fondo alla pagina oppure scrivendo a cobas@comune.venezia.it

 

Alle RSU

Alle OO.SS

CGIL COBAS CISL UIL DICAPP CSA

E ai lavoratori/lavoratrici tutti/e
In risposta ai comunicati di CGIL e COBAS, la Direzione Risorse Umane precisa quanto segue.

Al fine di garantire i servizi educativi da settembre 2016, alla luce del vigente divieto legislativo di procedere ad assunzioni nell’anno 2016, la Direzione Risorse Umane, in coordinamento con la Direzione Politiche educative, ha pubblicato un avviso di reperimento interno volontario per il personale di categoria C in possesso dei titoli di studio per le mansioni di Assistente all’infanzia e/o di Educatore scuola materna.

E‘ destituita di ogni fondamento l’accusa che si intenda adibire a tali funzioni personale inidoneo. Tale eventualità è impossibile, in quanto contrastante con un obbligo giuridico. I presupposti obbligatori della prestazione lavorativa devono sussistere anche se non sono richiamati tutti e singolarmente nell’avviso. Riprova ne è che è stata fatta menzione espressa solo del requisito speciale per i compiti di sostegno ai bambini disabili.

La procedura di reperimento è inoltre assolutamente volontaria: nell’avviso è espressamente prevista la domanda del dipendente interessato. Successivamente si procederà alla relativa istruttoria e a colloqui atti ad accertare competenze e attitudini dei candidati, e agli interventi formativi eventualmente ritenuti necessari.

La diffida risulta del tutto inutile poiché non vi è nessuna intenzione né possibilità di adibire personale inidoneo alle mansioni educative. Il personale che opera nei nidi e delle scuole dell’infanzia è sempre in possesso di tutti gli attestati e delle certificazioni di idoneità previsti dalla Legge.

La lettura dell’avviso effettuata dalle sigle sindacali, assolutamente destituita di ogni fondamento, non ha che l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali, mentre l’unica finalità dell’avviso in questione è quella di garantire i servizi educativi da settembre 2016, attivando tutte le alternative possibili nelle more dell’approvazione ed entrata in vigore di norme di legge che consentano di procedere ad assunzioni.

Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti.

L’attuale processo di sostanziale e incisiva riorganizzazione dell’ente può essere l’occasione per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano. La logica della mobilità e della crescita interna va perseguita come opportunità per tutti i dipendenti che contribuiscono al mantenimento dei servizi, ritrovando motivazioni nel lavoro.

Nell’occasione si precisa inoltre che è del tutto pretestuosa la polemica sui “buoni pasto”, in quanto la loro erogazione è normata dal contratto nazionale.

Qualora, nelle more della norma, vi sarà la possibilità di procedere ad assunzioni a termine e/o atte a favorire la deprecarizzazione del personale, l’Amministrazione si riserva fin d’ora la possibilità di aderirvi, fatta salva la verifica di sostenibilità di bilancio.

La Direzione Risorse Umane

 


 

Risposta del gruppo Cobas

Inserito da Andrea CAPITANIO il Ven, 22/07/2016 – 10:34.
In riferimento alla nota dell’Ufficio Risorse umane, a firma della dirigente del Settore Risorse umane, pervenuta ieri (21/07/2016) come chiarimenti ai comunicati di Cobas e Cgil, per quanto ci riguarda, invitiamo la Dirigente ad evitare strumentalizzazioni delle nostre parole, in quanto, il nostro testo non ha mai fatto menzione dell’avviso di mobilità pubblicato in Altana (legittima podestà dell’Amministrazione), bensì alle più ampie intenzioni dell’Amministrazione e della Giunta. Ci riferiamo, infatti, all’azione di ricognizione interna avviata dalla Direzione Risorse umane, con telefonate effettuate direttamente ai dipendenti individuati come “potenzialmente idonei”, procedura che la stessa dirigente conferma nella missiva anche nelle modalità di attuazione, scrivendo “Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti”..

Questo sì che ha “l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali”!

Noi, invece, in modo diretto, palese e obbiettivo contestiamo ciò che si evince da questo modo di procedere: la volontà di non assumere le colleghe e i colleghi precarie/i, quotidianamente confermata da questa Amministrazione con le proprie azioni, nel comparto educativo, così come in tutti gli altri servizi dell’Ente.

E questa scelta viene impunemente messa in conto ai lavoratori lasciati a casa senza stipendio, a tutti gli altri che dovranno supplirne l’assenza e, in ultimo, alla qualità e la ricchezza dei servizi ai cittadini di questa Città.

Nessuna di queste tre categorie di persone è in alcun modo responsabile dell’esistenza delle regole del patto di stabilità interna, del relativo sforamento o della volontà di continuare a sperperare (da anni!) risorse pubbliche: dalle privatizzazioni insensate ed inefficienti dei servizi, agli imbarazzanti stipendi e premi di produttività dei “manager” delle nostre aziende pubbliche, conseguiti col raggiungimento di obbiettivi ridicoli, nonché offensivi per qualsiasi persona di buon senso!

Infine, ci chiediamo a chi si rivolga la Dirigente quando invita al dialogo e al contributo costruttivo partecipato. Forse scrive a sé stessa o al resto della delegazione trattante di parte pubblica? Al Sindaco?

Certo non può proprio riferirsi a noi che abbiamo sempre partecipato al tavolo tecnico sui servizi educativi (che questa Amministrazione ha poi scelto di cassare, non riconvocandolo più) e che da quando esistiamo chiediamo all’Amministrazione di convocare un tavolo di confronto per analizzare il piano del fabbisogno del personale e predisporre con le Organizzazioni sindacali un piano serio di deprecarizzazione, dando così a tutte/i le/il colleghe/i ancora precari le giuste e dovute risposte. È questa Amministrazione che continua a non voler dialogare, a non voler ascoltare.

Dice il Saggio: “Chi semina vento, raccoglie tempesta!”
Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia.


qualche motivo di cosiddetto “panico”…

Inserito da Alessandro CAPARELLI il Ven, 22/07/2016 – 12:45.
Come lavoratore sono continuamente sorpreso dai toni del non-dialogo che questa Amministrazione ha con i lavoratori (quali sono state le occasioni per contributi costruttivi e partecipativi? sinceramente me le sono perse… mentre decisioni concrete e pesanti – es. in busta paga o accantonamento delle professionalità – ci sono e restano).
Come genitore sono preoccupato che mia figlia possa avere degli insegnanti che lo sono diventati “volontariamente” per riavere in busta paga gli integrativi economici che gli sono stati tolti.
Come cittadino sono sconcertato che insegnanti che abbiamo contribuito a formare e aggiornare per anni vengano lasciati a casa.
Può bastare, grazie


ben fatto

Inserito da Mattia DONADEL il Ven, 22/07/2016 – 10:45.
La nota piccata della Dirigente Fabris dimostra che COBAS e CGIL hanno colpito nel segno. Il testo dei comunicati era fin troppo chiaro e se qualcuno si ostina a far finta di non capire denota con i fatti da che parte sta schierato…sicuramente no dalla parte dei lavoratori e dei cittadini!!


a pensar male quasi sempre si indovina

Inserito da Roberta ZANOVELLO il Ven, 22/07/2016 – 13:06.
Stupisce la velocità in cui l’amministrazione risponde alle osservazioni dei lavoratori quando sono mesi che si aspetta un confronto “per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi” sulla deprecarizzazione, citato nella nota della direzione risorse umane.
Stupisce ancora di più che non si faccia riferimento all’indagine che le direzioni stanno attuando per reperire su base “volontaria” personale interno per sostituire colleghi precari che da anni svolgono la propria opera con alta professionalità.
E che dire “dell’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato”  derivato da telefonate fatte direttamente ai lavoratori?  Sono i lavoratori maliziosi o a pensar male quasi sempre si indovina?

Ricomincia la mobilitazione! Quarto incontro tavolo trattativa (?) per il rinnovo del contratto decentrato – 16 giugno 2016

ATTENZIONE: RICOMINCIA LA MOBILITAZIONE!

L’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di oggi martedì 21 giugno, ha deciso di confermnare la posizione dell’RSU al tavolo di trattativa che chiede all’Amministrazione il rispetto delle 4 precondizioni per aprire la contrattazione sul decentrato (vedi resoconto sotto).
Sempre l’Assemblea invita tutte le colleghe e tutti i colleghi ad essere presenti al PRESIDIO indetto in occasione del prossimo incontro con l’Ammnistrazione sul Conttatto Decentrato, previsto per lunedì prossimo 27 giugno alle ore 14:30 a ca’ Farsetti.

 

BREVE RESOCONTO DEL IV TAVOLO DI TRATTATIVA SUL CONTRATTO DECENTRATO DEL 16.6.2016

COBAS CCDI IV incontroSulle 4 precondizioni poste da RSU e OOSS per trattare della proposta di nuovo decentrato la delegazione trattante di parte pubblica ha risposto quanto segue:

  1. ok all’integrazione del fondo ai livelli massimi possibili (quelli dell’anno scorso per intendersi)
  2. allocazione risorse per copertura turnover e del processo di deprecarizzazione + richiesta tavolo ad hoc sul precariato: ne vogliono parlare solo dopo (eventuale) approvazione del Salva Venezia, comunque dicono che le risorse economiche a bilancio ci sono (il che ovviamente non vuol dire saranno assunti tutti, alcuni si, altri rinnovati, compresa l’assunzione di 70 nuovi vigili a TD)
  3. blocco dell’utilizzo di atti unilaterali nella gestione del personale: non attiene al decentrato, comunque per la settimana prossima si attende la decisione del giudice del Lavoro sulla causa per l’art.28 (comportamento antisindacale), attendono risposta per poi in caso adeguarsi.
  4. erogazione della parte possibile di produttività organizzativa 2016 secondo il vecchio decentrato: no perché verrebbero meno le ragioni della contrattazione.

Su quest’ultimo punto si sono poi riservati di fare un passaggio con la parte politica e darci una risposta il 27 giugno data in cui hanno riconvocato il tavolo. Il 24 convocato tavolo sull’analisi dei dati relativi all’uso degli straordinari. Riorganizzazione rinviata a dopo il 21 ma comunque imminente. Speravano (invano) che per oggi arrivasse SalaVenezia.

L’RSU, a parte alcune visioni diverse sulla risposta avuta sui precari (per alcuni piccola apertura, per altri no visto la non volontà di convocarsi sul tema – a prescindere dal Salva Venezia – per iniziare una seria discussione per studiare possibili soluzioni alternative), ha comunque notato un’evidente chiusura da parte dell’amministrazione a fornire serie risposte alle 4 precondizioni sopra esposte, ribadendo a più voci le stesse richieste. Richieste che, per questioni di brevità (e dignità) non stiamo a ripetere, ma che essenzialmente si sono concentarte nel chiedere il pagamento della produttività dovuta per tutti (che consenta a tutti e non solo ad alcuni di arrivare a fine mese, visto che siamo senza rinnovi contrattuali da anni e con stipendi bassissimi, altro che le idee vincenti o il bonus eccellenze che vorrebbero proporre), e la convocazione del tavolo sul precariato.

In sintesi un incontro con risposte che possono essere interpretate con esito totalmente negativo o, nella migliore delle ipotesi, come non risposte visto il rimpallo al 27, ma in ogni caso siamo in una situazione inaccettabile.

Nel post incontro sindacale si è quindi deciso di convocare due assemblee, una per il 21 (come già deciso in esecutivo) e l’altra per il 27/6 in contemporanea al prossimo tavolo sindacale.

 

COBAS – Autorganizzati del Comune di Venezia

TAVOLO DI TRATTATIVA SINDACALE – II incontro del 25/5/2016

COBAS CCDI II incontroPROPOSTA DI RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO DECENTRATO INTEGRATIVO (CCDI)

L’Amministrazione Comunale, come richiesto dalla RSU e dalle OO.SS. già dalla fine di novembre del 2015, con il tavolo sindacale del 18/05/2016 ha ufficialmente aperto la trattativa per il rinnovo del CCDI (ricordiamo disdettato prima della scadenza unilateralmente dalla AC stessa).
Al primo incontro, l’Amministrazione ha presentato alla RSU e alle OO.SS. una bozza di CCDI per il 2016, che sia il Gruppo Cobas che le altre componenti della RSU hanno ritenuto assolutamente inaccettabile, sia dal punto di vista normativo che economico finanziario (posizione concordata durante l’ultima assemblea plenaria della RSU, venerdì 20/05/2016).
Ieri pomeriggio (25/05/2016) si è svolto il secondo tavolo sindacale, convocato dalla Amministrazione, durante il quale finalmente si è potuto entrare nel vivo delle questioni e durante l’incontro sono emerse le seguenti richieste e risposte:

  1. FONDO PRODUTTIVITÀ

    • L’RSU ha chiesto che l’importo totale disponibile ad oggi sul fondo – parte risorse fisse (comprensivo dell’avanzo del fondo dell’anno precedente) che ammonta a 2.128.494€, sia erogato come performance organizzativa a tutti i dipendenti , coprendo così circa 4 mensilità della “vecchia” produttività mensile. A questa erogazione potrebbero essere applicate le regole del “vecchio” decentrato, considerato che le stesse regole sono state sempre applicate, senza nessuna soluzione di continuità, all’erogazione di indennità di UOC e PO.
    • La disponibilità di tali importi è stata indicata dall’Amministrazione nell’allegato alla proposta di CCDI 2016 e, ritenendo corretto applicare ancora il decentrato esistente, anche se disdettato, nelle more di una nuova definizione contrattuale (il contratto disdettato vige e produce effetti fino a che non sia stipulato il nuovo), seguendo il principio che se un contratto produce effetti, li produce per tutti i soggetti a cui si rivolge, quindi per tutti, non solo per alcuni.
      In questo modo avevano agito anche i Commissari, non proprio gli ultimi arrivati quanto a competenze, che con l’ultimo regolamento da loro predisposto hanno permesso di pagare la produttività ogni 3 mesi (e non 1 volta l’anno) utilizzando tutte le risorse disponibili.
    • La RSU ha sottolineato come gli importi disponibili ad oggi siano ancora troppo bassi, come lo erano ai tempi del Commissario, nell’attesa e nella speranza di poterli rimpinguare quando (se) arriverà il c.d. SalvaVenezia.
    • La RSU è consapevole che la propria richiesta di liquidare almeno quanto è attualmente stanziato nella parte stabile del fondo, con le modalità scritte dal Commissario, potrebbe all’azzeramneto del budget destinato alle così dette “idee innovative”, novità inserita nella proposta di decentrato presentata dall’Amministrazione.
    • La DELEGAZIONE TRATTANTE DI PARTE PUBBLICA (DTPP) ha risposto che non c’è alcuna volontà di erogare la performance organizzativa, non ci sono le condizioni, non ci sono i presupposti oggettivi per pagare, anche perché così facendo andrebbero ad esautorare la loro proposta di CCDI per cui non ci sarebbe più motivo di contrattazione. Uoc e PO sono pagate perché c’è l’incarico, mentre per la “produttività” c’è l’importo (2,1 milioni) ma non c’è la destinazione. Non c’è l’accordo previsto dall’art.15 c.3 dell’ultimo decentrato. La destinazione dei 2 milioni e 100 non è automatica. La nuova proposta di destinazione del fondo ha delle peculiarità che prima non esistevano. Sulla riorganizzazione ci stanno lavorando e arriverà prima dell’estate. Se arriverà il SalvaVenezia garantiscono che manterranno l’importo del fondo dell’anno scorso (2015).
    • Le Organizzazioni Sindacali hanno risposto che su questa modalità di procedere dell’Amministrazione si riservano di consultare i propri legali.
    • Una sigla sindacale (linea non condivisa da tutti) ha proposto di dimezzare del 50% le indennità pagate a PO e Uoc, dal 1 giugno e fino alla riorganizzazione, per poter distribuire questi risparmi come produttività a tutti i dipendenti.
    • La DELEGAZIONE TRATTANTE PARTE PUBBLICA ha risposto che si raggiunge lo stesso obiettivo, lo stesso risultato economico, con la riorganizzazione che ci sarà a breve, quindi si farà direttamente quest’ultima.
  2. RAPPORTI SINDACALI

    • L’RSU, in linea generale, ha espresso le proprie perplessità sulle intenzioni dell’Amministrazione e sulla sua volontà di contrattare che non sembra ci sia. Se la volontà politica è quella di trovare un accordo allora è necessario che l’AC dimostri un’apertura, agendo in tal senso, invece di continuare a consumare con decisioni unilaterali le (poche) risorse disponibili, considerando, inoltre che ad oggi non sono ancora state fornite le motivazioni per le quali sia stato disdettato unilateralmente il contratto decentrato predisposto dal Commisssario Tatò (immaginiamo per scelte politiche) e questo fatto, in vista della sottoscrizione del nuovo, costituisce sicuramente un problema.
      Quindi, ad oggi esiste un duplice problema, di risorse e di volontà politica.
    • Siamo in presenza di un peggioramento generalizzato delle condizioni lavorative non solo per i settori più evidentemente colpiti (come il settore della PM, i servizi educativi e i servizi sociali), ma anche per la quasi totalità delle colleghe e dei colleghi.
    • Per questo, l’RSU esige delle risposte precise sulle linee che vuole tenere l’Amministrazione al riguardo. La RSU chiede all’AC se abbia intenzione di fermare questi atti e scelte unilaterali che peggiorano le condizioni di vita e di lavoro di tutti noi (ultimo esempio citato, solo in ordine di tempo, i turni appena arrivati della PM per la mensilità di giugno), oppure se abbia intenzione di procedere con atteggiamento sordo e cieco.
    • Su quest’ultimo punto la DELEGAZIONE TRATTANTE PARTE PUBBLICA non ha fornito una risposta precisa e ha riconvocato la trattativa per martedì 31/05/2016 alle ore 11.
    • L’RSU ha sostenuto che una buona piattaforma su cui lavorare e da cui iniziare la discussione è il contratto collettivo decentrato 2013-2015.
      [Il Gruppo Cobas aveva proposto alla RSU riunita in plenaria venerdì u.s. di proporre all’AC una piattaforma di discussione partendo dal CCDI del 2004 – 2006, ma non tutte le componenti sindacali della RSU hanno condiviso la proposta].
  3. PRECARIATO

    • Al sollecito per la mancata convocazione di un tavolo dedicato al tema dei contratti in scadenza nel 2016 (convocazione richiesta in modo unitario dalla RSU e tutte le OO. SS. ancora al tavolo del 18/05/2016), la DTPP ha risposto che fornirà una data al prossimo incontro (quindi 31/05/2016).

Gruppo Cobas – Autorganizzati Comune di Venezia
Venezia 26/05/2016

Risposta dei COBAS al consigliere delegato (…) Paolino D’Anna

Leggiamo nella prima pagina del sito istituzionale del Comune di Venezia un rimando al testo “Venezia ha bisogno di aiuto ma non perché muore perché vive” – una dichiarazione del consigliere delegato Paolino d’Anna, pubblicato il 17 marzo 2016.

Capolavoro! 

L’uso spregiudicato dell’ortografia, della sintassi e della grammatica (ad es: “non ha bisogno ne di essere inserita ” e, poco avanti, con disinvoltura “…ne di strumenti vetusti”, oppure, “…efficacemente ridistribuito sull’intero territorio con un lavori e strumenti … ” o “…come il nostro Sindaco Brugnaro sta realizzando divenire nuova protagonista internazionale dalla dorsale culturale Venezia, Bologna, Firenze, Chiusi, Crognaleto, Roma.. ” ) non può che essere frutto di una estenuante ricerca linguistica. L’idea è distogliere il lettore dal testo. L’Autore offre al Suo referente una via di fuga dalla triade semiotica, qui proposta come una prigione, una catena di piombo che trascina verso gli abissi torbidi dell’esegesi, tomba di ogni vero lirismo. Invece: significante e significato abbandonano il loro valore comunicativo e tornano ad essere greve materia, mero vettore utile soltanto al dispiegarsi della musica verbale.

Purtroppo l’Artista si è scordato di firmare con uno pseudonimo e, anche se, ne siamo sicuri, sarà stato sicuramente più volte ospitato su Versus, ha preferito donare questa sua creatura alle pagine internet del sito del Comune, preoccupandosi, pure, di specificare che la sua era una nota del “delegato” del nostro Sindaco Brugnaro. Non possiamo allora che rassegnarci ad una lettura critica dei contenuti politici di cui il componimento è ricco.

Che dire? Vista sotto questa prospettiva la dichiarazione pare essere una somma di affermazioni sul personale dell’Ente tra le più imprecise, confuse, reazionarie mai pronunciate da un politico con responsabilità di amministrazione della nostra città.

E’ grave il frasario colloquiale utilizzato per fare riferimento al lavoro di colleghe e colleghi ed è grave perché il delegato al Lavoro del nostro Sindaco Brugnaro non può screditare, di fronte ad interlocutori pubblici, l’immagine dell’Amministrazione Comunale e dell’operato svolto dalle sue dipendenti e dai suoi dipendenti.

Chiediamo al delegato al Lavoro del nostro Sindaco Brugnaro una pubblica rettifica di quanto esposto nel suo testo.

Chiediamo altresì al nostro Sindaco Brugnaro e all’Assessore alle Risorse Umane della Giunta del nostro Sindaco Brugnaro di smentire quanto detto dal delegato al lavoro del nostro Sindaco Brugnaro e di prendere le distanze da questo genere di atteggiamento. Oppure di procedere presso il Segretario Generale dell’Ente ad indicare quali siano “funzionari del Comune di Venezia” che, parte del “…coacervo indistino snobbistico-reazionario..”, hanno fornito al pubblico una “chiave di lettura errata, quel tipo di analisi, … responsabile proprio del degrado socio economico della città “.

Chiediamo infine a P. D’Anna, delegato al Lavoro del nostro Sindaco Brugnaro:

Mestre e Venezia sorgono ai confini della Pianura Padana, (la vasta area pianeggiante estesa in buona parte dell’Italia Settentrionale, delimitata a nord dalle Alpi, a sud dagli Appennini e dal Mare Adriatico).

Immagini della tangenziale e di Porto Marghera utili a rinfrescare la memoria all'illustre Autore

Schema esplicativo per rinfrescare la memoria all’illustre Autore

Secondo i dati pubblicati nel rapporto 2015 sulla qualità dell’aria in Europa dall’European Environment Agency, la pianura padana è una delle zone più inquinate della Comunità Europea. La tangenziale di Mestre ha portato in pieno centro abitato, ogni giorno, dalla fine degli anni ’80 al 2009, gli scarichi di centinaia di migliaia di automezzi.  Oggi sono soltanto decine di migliaia. Al giorno.

La laguna ha ospitato, a Porto Marghera, (posto a ovest della gronda lagunare) il polo industriale petrolchimico più grande d’Europa e lo ha fatto in anni in cui anche i tribunali (Uffici Giudiziari della Repubblica atti a dirimere controversie generalmente di natura civile, penale o amministrativa) hanno sancito che non esistevano norme volte a limitare le sostanze inquinanti, di qualsiasi natura, disperse in ambiente dagli impianti di produzione. Il Porto di Venezia, in continua espansione, ogni giorno fa transitare decine di colossi del mare che consumano ed inquinano come diverse migliaia di autovetture.

Cosa intende dire, esattamente, con l’espressione “L’ambiente a Venezia nel senso stretto del termine sta più che bene!“?  

Fa forse riferimento al fatto che è possibile inspirare, espirare e ciò nonostante restare vivi/non morire subito anzi… produrre dei capolavori della psichedelia come quello gentilmente regalatoci dal consigliere delegato?

 

Cobas – Autorganizzati del Comune di Venezia

 

PS: anche altri componenti dell’RSU (non tutti…) hanno convenuto sull’opportunità di chiedere una rettifica delle gravi/esilaranti dichiarazioni del consigliere delegato.

Il testo è il seguente

 

Alla cortese attenzione di

Sindaco,
Segretario Generale,
Assessore al Personale,
Consigliere delegato Paolino D’Anna
e p.c.
Tutti gruppi in Consiglio Comunale
Tutta la Giunta Comunale
Tutti i dipendenti

In relazione al comunicato stampa pubblicato il 17/03/2016 dal titolo “Venezia ha bisogno di aiuto ma non perché muore perché vive”, una dichiarazione del consigliere delegato Paolino D’Anna,  le sigle sindacali sotto firmatarie chiedono all’estensore dello stesso immediata pubblica rettifica in quanto il testo riporta affermazioni, generiche e non circostanziate, gravemente lesive dell’immagine dell’Istituzione Comune e dell’operato svolto dai dipendenti della stessa.
Le scriventi sigle sindacali chiedono altresì al Sindaco e all’Assessore alle Risorse Umane di smentire e prendere immediatamente le distanze dalle affermazioni del consigliere delegato al Lavoro, già Asessore al Lavoro della Provincia di Venezia. Il Consigliere, nel definire genericamente i funzionari del Comune di Venezia facenti parte di un “…coacervo indistinto snobbistico-reazionario…” e nel proseguire affermando che “…avranno fornito una chiave di lettura errata, quel tipo di analisi che a nostro avviso è responsabile proprio del degrado socio economico della città“, probabilmente confonde i toni da campagna elettorale con altri più adatti all’importante ruolo di delegato del Sindaco che oggi invece ricopre e con cui si firma e per il quale dovrebbe portare ben altro rispetto nei confronti di tutti i lavoratori.
Se, invece, il consigliere, disponendo di dati precisi, ritenesse di poter circostanziare le accuse gereralizzate di cui ha riempito il proprio scritto, è invitato a rispettare la legge e a renderli noti, di modo che gli organismi competenti possano agire di conseguenza, a partire da Segretario Generale dell’Ente.

COBAS – CSA – DICCAP

Invito per corso di formazione legale 22 gennaio 2016 – AGGIORNATO

aggiornamento: a seguito del ritiro dell’autorizzazione da parte dell’Amministrazione comunale all’uso della sala del Tronchetto, il corso si svolgerà presso la sede di Venezia dei Cobas, in campo Santa Margherita (Dorsoduro n°3686 ai piedi del ponte di Campo San Pantalon, di fronte alla Farmacia).

 

cara/o Collega, scolari_autorganizzati

Come sai alla fine del 2014 è nato il Cobas del Comune di Venezia, un sindacato di base composto esclusivamente da lavoratrici e lavoratori di questa Amministrazione.

In quest’anno di attività ci siamo accorti di quanto sia importante prendersi cura direttamente della propria situazione lavorativa e non demandare ad altri la responsabilità di difendere i propri diritti. Ma abbiamo anche sperimentato quanto sia faticoso farlo non essendo sindacalisti di professione.

Per aumentare le nostre conoscenze abbiamo da qualche mese costruito una proficua collaborazione con un gruppo di avvocati che, oltre al supporto legale, hanno avviato con noi un percorso di autoformazione fondamentale per accrescere il nostro sapere in materia di diritti. Convinti che l’informazione e la consapevolezza siano strumenti fondamentali di ogni persona per difendere i propri diritti, vogliamo mettere a disposizione di tutti e tutte la possibilità di partecipare al corso di formazione con i nostri avvocati, per un percorso di crescita collettivo.

 

Appuntamento

VENERDI 22 GENNAIO, ORE 15,00 ­-18,00

c/o sede Cobas di Venezia, campo Santa Margherita

(Dorsoduro n°3686 ai piedi del ponte di Campo San Pantalon, di fronte alla Farmacia).

Programma:

  • Lo sciopero bianco: fino a che punto possiamo spingerci per dimostrare all’amministrazione le nostre contrarietà (avv. Roberto Mazzuia)­
  • Le schede conoscitive impartite ai nostri colleghi precari: fino a che punto è legittimo da parte dell’amministrazione raccogliere informazioni riguardanti la vita privata dei dipendenti. (avv. Francesco Mason)
  • la Privacy: pur essendo dipendenti di un ente pubblico ci sono delle tutele? (avv.Luca Mandro)

 

Si precisa che il corso si svolge fuori dell’orario di lavoro.

E’ gradita conferma di partecipazione scrivendo a cobas@comune.venezia.it.

Info: 3478250592 , 3491278931

 

Ti aspettiamo!

CURARTI DEI TUOI DIRITTI E’ UN DOVERE.