Domenica 19 marzo a Venezia: in marcia per l’umanità – I COBAS ci saranno!

I Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia aderiscono alla manifestazione che si terrà 

domenica 19 marzo piazzale della Stazione Santa Lucia di Venezia alle ore 14.00 

e si concluderà con un happening finale in Campo Sant’Angelo.


Anche così si costruisce la città che vogliamo!


Di seguito l’appello che sottoscriviamo e vi invitiamo a sottoscrivere a questo indirizzo.

>>Qui la pagina FB

Cobas-Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia



Side by side, in marcia per l’umanità 

Domenica 19 marzo – Manifestazione regionale del Veneto che accoglie

Nell’agosto del 2015 siamo partiti da NordEst diretti verso l’Ungheria dove stava ricomparendo il primo dei tanti muri materiali eretti per bloccare il flusso di migranti in fuga dai propri paesi. Dal quel viaggio ha preso il via la campagna #Overthefortress: in tante e tanti, da tutta Italia, abbiamo percorso la rotta dei Balcani; da Vienna passando per Idomeni fino alle isole greche abbiamo conosciuto e narrato direttamente la realtà, guardato negli occhi e stretto la mano a migliaia di donne, uomini, bambini, anziani in cammino.

Ci siamo mescolati a loro e ascoltato le tante ragioni che li muovono in questo disperato viaggio; abbiamo compreso i loro bisogni e desideri, messo in campo azioni concrete di supporto nel campo di Idomeni. Siamo stati sui confini chiusi dell’Europa Fortezza, come Calais e il Brennero, per poi ritornare nei campi di Salonicco e ripartire in un viaggio di inchiesta attraverso il Sud Italia, sulla rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo visitato centri di “accoglienza” inumani, ghetti fatti di baracche dove i migranti sono iper-sfruttati incontrando anche un’incredibile ricchezza di iniziative di buona accoglienza e solidarietà nati dalla cooperazione sociale tra “italiani” e “migranti”.

I confini che discriminano e respingono però non sono solo quelli distanti centinaia di chilometri da noi. Li troviamo eretti e tangibili anche dentro i nostri territori. Sono visibili nei centri d’accoglienza isolati e disumani, sono fatti di rifiuto, di violenza e di razzismo diffuso nelle nostre società.
Si materializzano in quei comitati anti-profughi cavalcati dalla destra xenofoba e, in molti territori, trovano la complicità delle amministrazioni comunali che, rifiutandosi di accogliere, rendono impossibile lo svuotamento delle strutture sovraffollate.

Altri muri materiali ed immateriali stanno per essere eretti: sono quelli del Governo Gentiloni che vuole riaprire un CIE in ogni regione, aumentare i rimpatri forzati tramite gli accordi bilaterali con i paesi di origine dei migranti e contrarre ulteriormente il diritto d’asilo togliendo la possibilità di ricorrere in appello per il richiedente protezione internazionale. Con queste proposte il Governo italiano si pone nel solco delle politiche europee che hanno imposto l’”approccio Hotspot” e l’identificazione forzata dei migranti nel Paese comunitario di ingresso, e che hanno prodotto il vergognoso accordo UE-Turchia del 18 marzo 2016 con cui si assegna alla Turchia, in cambio di 6 miliardi di Euro, il ruolo di gendarme d’Europa. Nel frattempo però si chiudono cinicamente gli occhi di fronte ai morti nel Mediterraneo: in 13 mesi sono più 5.000 le vittime dell’assenza di canali umanitari sicuri!

Queste politiche di chiusura e contrazione totale dei diritti fondamentali, di fatto, legittimano un clima di intolleranza e odio che si manifesta in tutto il Paese.
In particolare il Veneto è diventato un caso nazionale: centri indecenti nei quali sono ammassate le persone, presidi fissi contro l’accoglienza, striscioni che promettono “l’’inferno ai profughi”, attentati incendiari contro le strutture ricettive, il rifiuto di ben 250 Sindaci ad accogliere i richiedenti asilo, comitati di cittadini persino contro la micro-accoglienza, ignobili istigazioni al suicidio.

In Veneto si sta superando il confine invalicabile tra umanità e barbarie.
Dobbiamo reagire di fronte alla violenza dei gesti e delle parole, alla guerra verso i migranti che rende più aridi i nostri territori. Non limitiamoci allo sdegno personale ma rendiamo visibile la solidarietà e quel tessuto sociale ricco di cittadini, associazioni, enti, operatori che lavorano quotidianamente per l’accoglienza e il rispetto dei diritti.

Per questo, proprio a partire dal Veneto, raccogliamo l’appello internazionale promosso dall’Hotel City di Plaza di Atene che invita alla mobilitazione sabato 18 marzo in occasione dell’anniversario dell’accordo UE-Turchia.
Crediamo che domenica 19 marzo possa essere l’occasione per dare corpo e parola al Veneto che accoglie, come la Marcia dei 1.000 piedi sul Montello ci ha dimostrato.

Costruiamo una grande giornata di incontro e di mobilitazione regionale per i diritti dei migranti e per esigere una buona accoglienza diffusa.
Facciamolo tutti assieme, costruendo assemblee e momenti di confronto aperti e plurali in tutte le città, percorsi veri e partecipati con le tante persone che credono sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie.

Il 19 marzo a Venezia è una sfida: la possibilità di aprire uno spazio pubblico in cui tante e tanti si possano riconoscere, per chi crede che sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie.
La vinceremo solo se riusciremo a portare altri a marciare con noi, al nostro fianco, side by side.

Campagna #overthefortress

Invitiamo chi si riconosce in questo appello ad organizzare momenti di incontro in tutto il Veneto e a darcene comunicazione.

Invitiamo a costruire per questa data iniziative che possano rispondere alle esigenze che ogni territorio può esprimere.


www.facebook.com/VenetoAccoglie

Qui l’appello e il box per sottoscrivere

8 marzo: SCIOPERO globale delle DONNE

I COBAS, CONFEDERAZIONE DEI COMITATI DI BASE

hanno aderito alla richiesta di indizione di uno sciopero di 24 ore l’8 MARZO 2017 nel settore pubblico e privato portato avanti dal movimento delle donne “NONUNADIMENO” contro la violenza alle donne e intende mettere in campo ogni iniziativa possibile al fine della piena riuscita della giornata.

>scarica la DichiarazioneScioperoGenerale8marzo2017 (PDF, 270 Kb)

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA SCIOPERIAMO!

Sciopero Globale delle Donne #NonUnaDiMeno

8 marzo a Venezia

alle h 14.00 sul Ponte degli Scalzi

presidio rumoroso e comunicativo in cui incontrarci, ri-conoscerci e confrontarci

Leggi qui gli 8 PUNTI PER L’8 MARZO 2017 – NON UNA DI MENO (PDF, 266 Kb)

banner-8-no-appuntamento-10

 

Constatiamo ogni giorno quanto la violenza sia fenomeno strutturale delle nostre società, strumento di controllo delle nostre vite e quanto condizioni ogni ambito della nostra esistenza: in famiglia, al lavoro, a scuola, negli ospedali, in tribunale, sui giornali, per la strada… per questo il prossimo 8 marzo sarà uno sciopero in cui riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi. Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni… Dopo la grande manifestazione del 26 e l’assemblea partecipatissima del 27 novembre a Roma, e dopo l’ appuntamento nazionale, del 4 e il 5 febbraio che abbiamo animato a Bologna, ci attende un’altra sfida. Le forme tradizionali del lavoro e della lotta si combineranno con la trasformazione del lavoro contemporaneo – precario, intermittente, frammentato – e con il lavoro domestico e di cura, invisibile e quotidiano, ancora appannaggio quasi esclusivo delle donne, ancora sottopagato e gratuito. Sarà uno sciopero dai ruoli imposti dal genere in cui mettere in crisi un modello produttivo e sociale che, contemporaneamente, discrimina e mette a profitto le differenze.

A cento anni dall’8 marzo 1917, torneremo in strada in tutto il mondo, a protestare e a scioperare contro la guerra che ogni giorno subiamo sui nostri corpi: la violenza, fisica, psicologica, culturale, economica. Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo!

 

A COSA SERVE LO SCIOPERO

Lo sciopero è in primo luogo una forma di lotta che si fonda sul blocco della produzione e sull’astensione dal lavoro con l’obiettivo di produrre un danno economico e di rendere tangibile il ruolo del lavoro nella produzione.

mutuiamo lo sciopero come pratica fondamentale per segnalare la nostra sottrazione da una società violenta nei confronti delle donne: per questo lo sciopero sarà articolato sulle 24 ore e riguarderà ogni nostra attività, produttiva e riproduttiva, ogni ambito, pubblico o privato, in cui discriminazione, sfruttamento e violenza su ognuna di noi si riaffermano. Se delle nostre vite si può disporre (fino a provocarne la morte) perché ritenute di poco valore, vi sfidiamo a vivere, produrre, organizzare le vostre vite senza di noi. Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo. Uno sciopero per ribaltare i rapporti di forza, per mettere al centro le nostre rivendicazioni, la necessità di trasformare relazioni, rapporti sociali e narrazioni. In casa, a scuola, sui luoghi di lavoro, nelle istituzioni. Uno sciopero che ha nel piano femminista antiviolenza la sua piattaforma e il suo programma di lotta e di trasformazione scritto dal basso.

 

COME SCIOPERARE L’8 MARZO

Non esiste una sola forma di sciopero da sperimentare l’8 marzo. Esistono condizioni di lavoro e di vita molto diverse. Lo sciopero coinvolgerà lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, casalinghe. Indipendentemente dal nostro profilo, siamo coinvolte in molteplici attività produttive e riproduttive che sfruttano le nostre capacità e ribadiscono la nostra subalternità.

Per praticare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive, elenchiamo solo alcune possibilità: l’astensione dal lavoro, lo sciopero bianco, lo sciopero del consumo, l’adesione simbolica, lo sciopero digitale, il picchetto… Lo sciopero si rivolge principalmente alle donne, ma ha più forza se innesca un supporto mutualistico con gli altri lavoratori, le reti relazionali e sociali, chi assume come prioritaria questa lotta. Vogliamo trovare soluzioni condivise e collettive come è avvenuto in Polonia in cui molti uomini, mariti, compagni, padri, fidanzati, fratelli, nonni, amici, hanno svolto un lavoro di supplenza nello svolgimento di attività normalmente svolte dalle donne.

Le assemblee cittadine di Non Una di Meno e i tavoli di lavoro tematici, territoriali e nazionali, saranno il luogo privilegiato in cui costruire e immaginare le forme dello sciopero a partire dalle vertenze, dalle specificità del territorio e dalle reti attivate, attraverso iniziative pubbliche di confronto e di approfondimento in avvicinamento all’8 marzo. Sarà comunque utile immaginare strumenti che facilitino lo scambio di idee e proposte, la costruzione di immaginario, utilizzando il blog e campagne social. L’obiettivo è andare oltre l’evocazione e il simbolico e praticare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive da parte del maggiore numero possibile di persone.

Abbiamo fatto appello ai sindacati per la convocazione di uno sciopero generale per l’8 marzo così da permettere la possibilità di adesione al più ampio numero di lavoratrici dipendenti e a chi gode del diritto di scioperare. Se sei precaria e non ti è garantito il diritto di scioperare, puoi chiedere un permesso (per esempio per andare a donare il sangue) e astenerti dal lavorare. Per chi lavora in nero o in modo saltuario si possono organizzare iniziative di sostegno materiale e casse di mutuo soccorso.

Grande ruolo potranno avere i centri antiviolenza in quella giornata organizzando iniziative e rilanciando il piano femminista contro la violenza a partire dall’esperienza e le competenze di chi opera in questo settore. La pratica del picchetto può essere utilizzata per un doppio scopo: bloccare gli accessi per bloccare la produzione; praticare presidi di denuncia contro persone, narrazioni e comportamenti violente, svilenti e dannose per le donne (reparti ad alta densità di obiettori di coscienza, luoghi di lavoro, testate giornalistiche, …) sul modello dell’escrache argentino.

L’8 marzo quindi incrociamo le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva. Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo.

#NonUnaDiMeno #LottoMarzo #SiamoMarea

 

Incontro in Prefettura del 5 luglio 2016 e aggiornamento prossimi appuntamenti

COBAS CCDI raffreddamentoSi ricordano i prossimi appuntamenti, decisi in modo unitario da RSU e OO.SS.:

  • venerdì 8 luglio ore 13:45-14:30 doppio presidio/flash mob in contemporanea davanti a Cà Farsetti e municipio di Mestre. arriverà comunicazione a tutti i colleghi nella quale si chiede di timbrare alle 13:00 e recarsi in presidio in uno dei due Municipi dalle 13:45 per circa mezz’ora.
  • lunedì 11 luglio assemblea generale 12:00-14:00 c/o municipio Mestre e corteo/manifestazione fino a piazzetta Pellicani per incontro/assemblea pubblica con parlamentari.
  • si ipotizzano uno sciopero e/o altre forme di lotta/protesta a breve e medio periodo, da concordare con i lavoratori durante i presidi.

Attenzione! Dopo la manifestazione il Sindaco ha dichiarato “la maggior parte dei dipendenti è con noi!”

(vd Corriere del Veneto 06.07.2016, pag. 10).

È importante che ognuno legga bene i comunicati e prenda posizione: ogni singola presenza/assenza sarà utilizzata dalla propaganda.

A questo link il verbale sintetico dell’incontro del 5 luglio C/O la Prefettura di Venezia, per la procedura di raffreddamento e conciliazione a seguito della dichiarazione dello stato di agitazione da parte della RSU e OOSS.

Da segnalare alcuni punti non verbalizzati nell’allegato, ma emersi:

  1. i parlamentari di riferimento per la questione affermano che il 18 luglio è l’ultima data utile per l’approvazione del “Salva – Venezia” (l’emendamento verrà presentato in commissione il 9 luglio per arrivare in parlamento appunto il 18). Se dovesse andare male, l’A.C. dovrà fare un assestamento di bilancio entro il 31 luglio per reperire 18 milioni di € ed evitare lo sforamento.
  2. solo se sarà approvato il “Salva – Venezia” verremo riconvocati ai tavoli di trattativa, se no la stessa è chiusa e il nuovo contratto decentrato, approvato unilateralmente da A.C., avrà effetto retroattivo dal 01/01/2016.
  3. L’ A.C. afferma che le risorse economiche per l’assunzione dei precari sono a bilancio. Non si pronuncia invece sulla questione specifica esposta dai sindacati, ossia che, con o senza il “Salva – Venezia”, senza un piano di de precarizzazione (ad oggi confermato che non c’è) le risorse economiche a bilancio non sono utilizzabili per le stabilizzazioni dei nostri colleghi precari, ma solo per eventuali nuove assunzioni di tempi determinati (a pensar male vengono in mente i “magnifici 70 pistoleri” della polizia locale promessi e sbandierati in nome della sicurezza).
  4. in generale l’A.C. si nasconde dietro l’approvazione del provvedimento governativo, tralasciando di esprimersi su tutte le questioni che riguardano invece la diretta responsabilità/competenza, a prescindere dal “salva Venezia”: il contratto disdettato a novembre dello scorso anno, la convocazione per il nuovo decentrato solo a metà maggio e la chiusura unilaterale del contratto con valore retroattivo dal 01/01/2016, l’attuale mancanza di un piano di de precarizzazione richiesto da anni dal sindacato e il mancato coinvolgimento sulla riorganizzazione, l’uso/abuso degli straordinari e di altri istituti secondo le “vecchie regole”, e di contro la mancata erogazione della produttività organizzativa con le stesse “vecchie regole” contrattuali e regolamentari.

Resta ben inteso che, anche qualora dovesse arrivare un decreto  “Salva – Venezia”, non vi è nessuna garanzia sul fatto che tutti i precari verranno assunti/rinnovati (per quanto scritto sopra e ricordando le famose dichiarazioni del Sindaco di dicembre scorso) né che le somme che verranno aggiunte al fondo variabile (circa 3,5 mil di euro) verranno distribuite a tutti anziché solo a chi sarà eccellente e avrà idee vincenti. Quindi, al di lá di tutto, speriamo che il decreto governativo arrivi quanto prima nella consapevolezza che non sarà sufficiente per dirci soddisfatti.

Ricordiamo infatti che la parte fissa del fondo potrebbe già esser distribuita tra i dipendenti e che potremmo sederci ad un tavolo a discutere di precariato anche senza “Salva – Venezia”: troppo facile nascondersi dietro  a quest’ultimo per provare a legittimare quasi ogni scelta unilaterale messa in campo.

 

COBAS – Autorganizzati del Comune di Venezia

Il sindaco vuole pagare per le idee dei comunali? I Cobas gliele regalano!

PROPOSTE DA UN CONFRONTO CREATIVO ORGANIZZATO FRA I LAVORATORI SUL CONTRATTO INTEGRATIVO

regalo dai cobas!Idee vincenti e organizzazione del lavoro? Dai Cobas IN REGALO tutto quello che avreste dovuto sapere dai dipendenti ma non avete mai osato chiedere!

Il 26 febbraio 2016, fuori dall’orario di lavoro, impiegando il nostro tempo libero, abbiamo organizzato un pomeriggio di discussione aperta sul funzionamento della macchina comunale, sui problemi che incontriamo sul luogo di lavoro e sulle possibili soluzioni da adottare per migliorare il funzionamento dell’amministrazione e il benessere lavorativo dei dipendenti.

A questa giornata, aperta a tutti i dipendenti, hanno partecipato sia iscritti e simpatizzanti Cobas che dipendenti interessati alla discussione.

Il risultato di questa discussione è un report che trovate allegato a questa mail e che riteniamo doveroso donare a questa amministrazione, alla sua struttura tecnico-amministrativa, ai suoi organi politici e alle rappresentanze sindacali.

Rifiutiamo il principio che vuole far passare questo sindaco di sottrarre parte del sempre più esiguo stipendio accessorio (di un contratto retributivamente fermo ormai da molti anni) per mettere in competizione i colleghi su chi per primo riuscirà a compiacere il “principe” di turno (il capo,  il superiore, il sindaco?)  sulla base di non meglio precisati criteri. Lo rifiutiamo perché siamo lavoratori responsabili e riteniamo doveroso mettere a disposizione le nostre competenze, le nostre capacità ed il nostro ingegno per migliorare la qualità dei servizi che offriamo al cittadino e la qualità del nostro ambiente di lavoro.

Rifiutiamo una filosofia che dice di voler premiare i più capaci (o forse saranno i più scaltri?) a discapito di tutti gli altri.

Crediamo invece che il miglioramento e l’innovazione dei processi lavorativi abbiano origine da un serio progetto di formazione e aggiornamento continui dei lavoratori di tutti i livelli, accompagnato da l’incentivazione e il rafforzamento dello spirito e della forma cooperativa tra colleghi, valorizzando al massimo e in modo oggettivo tutte le competenze a disposizione.

Rifiutiamo la legge della giungla che ricompensa gli “arrampicatori a suon di colpi bassi” e gli amici degli amici; promuoviamo una città solidale a partire dal suo (bene) Comune costruita sul dialogo e il confronto aperto a tutti.

Questo lavoro ne è una dimostrazione (e non sarà l’ultima).

Invitiamo tutti i dipendenti che condividono questo proposito ad inviare le loro idee per migliorare l’amministrazione all’indirizzo autorganizzati.comune.venezia@gmail.com, provvederemo a pubblicarle e ad integrarle nelle nostre riflessioni, gratuitamente (!) ed in forma anonima sul nostro sito web.

Un sentito ringraziamento a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che hanno partecipato alla realizzazione di questo lavoro.

COBAS – Autorganizzati del Comune di Venezia

> Scarica il Report Cobas CCDI partecipato 2016 (pdf, 848 KB)

Sì, il 17 blocchiamo le trivelle!

manifesto dei Cobas per il Sì al referendumPer colmare un vuoto informativo e a pochi giorni dal Referendum (il 17 aprile!) raccogliamo un po’ di materiale, per argomentare la nostra posizione a favore del Sì.

Ecco qui alcune note sintetiche che potrete approfondire in modo inequivocabile e chiaro girando su internet.

1 – Da anni in Italia esistono movimenti che si battono contro le devastazioni ambientali. Si va dai Più famosi NO TAV, ai NO MOSE, NO GRANDI NAVI, fino ai NO TRIV che si battono contro le trivellazioni per la ricerca di petrolio o gas.

2 – Parte dei comitati NO TRIV si sono rivolti alle Regioni che hanno facoltà di promuovere referendum abrogativi (l’alternativa è la raccolta di 500.000 firme a sostegno di un qualsiasi quesito). Il referendum è stato promosso nel settembre 2015 da dieci regioni italiane (rimaste nove quando l’Abruzzo si è defilato), che hanno accolto gli appelli di un coordinamento NO TRIV e di un gran numero di associazioni, tra cui le storiche organizzazioni ambientaliste nazionali e molte locali

3 – In origine i quesiti erano sei, tutti dichiarati ammissibili dalla corte costituzionale. Poi negli emendamenti della legge di stabilità 2016 il Governo ha inserito delle variazioni al testo “SBLOCCA ITALIA” e questo ha fatto si che 5 di quesiti venissero di fatto dichiarati inammissibili. Le regioni sarebbero dovute intervenire presso la corte costituzionale per ottenere la rettifica dei quesiti ma non lo hanno fatto. Per tanto rimane in piedi l’unico quesito per il quale voteremo il 17 Aprile.

4 – I comitati promotori e le Regioni hanno chiesto al Governo l’election day in modo da mettere insieme le amministrative e il referendum, con grande risparmio di denaro. Il Governo non lo ha fatto, puntando quindi sull’astensionismo.

notriv.com – data referendum schiaffo alla democrazia

PENSIAMO VADA FATTO UNO SFORZO PER RAGGIUNGERE IL QUORUM!

Pensiamo che il nostro territorio non abbia più bisogno di progetti devastanti, inutili e che arricchiscono le imprese spesso con i finanziamenti dello Stato.
L’Italia è il paese con il record di morti premature per inquinamento e le nostre terre sono disseminate di scorie.

ansa.it – Italia record morti premature per inquinamento
L’informazione MAINSTREAM ovviamente è interessata al silenzio. Ad esempio non ci dicono che in Tunisia proprio qualche giorno fa al largo delle sue coste C’è STATO UN INCIDENTE :

terranuova.it – in Tunisia petrolio in mare

corriere.it – tunisia: marea nera per avaria pozzo petrolifero
DI SEGUITO VI GIRIAMO ALCUNI LINK PER ATTINGERE INFORMAZIONI DIRETTAMENTE FRA I PROMOTORI DELLA LOTTA CONTRO LE TRIVELLE.

www.fermaletrivelle.it

www.notriv.com

COBAS Pubblico Impiego

Rinnovare il ruolo sociale dei comuni. Una giornata di approfondimento: Livorno 23 gennaio 2016

Attac Italia | Cobas Comune di Venezia | Osservatorio sul Bilancio Comunale di Livorno
COMUNE PER COMUNE
RIPRENDIAMOCI CIÒ CHE CI APPARTIENE
LIVORNO – 23 GENNAIO 2016
Circolo Arena Astra, 
P.zza Luigi Orlando n. 39
comunexcomune_header
——
Qui potete trovare i report dei gruppi di lavoro e i video degli interventi.
Report:
Gli interventi di:
Marco Bersani – – – – – Simona Repole – – – – – Mattia Donadel
Il materiale del convegno è stato anche pubblicato sul sito 
Seguirà presto una prima bozza di proposta per proseguire il percorso. 

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[video] A gonfie…Ve.La. – i documenti

Per la serie “Le mani sulla città” (qui gli incontri con Guido Viale sulla crisi e gli enti localiSimona Repole sui bilanci dei comuni e Ivan Cicconi sulle società partecipate), ecco il video dell’iniziativa  “A gonfie…Ve.La”: l’inchiesta dei Cobas-Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia sulla società partecipata che gestisce gli eventi e il marketing della città.

In periodo di nuovo bilancio, un contributo dei COBAS del Comune di Venezia per il miglioramento della gestione della nostra città.

Qui i link per i documenti presentati martedì 1 dicembre 2015 presso la sala san Leonardo, Venezia.

> Scarica la PRESENTAZIONE “A gonfie Ve.la” (pdf)

> Scarica il DOSSIER “A gonfie Ve.la” (pdf)

> Scarica il COMUNICATO STAMPA “A gonfie Vela” (pdf)

L’esposizione dell’inchiesta a cura dei Cobas-Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

In seguito all’esposizione, alcuni interventi dal pubblico (su YouTube la lista degli interventi e il minutaggio)

A gonfie… Ve.la – martedì 1 dicembre, sala s.Leonardo

mani citta4_a gonfie VelaI lavoratori e tutta la cittadinanza sono invitati alla
PRESENTAZIONE DELL’INCHIESTA SU Ve.La Spa – MARTEDI’ 1 DICEMBRE ore 18,00 – Sala San Leonardo, Cannaregio 1584 Venezia (vicino al Ponte delle Guglie)
Un nuovo contributo dei COBAS del Comune di Venezia per il miglioramento della gestione della nostra città.

Nell’attuale dibattito sul bilancio del Comune di Venezia, l’affermazione più falsa è quella, ripetuta a macchinetta da destra e sinistra, secondo cui “soldi non ce ne sono”: quando interessa però le risorse si trovano, siano esse le migliaia di euro per le indennità e produttività dello staff del Sindaco, siano i milioni per il Casinò. E l’elenco potrebbe continuare.

Com’è possibile che una città con 34 milioni di presenze turistiche all’anno e scenario privilegiato per film, spot ed eventi promozionali grandi e piccoli, debba ridursi a tagliare i servizi e raschiare lo stipendio certamente non di lusso dei lavoratori (1/3 dei lavoratori del Comune ricevono gli 80 euro di bonus del governo)?
Nonostante i proclami, quello che manca è una accurata spending review, mai nemmeno accennata dalle ultime giunte, tanto meno dal Commissario.

I Cobas del Comune di Venezia accusano anche l’attuale Amministrazione di non fare abbastanza nell’operare una seria revisione delle spese a partire dalle società partecipate, che da sole gestiscono (e spendono) oltre il 60% del bilancio comunale.

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Facciamoci sentire sul bilancio! Rsu – mercoledì 18 novembre a ca’ Farsetti

COMUNICATO RSU A TUTTI I LAVORATORI e LAVORATRICI

a tempo indeterminato e con contratti a termine

Domani mercoledì 18 novembre alle ore 9,00 presso una saletta consiliare di Ca’ Farsetti si riunisce la Commissione bilancio per l’illustrazione della delibera sull’ultimo assestamento previsto del bilancio 2015.

Le richieste finora avanzate dalla RSU e dai Sindacati sono cadute nel vuoto. Nessuna risposta concreta da parte dell’Amministrazione.

I soldi ci sono! E’ la volontà politica che manca!

Questa è l’ultima occasione che abbiamo per esigere lo stanziamento delle risorse necessarie per finanziare il fondo del comparto e la proroga dei contratti a termine.

Ricordiamo infatti che, come previsto dalla legge di stabilità approvata dal Governo, le spese del personale del prossimo anno non possono superare quelle spese al 31 dicembre 2015. Come a dire che se chiudiamo con il fondo a zero, sarà zero anche il prossimo anno!

Invitiamo tutti e tutte ad una presenza numerosa all’avvio della Commissione!

FACCIAMOCI SENTIRE !!!

RSU Comune di Venezia

e FP CGIL – COBAS – CSA-RAL- DICCAP – UIL FPL