Il saluto di Barbara

Riceviamo da una nostra collega questo testo, scritto come un saluto, che ci descrive con sguardo affettuoso e di lungo respiro l’evoluzione (o, attualmente, l’involuzione?) del nostro lavoro, inteso come cura quotidiana del bene comune.

Ringraziamo Barbara delle belle parole e del suo contributo ai Cobas: non serve salutarci con troppa enfasi, sappiamo che continuerai ad essere dei nostri (adesso con qualifica V.I.P.) e a lottare insieme a noi per una città in cui vivere meglio!

Un abbraccione da tutti noi!!!

 

Dal 1^ settembre sarò in pensione.

Saluto e ringrazio tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi 40, e passa, anni.

Sono stata assunta alla fine degli anni Settanta, in un momento di grandi cambiamenti e di evoluzione degli enti locali portatori di una visione nuova e allargata dei servizi da fornire ai cittadini (non solo anagrafe e leva per capirci) dell’ente di prossimità per antonomasia: il Comune. Gli anni in cui i Comuni si sono fatti portatori di istanze culturali e sociali di ampio respiro. In quegli anni, e in quelli a seguire, sono stati aperti servizi importanti e innovativi come gli itinerari educativi, il sistema bibliotecario, il decentramento amministrativo, il contrasto alla prostituzione, la riduzione del danno, il Centro donna, l’Osservatorio della Laguna, l’educazione ambientale per studenti ed adulti e molti altri.

Ho lavorato all’assessorato alla Cultura (non c’era né Direzione né direttore) e si organizzavano le grandi mostre passate alla storia della nostra città; si gestivano non uno ma molti teatri: il teatro Goldoni, il Toniolo, la Bissuola, il Momo, si finanziavano il teatro Fondamenta Nove, la Murata; si organizzavano rassegne di danza e teatro all’aperto, nei campi e in piazza san Marco (con eccellenze di rilievo internazionale anche locali), è nato il Circuito Cinema con le mitiche rassegne estive in campo san Polo, le scuole di musica come il Suono Improvviso – prima scuola di jazz, di improvvisazione e musica d’insieme.

Ho avuto la fortuna di continuare a lavorare in settori per me affini: come giornalista all’ufficio stampa, come organizzatrice e formatrice all’assessorato all’ambiente e ora alla sicurezza sul lavoro.

Sono grata di aver partecipato a tutto questo.

Dispiace solo vedere l’involuzione che ha caratterizzato gli ultimi anni, dovuta in parte alla diminuzione dei bilanci ma anche – o soprattutto – a una visione riduzionista del servizio pubblico che sempre più si indirizza alla chiusura dei servizi, alla sminuzione della partecipazione, al disprezzo dei lavoratori, di chi ha contribuito a fare di Venezia uno dei Comuni più all’avanguardia in Italia.

Dispiace che la burocrazia, che crede più nel processo che nell’obiettivo, sembra aver vinto.

Una burocrazia autoreferenziale che si guarda l’ombelico, che impone procedure sempre più farraginose che finiscono con l’imbrigliare ogni sussulto innovativo. Innovazione tanto invocata nei proclami, quanto svilita nei fatti. Così come sono svilite le intelligenze e le professionalità che difficilmente possono emergere in una struttura verticalistica piuttosto che orizzontale, quando è risaputo che quest’ultima è quella più efficace in termini di produttività, crescita ed innovazione.

Tutto questo si rispecchia e si riverbera nella vita dei nostri concittadini e della città che vive un processo analogo di depauperazione continua.

Auspico che il futuro possa segnare una nuova rotta che rimetta al centro la persona e la sua evoluzione, come saggiamente hanno scritto i padri fondatori nella Costituzione

Articolo 43 – (…) E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Barbara

Il Sindaco sbatte la porta in faccia ai lavoratori! Il sindacato che fa…concilia? – comunicato del 26 gennaio 2018

Il sindacato che fa? ..concilia?!?

L’Amministrazione Brugnaro ancora una volta chiude le porte in faccia ai lavoratori! All’udienza di questa mattina ha infatti comunicato di non volere accettare la conciliazione proposta dalla Giudice che avrebbe permesso di ripartire con una nuova trattativa per il Contratto decentrato il 2018-2020, accogliendo quanto richiesto dai lavoratori con il referendum e le assemblee.

Ma ricostruiamo un po’ la storia: la decisione odierna del Giudice riguarda l’opposizione che i Sindacati (OOSS) avevano fatto all’ultima sentenza di respingimento emessa dal Tribunale in seguito al ricorso per comportamento antisindacale (ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) presentato da tutti i sindacati (tranne la solita CISL) contro l’Amministrazione Comunale. Il ricorso era stato presentato contro il nuovo decentrato ri-firmato da Comune e CISL che, nonostante la condanna da parte del Tribunale del Lavoro, riproponeva esattamente gli stessi contenuti, proprio quelli sonoramente bocciati dai lavoratori (98,5 %) con il Referendum di maggio.
Nel frattempo lo scorso ottobre la procedura di raffreddamento prefettizia andava a buon fine grazie all’accordo siglato tra l’Amministrazione e tutte le OOSS ad eccezione dei COBAS che, ritenendo incoerente ripartire dalla piattaforma CISL respinta dal referendum dei lavoratori con più di 2000 voti contrari, tenevano in piedi lo stato di agitazione: quell’accordo è stato un passo indietro clamoroso rispetto al mandato chiaramente espresso dai lavoratori in assemblea, e che puntualmente si è tradotto nelle trattative al ribasso di questi ultimi mesi.

Va sottolineato che proprio il rifiuto dei COBAS a ritirare lo stato di agitazione è stato uno degli elementi decisivi per mantenere in piedi il processo perché ha dimostrato, in sede di udienza, che la conflittualità non poteva dirsi superata.

Per i COBAS  il rifiuto di conciliare da parte dell’Amministrazione rappresenta l’ennesimo gravissimo affronto a corrette e oneste relazioni sindacali e quindi una gravissima offesa a tutti i dipendenti.

Inoltre, il rinvio dell’udienza fino al 9 maggio p.v. rischia di rendere inutile la prosecuzione dell’azione legale, mettendoci di fronte ad un nuovo fatto compiuto.

E proprio su questo aspetto i COBAS chiedono di fronte a tutti i lavoratori come le altre sigle sindacali intendano proseguire.

Per i COBAS, restano ferme più che mai le rivendicazioni sancite da tutti i dipendenti, in continuità e in coerenza con tutte le assemblee e mobilitazioni degli ultimi 3 anni, clamorosamente sancite dall’ultimo Referendum:

  • aumentare i finanziamenti per il fondo produttività per recuperare il più possibile i tagli degli ultimi anni;
  • reintrodurre l’utilizzo dei giustificativi per malattia in caso di visite mediche specialistiche o di terapie;
  • riconoscere i permessi orari che coprono i tempi di percorrenza per recarsi alle assemblee sindacali;
  • mantenere l’attuale assetto dell’orario di lavoro (con tutte le varianti adesso previste) in luogo di quello “spezzato” che vorrebbe introdurre Brugnaro;
  • definitiva eliminazione dell’istituto illegittimo idee vincenti, finanziate con il fondo di produttività dei dipendenti!
  • introdurre un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori (ad es. 90% della produttività legata alla performance organizzativa e solo il 10% a quella individuale);
  • approvare un piano serio per la riassunzione in tempi rapidi degli ex colleghi precari rimasti a casa;
  • reinserire nel contratto decentrato tutti gli aspetti organizzativi e regolamentari che sono stati in questi anni estrapolati per normarli attraverso regolamenti specifici di competenza della Giunta, sottraendoli così al sacrosanto confronto con RSU e OO.SS (come telelavoro, comparto scuola, Polizia Municipale… ecc…);
  • introdurre strumenti di innovazione tecnologica e organizzativa (smart working), per una migliore conciliazione dei tempi vita – lavoro e apertura di un confronto serio sul così detto welfare aziendale.

Questi sono i punti di cui i COBAS si faranno carico nel prossimo tavolo di trattativa.

Qualsiasi trattativa che si voglia definire seria non potrà che ripartire da questi contenuti, inserendoli in modo chiaro e inequivocabile nel prossimo contratto decentrato: non assumere queste istanze produrrebbe un contratto ingiusto e irriguardoso della dignità e della professionalità di tutti quei lavoratori che, nonostante tutto, reggono con il loro lavoro un Comune ormai allo sbando, e per questo sarebbe un contratto da respingere in modo netto e convinto.

Il risultato referendario indica a tutti i Sindacati la strada da percorrere.

 

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

“Purtroppo” (cit.)?… vi hanno beccati!

“Purtroppo” (cit.)?… vi hanno beccati!

stivali

A proposito della decisione dalla Corte dei Conti che intima all’Amministrazione di recuperare i soldi distribuiti illegalmente tramite le c.d. idee vincenti, leggiamo esterefatti la dichiarazione del 5/12/2017 del dott. Paolo Romor, Assessore al personale, nonché AVVOCATO, che si dispiace che la Repubblica Italiana sia retta da delle norme inderogabili.
Dice Romor, infatti:
Purtroppo, a seguito di un esposto inviato da una sola sigla sindacale alla Corte dei Conti per il Veneto su tale istituto [idee vincenti, ndr], la Procura Generale ha avviato il procedimento istruttorio […], la Procura Generale della Corte dei Conti ha evidenziato […] quale soluzione che questa Amministrazione proceda, in auto-tutela, al recupero delle somme erogate a tale titolo. […]”
 
!!??!!
Forse, l’Assessore-Avvocato voleva dire: “Purtroppo… ci hanno beccati!
Ritenetevi invece fortunati che il PM contabili vi abbiano fatto il piacere di suggerirvi una possibile soluzione, invece di accusarvi direttamente di DANNO ERARIALE ai danni dell’intera collettività!
In un paese civile, gli Amministratori responsabili di una tale illegittimità sarebbero bollati come incompetenti a gestire la cosa pubblica e dovrebbero avere la dignità di rassegnare le proprie dimissioni.
Ora, tutti i dipendenti comunali e tutti i cittadini devono esigere che i responsabili di tale scempio, per lo meno, rimettano tutti i soldi nel fondo di produttività dei dipendenti (da cui li hanno sottratti) e li redistribuiscano immediatamente a tutti i lavoratori.
Poi la smettano di parlare di meritocrazia, efficientamento e partecipazione del personale: è certificato che non conoscono il significato delle parole con cui si riempiono la bocca!
Venezia 06/12/2017
COBAS – Autorganizzati Comune di Venezia

I regali del Sindaco-padrone ai fedelissimi – comunicato del 10 ottobre 2017

Ai lavoratori tagliano gli stipendi, ma ai fedelissimi di Umana importati in Comune regalano qualifiche dirigenziali. E’ legale? Comunque è una vergogna.

Ecco cosa si legge nella Delibera di Giunta Comunale n.226 approvata lo scorso 3 ottobre 2017:

staff del sindacosostituire il trattamento economico del sig. Morris Ceron, come definito con deliberazione n. 268 del 31 luglio 2015, prevedendo una indennità ad personam, annua lorda per 13 mensilità parametrata all’indennità di posizione dirigenziale di fascia “A” (…)“; e così via per tutto lo staff “personale” (o dovremmo dire “padronale”?) del signor Sindaco: Derek Donadini, Luca Zuin, Micol Stelluto e Carlotta Giusto.

Mentre ai lavoratori abbassano gli stipendi, tagliano le indennità organizzative, riducono il salario integrativo (come se Venezia fosse una città poco cara…), agli amici (tutti importati da Umana), agli yes-men (traduzione: quei che ghe dise sempre de yes!), elargiscono generosissime indennità dirigenziali.

Il Sindaco ha iniziato col profilo basso, senza stipendio, con la Giunta ad indennità ridotte. Il “bel gesto” però è durato poco: passata la necessità di coprire con la propaganda gli scricchiolii della maggioranza in un difficoltoso avvio di mandato, rientrate le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità (per rientrare nel quale sono stati tagliati gli stipendi dei lavoratori), immediatamente la Giunta ripristina le indennità degli assessori aumentandole di ben 1.400 € al mese (da 3.257€ a 4.653€, 5.300€ alla Vice Sindaco).

Era il febbraio di quest’anno.

Adesso, con un contratto integrativo abusivo che riduce ancora il fondo dei dipendenti per rifinanziare le grottesche “idee vincenti”, ecco un nuovo regalo agli amichetti del paròn, che da questo mese vedranno aumentato il loro stipendio di oltre il 60%.

Ci chiediamo se sia possibile retribuire a livello dirigenziale personale non in possesso dei requisiti (la Corte dei Conti ha recentemente condannato qualche sindaco per averlo fatto), ma il nostro giudizio morale è categorico: si tratta di una vergogna e di un nuovo insulto nei confronti del lavoratori.

Al quale si aggiunge una beffa: ogni lavoratore del Comune di Venezia sperimenta ogni giorno l’inefficienza di questo accentramento di potere. Gli assessori non esistono; ogni decisione deve passare, dopo anche settimane di “anticamera”, per i tre yes-men/ghe digo de yes – le altre due beneficiarie della delibera sono la segretaria particolare del Sindaco e l’addetta ai social network…! Inquadrate come Alte professionalità e Posizioni Organizzative! – che comunque non prendono decisioni definitive perché tutto è rimandato agli umori, peraltro piuttosto “variabili”, del Sindaco.

Dopo l’ultima riorganizzazione, che ha disintegrato le Municipalità, le due Direzioni che si occupavano di ambiente e di mobilità e che ha paralizzato per mesi l’intero Comune, attendiamo con preoccupazione l’imminente nuova riorganizzazione, che di sicuro servirà ad assecondare i capricci del piccolo egoarca veneziano: tutti (a partire dal Segretario Generale, quello che dovrebbe controllare la regolarità degli atti) non fanno altro che “dirghe de yes”, e ben pagati per farlo!

 

Cobas – Lavoratori Autorganizzati del Comune di Venezia

 

Brugnaro dove sei?!? – Sindaco  #restituisciilmaltolto !

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Sindaco: restituisci il maltolto!(non) Piove, piove…Brugnaro non si muove! Restituisci i soldi che hai sperperato!

Sono trascorsi ben più dei 30 giorni previsti dalla legge per una risposta ai 1200 ricorsi presentati dai dipendenti sulle valutazioni della performance individuale. E l’amministrazione non risponde!
Le procedure corrette sono.. “disdicevoli”?! Per questa amministrazione sì, meglio portare il contenzioso in tribunale (tanto è il cittadino che paga! Prima o poi dovrà rispondere anche di questo).
Rendere conto in modo trasparente della gestione del bene pubblico è troppo rischioso ? Eh già..non sia mai che venga fuori che l’idea “vincente” di questa amministrazione è il procurar danno alla comunità.

Vedremo che ne dirà la Corte dei Conti. Intanto la nostra denuncia arriverà ovunque debba arrivare!

Sindaco, #restituisciilmaltolto!

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

[DOC] “CI VORREBBERO LE MAZZE” – Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

A più di un anno dall’insediamento della giunta Brugnaro proviamo a fare un bilancio provvisorio delle politiche e sulle azioni che hanno caratterizzato l’azione amministrativa sul tema della sicurezza pubblica. Politiche ed azioni basate principalmente sulla militarizzazione dello spazio pubblico e sulla persecuzione delle categorie socialmente più fragili che non sembrano dare i frutti promessi in campagna elettorale.

> scarica l’articolo in PDF (575 KB)

 

“CI VORREBBERO LE MAZZE”

Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

 

Sin dalle prime battute di campagna elettorale la sicurezza è stata uno dei cavalli sui quali Luigi Brugnaro ha scommesso per la cavalcata vittoriosa verso Ca’ Farsetti e uno dei temi sui quali più si è impegnato da sindaco nella politica locale e nazionale. Sarà quindi sicuramente utile dopo più di un anno di governo tentare di ricostruire l’insieme delle politiche e delle azioni messe in campo e cercare di verificarne gli esiti.
Il sindaco non difetta di schiettezza: il pensiero in termini di sicurezza è stato espresso dal diretto interessato in varie occasioni, tra cui durante l’ultimo festival della politica con il Ministro della Giustizia Orlando e con i sindaci di Verona, Vicenza e Treviso. In estrema sintesi, il pensiero del sindaco è che il “degrado” si possa combattere e la sicurezza urbana raggiungere, facendo rispettare le elementari regole di decoro urbano come il divieto di gettare sigarette o cartacce per terra o quello di lordare strade e piazze in occasione di manifestazioni o anche di celebrazioni come ad esempio le lauree. Per far rispettare queste regole, Brugnaro ha invocato più volte la concessione di poteri di polizia per se stesso e per i primi cittadini d’Italia, pena l’inutilità dell’azione repressiva. Più volte ha invocato la possibilità di poter chiudere in cella di sicurezza e di far rilasciare dietro cauzione tutti quei soggetti colpevoli di comportamenti devianti come ad esempio ubriachezza molesta, scippo, accattonaggio.

Una delle slides utilizzate durante la conferenza stampa di presentazione della legge

Una delle slides utilizzate durante la presentazione della legge

L’idea infine ha preso forma recentemente all’interno di una proposta di legge presentata dal deputato Andrea Causin alla Camera dei Deputati e prevede tra le altre cose l’attribuzione al Giudice di Pace la competenza a decidere su tutti gli illeciti costituiti da comportamenti contrari alla sicurezza urbana o che comunque provocano degrado urbano. Al di la’ dell’aleatorietà della proposta e della conseguente discrezionalità con cui potrà essere applicata (chi decide quando l’accattonaggio o l’ubriachezza sono molesti? Si può penalizzare “l’accattonaggio condotto da soggetti abili ed in età da lavoro” in un paese che vede una disoccupazione ampiamente sopra il 10% con punte del 40% per le fasce di età più giovane? Se si sanziona “l’abuso di sostanze alcoliche” bisognerà arrestare mezza città il sabato sera?). Il quadro che emerge è quello di una interpretazione del concetto di “sicurezza urbana” esclusivamente incentrato sulla pubblica sicurezza anziché sul concetto più ampio di sicurezza sociale che comprenderebbe anche azioni di prevenzione, accompagnamento e sostegno, in diversi contesti, dalla scuola alla strada, ai luoghi frequentati dai giovani, agli spazi pubblici frequentati da tutti i cittadini.

Entrando nel merito delle azioni messe in campo, accanto ad una intensificazione dei controlli di polizia nelle zone più calde della città (principalmente zone intorno alla stazione e al parco della Bissuola) resa possibile anche grazie all’aumento del numero di soldati messi a disposizione dallo stato, da bravo architetto ha basato la propria strategia di contrasto alla criminalità e al degrado sull’arredo urbano; in particolare la panchina sembra essere il peggior nemico del sindaco Brugnaro. Cadono una dopo l’altra la panchine di Piazzale Bainsizza, di Piazzale Giovannacci, di via Casona e una panchina in muratura in via Carducci abbattuta addirittura con la ruspa. La ruspa è tornata inoltre in scena per demolire i cubi del parco della Bissuola con una spesa di più di sessantamila euro utilizzati per depauperare il patrimonio pubblico. Continue reading

Dopo i precari tocca ai diritti? No grazie, la mobilitazione continui! – 21 dicembre 2016

untitled-design

Alcuni momenti della protesta in consiglio comunale. Foto: Il Gazzettino

Le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Venezia, precari e non precari, hanno dato ieri (20/12/2016) una lezione di democrazia all’Amministrazione della Città, e a tutto il Consiglio comunale, in particolare anche alla inadeguata Presidenza del Consiglio Comunale che con la ormai consueta arroganza pretendeva di sbarrare le porte al dialogo.
La rabbia e la voglia di rivendicare i propri diritti hanno preso finalmente il sopravvento sul clima di paura e di intimidazione che l’Amministrazione Brugnaro tenta in tutti i modi di infondere tra i dipendenti.
Per i COBAS del Comune di Venezia questo è il dato più significativo della protesta di ieri in Consiglio Comunale; un dato che deve significare che è tempo e ora di rilanciare la lotta per la difesa dei posti di lavoro, per il contratto decentrato e per i diritti dei lavoratori.
Negativo invece il giudizio sull’esito del confronto con la Giunta e i Capigruppo, ottenuto esclusivamente grazie alla forte mobilitazione dei lavoratori.
Gli assessori Zuin e Romor, come in un disco rotto, ancora una volta non hanno voluto dare risposte sul piano occupazionale e di deprecarizzazione delle decine di dipendenti ormai già senza lavoro. Una posizione ipocrita e “piltatesca” che risulta tanto più inaccettabile a fronte degli annunci a mezzo stampa dello stesso Sindaco Bruganro sui prossimi concorsi per l’assunzione di 70 vigili (altri nuovi precari!!) già calendarizzati, pare, per il 10 di gennaio 2017, ulteriore prova inequivocabile che quando c’è la volontà, bandi e assunzioni si fanno.
Per i COBAS ora è necessario proseguire fin da subito con azioni di mobilitazione unitarie a sostegno dei precari ma anche delle varie vertenze che riguardano il comparto. L’appello a fare quadrato è rivolto perciò a tutti i dipendenti del Comune, alle RSU e a tutte le sigle sindacali affinché si produca un vero e proprio “scatto di reni”, unendo le forze con altri lavoratori che si trovano in una situazione analoga, come per esempio i dipendenti della Città Metropolitana e dei Musei Civici.
COBAS Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

RESOCONTO TAVOLO SINDACALE 1.12.2016: presa in giro per i precari, teatro dell’assurdo sul decentrato

brugnaro truffatore

Ordine del Giorno previsto:

1. Revisione atto unilaterale CCDI 2016 comparto;

2. Piano del fabbisogno (alias “Precariato”)

Delegazione trattante di parte pubblica (DTPP): Asteria, Assessore Romor, Dei Rossi, Fabris, Patrizio, Grandese.

In apertura la parte sindacale, come la volta precedente, ha richiesto sia l’inversione dell’OdG, sia di poter permettere ai colleghi, o ad una delegazione, di assistere come uditori ai lavori.

Solo dopo una richiesta di sospensiva da parte sindacale, la DTPP ha accettato a fatica di invertire l’OdG ma non di ammettere i colleghi o la delegazione, nonostante si stesse trattando del loro futuro: un atteggiamento molto sgradevole e, ahinoi, significativo!

I colleghi sono comunque rimasti in attesa, in Sala Consiglio, sorvegliati da un assurdo quanto inutile numero di agenti della PM che, sicuramente, avrebbero avuto cose ben più utili da fare per la Città che i guardia sala: un vero spreco di risorse pubbliche!

 

PUNTO 2. PIANO DEL FABBISOGNO (ma quale?!? diciamo pure licenziamento dei nostri colleghi!).

All’incontro del 25 novembre u.s., nonostante le precise richieste del Prefetto, la DTPP non aveva presentato nulla di concreto (né di accettabile) rispetto al destino dei 119 colleghi precari (che, rifacendo i conti, a noi risultano essere almeno 125!).

Trascorsa una settimana, alla data del 1 dicembre, quali sono le novità?

Nessuna! Solo parole fumose e confuse! La DTPP, ancora, non ha presentato alcun di piano di deprecarizzazione, ribadendo, invece, la volontà dell’Amministrazione di assumere una decina di dirigenti nel prossimo biennio, oltre a 70 vigili, con contratto di formazione lavoro (altri precari!).

Ancora, quindi, al 1 dicembre, l’unico dato certo che i colleghi hanno da parte dell’Amministrazione resta l’imminente data di scadenza dei propri contratti! Ricordiamo che, per come stanno le cose ora, l’Amministrazione si è impeganta SOLO VERBALMENTE a stabilizzare. Infatti, finchè non si sa di quanti lavoratori hai bisogno e quanti fondi hai a disposizione (semplicemente quello che ha chiesto il Prefetto!) sono tutte affermazioni che lasciano il tempo che trovano. La paginetta del DUP presentata non serve a niente…le intenzioni sono chiare solo per dirigenti e vigli (guarda un po’…).

Per tutti gli altri l’Amministrazione non garantisce nessuna prospettiva di nessun tipo. A meno che…

[… ATTENZIONE, quella che segue è l’unica novità della giornata e di un tavolo di trattativa che, a tratti in modo ridicolo, si è protratto dalle 10:00 alle 19:00!]

a meno che il Governo non proceda, come annunciato, con un intervento normativo che consenta la proroga dei contratti a termine. L’Amministrazione si è detta disponibile, in caso, a procedere con le proroghe per tutti. E VOLEVAMO BEN VEDERE CHE NON FOSSE COSI’!!

Il Gruppo Cobas giudica questa Amministrazione gravemente colpevole e incompetente! Infatti, eventuali interventi governativi non dispensano l’Amministrazione dai propri obblighi e dall’adempiere a quanto richiesto dal Prefetto: entro il 25 novembre 2016 il Comune di Venezia avrebbe dovuto presentare il piano del fabbisogno del personale, oltre ad un serio e realizzabile piano di deprecarizzazione. 

L’unica risposta seria che l’Amministrazione possa dare ai propri dipendenti e, non ci stancheremo mai di ripeterlo, anche ai propri cittadini, è la corretta programmazione. Perché conoscere e stabilire il fabbisogno di personale dell’Ente, significa programmare i servizi alla Città, garantendone il buon funzionamento e la qualità.

NOTA A MARGINE: come Gruppo Cobas abbiamo partecipato alla promozione di un emendamento per la legge Finanziaria, ora in discussione al Senato, affinché venga “riattivato” e aggiornato il c.d. Decreto Letta (poi Legge 125/2013). Se l’emendamento passasse, così come promosso, le pubbliche amministrazioni avrebbero la possibilità di prorogare tutti i contratti a tempo determinato e,contemporaneamente, bandire delle nuove selezioni riservate al 100% (come quelle del 2014), per tutti i dipendenti che abbiano maturato 3 anni di anzianità di servizio, negli ultimi 5, alla data del 31/12/2016. Sarebbe inoltre prorogato fino a fine 2019 il limite temporale per riuscire ad assumere a tempo indeterminato tutti i propri dipendenti ancora precari.

 

PUNTO 1. REVISIONE ATTO UNILATERALE CCDI 2016 COMPARTO (Alias “Idee vincenti e altra fuffa”)

Sull’erogazione delle risorse integrative e sul decentrato l’Amministrazione ha informato che provvederà a distribuire la parte fissa del fondo 2016, collegata alla performance individuale e organizzativa, per circa 638€ lordi medi procapite, in busta paga a marzo 2017.

E ANCHE QUI VOLEVAMO BEN VEDERE, NESSUNA APERTURA, È UN ATTO DOVUTO!!

Ricordiamo che ad oggi nel 2016 non è stato attribuito nessun obiettivo a nessun dipendente (anche se l’Amministrazione non era sicura di questo, pazzesco..), nonostante l’amministrazione si fosse data luglio 2016 come data limite, vanno contro le loro stesse decisioni!!

A quale valutazione potremmo mai essere soggetti? Vogliamo fissare gli obiettivi per il 2016 a metà dicembre 2016? La distribuzione non potrà quindi che avvenire “a pioggia”, con buona pace del Sindaco.

DOVEVANO SVEGLIARSI PRIMA!!

Da questo punto in poi la trattativa è entrata in un loop pazzesco , con sfumature surreali. Nella parte fissa del fondo, da distribuire sempre come competenza 2016, ci sono infatti anche le famose idee vincenti, che valgono più di 400 mila € totali (circa 130 lorde pro capite), e che l’Amministrazione ha dichiarato di voler perseguire come obiettivo, anche queste da raccogliere in tutta velocità, entro Natale!
Abbiamo assistito ad una scenetta surreale, con la DTPP intestardita sull’imprescindibilità (!!!) delle “idee vincenti”, concetto tanto confuso, quanto dalla valutazione incognita e prevedibilmente strumentale, che insieme al metodo Lean, rappresenta lo spot più caro del Sindaco Brugnaro, che così potrà dire che nel 2016 ha messo in campo le idee vincenti! Un inganno: solo tanta, ma tanta fuffa. È una chiara scelta politica, ci sta, va accettata, ma non vogliamo esser presi in giro.

Delle due, l’una: o riapri (su tutto però) o non riapri.

Anche perché il CCDI è un contratto triennale, se si apre la contrattazione lo si fa ragionando sul triennio per la parte normativa, e solo annualmente per la parte di distribuzione economica. Troppo facile dire a parole che si riapre la contrattazione e poi nei fatti non lo si fa. E infatti, come da copione, da venerdì pomeriggio 2/12 è disponibile su Altana il modulo per presentare le proprie idee vincenti! 

No comment!! 

Su questo teatrino dell’assurdo s’è chiusa la trattativa dell’1/12, rinviata al 7/12, alle 10:00

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

26 e 27 novembre a Roma con i COBAS

Il 26 e 27 novembre a Roma i Cobas partecipano e invitano a partecipare a 3 importanti appuntamenti.

26 mattina

RIUNIONE NAZIONALE COBAS PUBBLICO IMPIEGO, alla quale parteciperanno alcuni delegati del Comune di Venezia, ma che resta aperto anche agli iscritti eventualmente interessati a partecipare.

26 pomeriggio

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

info
facebook.com/nonunadimeno

nonunadimeno

 

 

 

 

 

 

 

 

27 pomeriggio

MANIFESTAZIONE PER IL NO al Referendum costituzionale e al Governo Renzi

27novembrecechidiceno

 

 

 

Tutte le realtà partecipanti sono per una “manifestazione tranquilla e di massa  per far risaltare il NO”, ma ciascuna sede Cobas faccia il punto con i propri interlocutori locali per conferma.
Il percorso del corteo: da p.za Repubblica a P.za del Popolo (via/ p.za Barberini , via Sistina, Pincio,p.za Popolo), dove infine ci sarà un intrattenimento musical-culturale (Mannoia, Assalti Frontali, Celestini, Ovadia, e molti altri).
Di seguito trovate l’appello della manifestazione e i BUS già prenotati.

BUS per Roma #27NOVEMBRE #C’èchidiceNO!

Nel Blog  C’è Chi dice NO vanno segnalati gli ulteriori bus oltre quelli già in corso di riempimento(nello stesso blog c’è il recapito a cui riferirsi) :

BUS da: TS-BZ-TN-VC-VE- BS-MI-PV- PC- TO-Val Susa- RA-MO- MS-PI-FI- Marche -PE -Sulmona- CE-NA -SA -CS -CT -PA

27 Novembre tutti e tutte a Roma!

Siamo quelli che lavorano troppo per troppo poco, siamo quelle che ormai lavorano gratis per fare curriculum, siamo quelli che vorrebbero studiare ma non hanno soldi, siamo quelle con le scuole che crollano, siamo i giovani che sono costretti ad andarsene dall’Italia, siamo quelli senza casa o che pagano affitti troppo alti, siamo quelle che subiscono le grandi opere sui propri territori, siamo quelli che non ne possono più che si protesti solo su Facebook.

Politici, banchieri, vips, capitani d’industria, non lasceremo parlare solo loro sul referendum costituzionale di dicembre! Il Partito di sistema (alias PD) ha dimostrato in questi trenta mesi di governo quali sono le sue politiche: mancette elettorali, grandi opere, jobs act, buona scuola, genuflessioni all’UE. Premier e partito della nazione, col referendum costituzionale e l’italicum, vogliono più poteri per mettere l’acceleratore nella scientifica distruzione dei nostri diritti. In tanti territori c’è già chi ha imparato a dire NO ad un modello di sviluppo non più sostenibile. Altri resistono tutti i giorni con piccoli gesti che restano invisibili.

Con un clamoroso voltafaccia Renzi ha già detto che non si dimetterà nel caso in cui perda il referendum. È evidente che votare NO al referendum è importante, ma non basterà! Mobilitiamoci già da ora per lanciare un avvertimento: dopo il referendum o se non se ne va lui o lo cacceremo NOI!

Non aspettiamo il 4 dicembre per prendere parola, nelle prossime settimane diffondiamo il NO e ritroviamoci poi TUTTI A ROMA IL 27 NOVEMBRE!

27 NOVEMBRE 2016
ORE 14: 00 PIAZZA DELLA REPUBBLICA -> CORTEO NAZIONALE DEL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
ORE 18:00 PIAZZA DEL POPOLO -> ARTISTI PER IL NO, CONCERTO MUSICA E PAROLE

#CèChiDiceNO

 

Risposta alla Direzione Risorse Umana(!) – comunicato 22 luglio 2016

fuori di testaPubblichiamo questa stupefacente lettera che la Direzione Risorse Umana(!) ha inviato urbi et orbi (tanto che i giornali l’hanno più volte ripresa) in risposta al nostro comunicato di ieri.

Una volta pubblicata nella intranet del Comune, questa risposta ha dato il via ad un’interessante serie di commenti da parte dei lavoratori: riportiamo volentieri i commenti dei colleghi che ci hanno autorizzato la pubblicazione (per rispetto della privacy e non per censura…); se qualcun’altro vuole aggiungere i propri può utilizzare il modulo dei commenti in fondo alla pagina oppure scrivendo a cobas@comune.venezia.it

 

Alle RSU

Alle OO.SS

CGIL COBAS CISL UIL DICAPP CSA

E ai lavoratori/lavoratrici tutti/e
In risposta ai comunicati di CGIL e COBAS, la Direzione Risorse Umane precisa quanto segue.

Al fine di garantire i servizi educativi da settembre 2016, alla luce del vigente divieto legislativo di procedere ad assunzioni nell’anno 2016, la Direzione Risorse Umane, in coordinamento con la Direzione Politiche educative, ha pubblicato un avviso di reperimento interno volontario per il personale di categoria C in possesso dei titoli di studio per le mansioni di Assistente all’infanzia e/o di Educatore scuola materna.

E‘ destituita di ogni fondamento l’accusa che si intenda adibire a tali funzioni personale inidoneo. Tale eventualità è impossibile, in quanto contrastante con un obbligo giuridico. I presupposti obbligatori della prestazione lavorativa devono sussistere anche se non sono richiamati tutti e singolarmente nell’avviso. Riprova ne è che è stata fatta menzione espressa solo del requisito speciale per i compiti di sostegno ai bambini disabili.

La procedura di reperimento è inoltre assolutamente volontaria: nell’avviso è espressamente prevista la domanda del dipendente interessato. Successivamente si procederà alla relativa istruttoria e a colloqui atti ad accertare competenze e attitudini dei candidati, e agli interventi formativi eventualmente ritenuti necessari.

La diffida risulta del tutto inutile poiché non vi è nessuna intenzione né possibilità di adibire personale inidoneo alle mansioni educative. Il personale che opera nei nidi e delle scuole dell’infanzia è sempre in possesso di tutti gli attestati e delle certificazioni di idoneità previsti dalla Legge.

La lettura dell’avviso effettuata dalle sigle sindacali, assolutamente destituita di ogni fondamento, non ha che l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali, mentre l’unica finalità dell’avviso in questione è quella di garantire i servizi educativi da settembre 2016, attivando tutte le alternative possibili nelle more dell’approvazione ed entrata in vigore di norme di legge che consentano di procedere ad assunzioni.

Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti.

L’attuale processo di sostanziale e incisiva riorganizzazione dell’ente può essere l’occasione per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano. La logica della mobilità e della crescita interna va perseguita come opportunità per tutti i dipendenti che contribuiscono al mantenimento dei servizi, ritrovando motivazioni nel lavoro.

Nell’occasione si precisa inoltre che è del tutto pretestuosa la polemica sui “buoni pasto”, in quanto la loro erogazione è normata dal contratto nazionale.

Qualora, nelle more della norma, vi sarà la possibilità di procedere ad assunzioni a termine e/o atte a favorire la deprecarizzazione del personale, l’Amministrazione si riserva fin d’ora la possibilità di aderirvi, fatta salva la verifica di sostenibilità di bilancio.

La Direzione Risorse Umane

 


 

Risposta del gruppo Cobas

Inserito da Andrea CAPITANIO il Ven, 22/07/2016 – 10:34.
In riferimento alla nota dell’Ufficio Risorse umane, a firma della dirigente del Settore Risorse umane, pervenuta ieri (21/07/2016) come chiarimenti ai comunicati di Cobas e Cgil, per quanto ci riguarda, invitiamo la Dirigente ad evitare strumentalizzazioni delle nostre parole, in quanto, il nostro testo non ha mai fatto menzione dell’avviso di mobilità pubblicato in Altana (legittima podestà dell’Amministrazione), bensì alle più ampie intenzioni dell’Amministrazione e della Giunta. Ci riferiamo, infatti, all’azione di ricognizione interna avviata dalla Direzione Risorse umane, con telefonate effettuate direttamente ai dipendenti individuati come “potenzialmente idonei”, procedura che la stessa dirigente conferma nella missiva anche nelle modalità di attuazione, scrivendo “Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti”..

Questo sì che ha “l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali”!

Noi, invece, in modo diretto, palese e obbiettivo contestiamo ciò che si evince da questo modo di procedere: la volontà di non assumere le colleghe e i colleghi precarie/i, quotidianamente confermata da questa Amministrazione con le proprie azioni, nel comparto educativo, così come in tutti gli altri servizi dell’Ente.

E questa scelta viene impunemente messa in conto ai lavoratori lasciati a casa senza stipendio, a tutti gli altri che dovranno supplirne l’assenza e, in ultimo, alla qualità e la ricchezza dei servizi ai cittadini di questa Città.

Nessuna di queste tre categorie di persone è in alcun modo responsabile dell’esistenza delle regole del patto di stabilità interna, del relativo sforamento o della volontà di continuare a sperperare (da anni!) risorse pubbliche: dalle privatizzazioni insensate ed inefficienti dei servizi, agli imbarazzanti stipendi e premi di produttività dei “manager” delle nostre aziende pubbliche, conseguiti col raggiungimento di obbiettivi ridicoli, nonché offensivi per qualsiasi persona di buon senso!

Infine, ci chiediamo a chi si rivolga la Dirigente quando invita al dialogo e al contributo costruttivo partecipato. Forse scrive a sé stessa o al resto della delegazione trattante di parte pubblica? Al Sindaco?

Certo non può proprio riferirsi a noi che abbiamo sempre partecipato al tavolo tecnico sui servizi educativi (che questa Amministrazione ha poi scelto di cassare, non riconvocandolo più) e che da quando esistiamo chiediamo all’Amministrazione di convocare un tavolo di confronto per analizzare il piano del fabbisogno del personale e predisporre con le Organizzazioni sindacali un piano serio di deprecarizzazione, dando così a tutte/i le/il colleghe/i ancora precari le giuste e dovute risposte. È questa Amministrazione che continua a non voler dialogare, a non voler ascoltare.

Dice il Saggio: “Chi semina vento, raccoglie tempesta!”
Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia.


qualche motivo di cosiddetto “panico”…

Inserito da Alessandro CAPARELLI il Ven, 22/07/2016 – 12:45.
Come lavoratore sono continuamente sorpreso dai toni del non-dialogo che questa Amministrazione ha con i lavoratori (quali sono state le occasioni per contributi costruttivi e partecipativi? sinceramente me le sono perse… mentre decisioni concrete e pesanti – es. in busta paga o accantonamento delle professionalità – ci sono e restano).
Come genitore sono preoccupato che mia figlia possa avere degli insegnanti che lo sono diventati “volontariamente” per riavere in busta paga gli integrativi economici che gli sono stati tolti.
Come cittadino sono sconcertato che insegnanti che abbiamo contribuito a formare e aggiornare per anni vengano lasciati a casa.
Può bastare, grazie


ben fatto

Inserito da Mattia DONADEL il Ven, 22/07/2016 – 10:45.
La nota piccata della Dirigente Fabris dimostra che COBAS e CGIL hanno colpito nel segno. Il testo dei comunicati era fin troppo chiaro e se qualcuno si ostina a far finta di non capire denota con i fatti da che parte sta schierato…sicuramente no dalla parte dei lavoratori e dei cittadini!!


a pensar male quasi sempre si indovina

Inserito da Roberta ZANOVELLO il Ven, 22/07/2016 – 13:06.
Stupisce la velocità in cui l’amministrazione risponde alle osservazioni dei lavoratori quando sono mesi che si aspetta un confronto “per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi” sulla deprecarizzazione, citato nella nota della direzione risorse umane.
Stupisce ancora di più che non si faccia riferimento all’indagine che le direzioni stanno attuando per reperire su base “volontaria” personale interno per sostituire colleghi precari che da anni svolgono la propria opera con alta professionalità.
E che dire “dell’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato”  derivato da telefonate fatte direttamente ai lavoratori?  Sono i lavoratori maliziosi o a pensar male quasi sempre si indovina?