Brugnaro fatti vedere…ma da uno bravo!!! e intanto mercoledì in Consiglio con risposte convincenti!

Car* collegh*,
nelle ultime settimane abbiamo visto che l’atteggiamento sprezzante e autoritario del Sindaco sta lasciando dietro di sé delle pesanti macerie, prima di tutto sulle spalle dei lavoratori, verso i quali porta avanti una guerra ideologica e cialtrona, ma che stà iniziando a pesare anche sui cittadini che si ritrovano con sempre meno servizi e una progressiva privatizzazione e svendita del patrimonio comune.
Negli ultimi giorni si sono aggiunte proposte di organizzazione del lavoro campate per aria, polemiche pretestuose per nascondere l’approssimatività organizzativa, insulti ai vigli urbani, clamorose situazioni di conflitto d’interesse e la chiusura degli uffici dell’anagrafe (dando sempre la colpa ai lavoratori!).

Brugnaro...chi l-ha vistoORA BASTA! Brugnaro fatti vedere …ma da uno bravo!!!
Prima però presentati al Consiglio Comunale di mercoledì 26 con #risposteconvincenti.

Noi lavoratori ci saremo: decisa all’unanimità (di quelli che ancora non si sono prostrati al padroncino di turno) l’RSU invita tutti i colleghi a presentarsi a Ca’ Farsetti mercoledì 26 luglio alle ore 15 per far sentire alla maggioranza fucsia la propria rabbia e la richiesta di rispetto della propria dignità di lavoratori!

Ricapitoliamo le questioni ancora aperte della vertenza sindacale:
rispetto del voto democratico dei lavoratori che ha respinto il contratto decentrato e riapertura del tavolo di trattativa (invece di aspettare, a spese del Comune, che lo costringa un giudice per comportamento antisindacale!)
risposte concrete per i precari lasciati a casa (non quelle farloccate sui vigili-robocop ma quegli ex-colleghi che lavoravano veramente al servizio dei cittadini… e rimangiandosi il vergognoso ricatto sull’anticipo del TFR in cambio della rinuncia al possibile riconoscimento giudiziario dei propri diritti!!!)
– una discussione vera sulla riorganizzazione e sulla tenuta dei servizi ai cittadini (compreso un ragionamento serio sugli incentivi per far funzionare quello che effettivamente serve alla città…altro che idee vincenti!)

VEDIAMOCI MERCOLEDÌ 26 ALLE ORE 15 IN CONSIGLIO COMUNALE A CA’ FARSETTI PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!!!

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Presido al Consiglio Comunale, Ca'Farsetti mercoledì 26 luglio 2017 ore 15

 

 

Brugnaro dove sei?!? – #PrecariOffesieAbbandonati

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Vergogna a Venezia: i precari offesi e abbandonatiI precari offesi e abbandonati: dove sono le assunzioni promesse?!?
#VergognaVenezia

Dopo la beffa e l’umiliazione, mancava solo il ricatto. E siete arrivati pure lì!

119 !!
C E N T O D I C I A N N O V E:

i precari che da gennaio state lasciando a casa;
le persone e competenze che avete umiliato nell’assoluta indifferenza rispetto al contributo dato in tanti anni;
le persone e competenze di cui vi siete beffati in un’ambiguità fino all’ultimo;
le persone e competenze per le quali avete dichiarato “..forse il Decreto Madia..se la Corte dei Conti..una fase successiva per il sociale..” senza avere il coraggio di dire chiaramente che non volete rinnovare!
E infine il ricatto: rinunciare ad una speranza di giustizia per ottenere, una volta disoccupati (!!), l’anticipo del TFR che viene ingiustamente negato. VERGONA!!!

Il risultato: i servizi vengono chiusi o sono messi in condizione di non lavorare per carenze di organico!
Di cos’altro siete capaci??
I concorsi dei vigili che non funzionano (sono passati in 30 contro i 100+70 promessi): cercate superuomini (…precari e ricattabili, escludendo le donne!!) per “difendere il decoro” della città e manco ci riuscite!

Ma chi difenderà la città da voi??

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

#PrecariOffesieAbbandonati #VergognaVenezia

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Brugnaro dove sei?!? – Sindaco  #restituisciilmaltolto !

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Sindaco: restituisci il maltolto!(non) Piove, piove…Brugnaro non si muove! Restituisci i soldi che hai sperperato!

Sono trascorsi ben più dei 30 giorni previsti dalla legge per una risposta ai 1200 ricorsi presentati dai dipendenti sulle valutazioni della performance individuale. E l’amministrazione non risponde!
Le procedure corrette sono.. “disdicevoli”?! Per questa amministrazione sì, meglio portare il contenzioso in tribunale (tanto è il cittadino che paga! Prima o poi dovrà rispondere anche di questo).
Rendere conto in modo trasparente della gestione del bene pubblico è troppo rischioso ? Eh già..non sia mai che venga fuori che l’idea “vincente” di questa amministrazione è il procurar danno alla comunità.

Vedremo che ne dirà la Corte dei Conti. Intanto la nostra denuncia arriverà ovunque debba arrivare!

Sindaco, #restituisciilmaltolto!

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Brugnaro dove sei?!? – #statemale

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Amministrazione...state male!Amministratori..state male! Sulle malattie vi siete incartati!

> scarica le istruzioni in pdf (313 KB)

Ricordiamo che i colleghi che hanno chiesto il rispetto delle esigenze di cura previste dalle leggi nazionali (e dalla Costituzione!) hanno ancora le assenze segnate in rosso in SSD (parliamo del 2016!) senza che l’amministrazione faccia un qualsiasi passo.

L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia, da noi interpellato per un parere sulla questione, ha dichiarato chiaramente che quanto richiesto dall’amministrazione in termini di certificazioni non può essere rilasciata dal medico di base*.

La nostra amministrazione, “efficientista” in modo alquanto imbarazzato e imbarazzante, non sa come venirne fuori e nel dubbio pubblicamente tace, ma dagli uffici giungono spifferi assordanti! Tali sono infatti le indebite pressioni verbali che hanno subito e subiscono i colleghi che avevano correttamente seguito le nostre indicazioni per esigenze di cura e visita medica specialistica, da richiesta di un giorno di malattia al “consiglio” invece di giustificare l’assenza con un giorno di permesso personale o in recupero ore.

Non sono bastate due diffide e nemmeno un parere di un Ordine professionale. L’amministrazione si fa forte (si faceva forte visto che tace da mesi) di un parere dell’ANCI, che nessun valore legale può avere.

Di fronte a chi altri volete mettervi in ridicolo?

Invitiamo i colleghi ad andare avanti e rimandiamo in allegato le istruzioni per richiedere un giorno di malattia come giustificativo dell’assenza dal servizio per espletamento di visite/terapie.

> scarica le istruzioni in pdf (313 KB)

Ditelo: sulle malattie vi siete incartati! #statemale

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

* Dal parere dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia: “[…] il certificato di malattia rilasciato dal Medico di Medicina Generale (MMG) per giustificare l’assenza dal lavoro di un dipendente consiste nell’attestazione di uno stato morboso tale da impedire al paziente di fornire la sua prestazione lavorativa per l’intera giornata e per tutte le giornate ritenute necessarie alla guarigione. Il certificato prevede infatti l’indicazione di una diagnosi (per il paziente) e di una prognosi (per il paziente e il datore di lavoro). Da ciò si evince che tale certificazione (certificato di malattia) non ha nulla né può avere a che fare con l’assenza dal lavoro utile all’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, per il quale è espressamente previsto il rilascio di apposite attestazioni da parte delle strutture di riferimento. […]“.

Brugnaro dove sei?!? – #Tespetemodentro (in tribunal)!

Dopo la pioggia di schiaffoni ricevuti sotto forma di referendum, ricorsi contro le valutazioni e la denuncia (per le sentenze, vedremo…) di comportamento antisindacale, l’Amministrazione si è ritirata in attesa che la tempesta passi. Ma le malefatte compiute sono ben chiare. E la tempesta non passa!!

Brugnaro in tribunalSindaco, te spetemo dentro (al tribunal)!

Il decentrato Brugnaro-Cisl è una porcata e illegittimo: nonostante 2185 voti contrari da parte dei lavoratori, l’Amministrazione procede come se tutto andasse bene.

Visto che non ci vogliono ascoltare, ne riparleremo davanti al giudice!

Il tribunale ha fissato per il 12 luglio la prima udienza del ricorso per comportamento antisindacale.
Per la cronaca, è forse la prima volta che un ricorso sull’art.28 dello Statuto dei lavoratori viene fatto da più sigle sindacali insieme: la Cisl rifletta anche su questo primato che ha paradossalmente contribuito a creare.

Sindaco, #tespetemodentro (al tribunal)!

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

GRAZIE LAVORATRICI E LAVORATORI DEL COMUNE DI VENEZIA!

Brugnaro commenta: "mi morti...CHE TEGA!!!"Più di 700 diffide sul sistema valutazione, più di 1100 ricorsi alle valutazioni e ora
2185 NO al contratto truffa voluto da Amministrazione e Cisl.
Una meravigliosa risposta democratica, coraggiosa e solidale al pesante clima intimidatorio e padronale che l’Amministrazione ha instaurato e che quotidianamente cerca di inasprire.
Il Comune di Venezia non è l’azienda di Brugnaro e le lavoratrici e i lavoratori del Comune non ci stanno!
Non vogliono vivere e lavorare così!
E, oltre ogni differenza, compattamente rilanciano il loro No!
Più il Sindaco cerca di diffamare i lavoratori e i loro rappresentanti, più lavoratrici e lavoratori rispondono in modo fermo e deciso.
Ed ecco lo splendido risultato:
2232 voti raccolti (pari al 77.39% degli aventi diritto), di cui 2185 NO (98.5% dei voti) al contratto truffa e solo 33 sì (oltre a 7 schede nulle e 7 bianche).
Ancora una volta, l’unione fa la forza e il contributo di ognuno è fondamentale.

Ora, con questo risultato e con l’evidente mandato dei lavoratori che questo rappresenta, ci aspettiamo che la CISL con senso di onestà si interroghi su chi sta rappresentando ma soprattutto pretendiamo la riapertura dei tavoli di trattativa per un nuovo e diverso contratto decentrato.
Non ringrazieremo mai abbastanza tutte e tutti le colleghe e i colleghi che hanno espresso il proprio voto e chi ha partecipato alla realizzazione dei seggi!
Grazie!

COBAS Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Noi stiamo con le maestre! – comunicato del 4 maggio 2017

basta-mafalda-876x1024Gli educatori ed educatrici di vari nidi del Comune di Venezia si rifiutano di scendere a patti con questa amministrazione: in una lettera indirizzata alla Direttrice affermano infatti che non parteciperanno all’Internido (riunione periodica degli operatori e del Servizio educativo nella quale si coordinano le modalità organizzative) di martedì 2 maggio in quanto ritengono inutile un confronto su temi “inerenti i nostri servizi dei quali voi dimostrate giornalmente di non conoscere la fragilità“.

La presa di posizione è molto chiara; la lettera continua sostenendo che “i nostri nidi stanno vivendo una fase di impoverimento qualitativo e di demolizione strutturale di cui voi siete gli unici responsabili.

Tutte le scelte finora fatte sono state prese unilateralmente negando un dialogo aperto, boicottando la disponibilità ad un confronto con professionisti che questi servizi li hanno costruiti, li conoscono e li amano.

Non vogliamo sederci ad ascoltare ancora una volta l’elenco di decisioni già prese il cui unico scopo è essere fedeli ad una logica di economicità e risparmio troppo distante dagli obiettivi su cui si fonda il nostro “fare” quotidiano con i bambini.

I Cobas condividono completamente la posizione delle maestre, in particolare in quest’ultimo passaggio dove si può riconoscere la situazione di moltissimi dei servizi intaccati dalla recente (ed ancora inconclusa… un vero supplizio imposto!) riorganizzazione.

“Continuiamo a sperare che ci sia un futuro possibile per i nostri servizi che rinasca dall’impegno reciproco ad ascoltare e le assicuriamo che il giorno in cui questa possibilità si paleserà noi ci saremo.

I Cobas autorganizzati ritengono che questo sia un ulteriore, grave segnale della demolizione di quelle professionalità e di quei servizi che una volta erano il fiore all’occhiello della città, con prospettive inquietanti per tutti quegli elementi fondamentali per le esigenze di lavoratori e cittadini che il “modello fucsia” proprio non concepisce e che la dirigenza si dimostra incapace di difendere.

Proprio per questo è importante il rifiuto delle maestre ad inginocchiarsi di fronte a ritualità finte ed ingannevoli: un gesto di dignità e onestà intellettuale che speriamo sia di esempio per tutti.

 Cobas Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

Solidarietà al Presidente della Municipalità di Venezia, Murano e Burano – 28 aprile 2017

I Cobas autorganizzati del Comune di Venezia esprimono la propria totale e assoluta solidarietà al Presidente della Municipalità di Venezia, Murano e Burano Andrea Martini minacciato di morte nei giorni scorsi da qualche imbecille xenofobo che ancora oggi non accetta che il 25 aprile sia, prima di tutto, la festa della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. Martini, con la sua lettera con cui chiedeva al sindaco di non concedere Piazza san Marco agli indipendentisti veneti, a nostro avviso, non ha fatto altro che difendere i dettami costituzionali e i valori democratici. A lui e a tutti quelli che come lui si battono per difendere i valori della nostra Costituzione diamo un abbraccio e un grazie di cuore.

Cobas Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

Domenica 19 marzo a Venezia: in marcia per l’umanità – I COBAS ci saranno!

I Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia aderiscono alla manifestazione che si terrà 

domenica 19 marzo piazzale della Stazione Santa Lucia di Venezia alle ore 14.00 

e si concluderà con un happening finale in Campo Sant’Angelo.


Anche così si costruisce la città che vogliamo!


Di seguito l’appello che sottoscriviamo e vi invitiamo a sottoscrivere a questo indirizzo.

>>Qui la pagina FB

Cobas-Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia



Side by side, in marcia per l’umanità 

Domenica 19 marzo – Manifestazione regionale del Veneto che accoglie

Nell’agosto del 2015 siamo partiti da NordEst diretti verso l’Ungheria dove stava ricomparendo il primo dei tanti muri materiali eretti per bloccare il flusso di migranti in fuga dai propri paesi. Dal quel viaggio ha preso il via la campagna #Overthefortress: in tante e tanti, da tutta Italia, abbiamo percorso la rotta dei Balcani; da Vienna passando per Idomeni fino alle isole greche abbiamo conosciuto e narrato direttamente la realtà, guardato negli occhi e stretto la mano a migliaia di donne, uomini, bambini, anziani in cammino.

Ci siamo mescolati a loro e ascoltato le tante ragioni che li muovono in questo disperato viaggio; abbiamo compreso i loro bisogni e desideri, messo in campo azioni concrete di supporto nel campo di Idomeni. Siamo stati sui confini chiusi dell’Europa Fortezza, come Calais e il Brennero, per poi ritornare nei campi di Salonicco e ripartire in un viaggio di inchiesta attraverso il Sud Italia, sulla rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo visitato centri di “accoglienza” inumani, ghetti fatti di baracche dove i migranti sono iper-sfruttati incontrando anche un’incredibile ricchezza di iniziative di buona accoglienza e solidarietà nati dalla cooperazione sociale tra “italiani” e “migranti”.

I confini che discriminano e respingono però non sono solo quelli distanti centinaia di chilometri da noi. Li troviamo eretti e tangibili anche dentro i nostri territori. Sono visibili nei centri d’accoglienza isolati e disumani, sono fatti di rifiuto, di violenza e di razzismo diffuso nelle nostre società.
Si materializzano in quei comitati anti-profughi cavalcati dalla destra xenofoba e, in molti territori, trovano la complicità delle amministrazioni comunali che, rifiutandosi di accogliere, rendono impossibile lo svuotamento delle strutture sovraffollate.

Altri muri materiali ed immateriali stanno per essere eretti: sono quelli del Governo Gentiloni che vuole riaprire un CIE in ogni regione, aumentare i rimpatri forzati tramite gli accordi bilaterali con i paesi di origine dei migranti e contrarre ulteriormente il diritto d’asilo togliendo la possibilità di ricorrere in appello per il richiedente protezione internazionale. Con queste proposte il Governo italiano si pone nel solco delle politiche europee che hanno imposto l’”approccio Hotspot” e l’identificazione forzata dei migranti nel Paese comunitario di ingresso, e che hanno prodotto il vergognoso accordo UE-Turchia del 18 marzo 2016 con cui si assegna alla Turchia, in cambio di 6 miliardi di Euro, il ruolo di gendarme d’Europa. Nel frattempo però si chiudono cinicamente gli occhi di fronte ai morti nel Mediterraneo: in 13 mesi sono più 5.000 le vittime dell’assenza di canali umanitari sicuri!

Queste politiche di chiusura e contrazione totale dei diritti fondamentali, di fatto, legittimano un clima di intolleranza e odio che si manifesta in tutto il Paese.
In particolare il Veneto è diventato un caso nazionale: centri indecenti nei quali sono ammassate le persone, presidi fissi contro l’accoglienza, striscioni che promettono “l’’inferno ai profughi”, attentati incendiari contro le strutture ricettive, il rifiuto di ben 250 Sindaci ad accogliere i richiedenti asilo, comitati di cittadini persino contro la micro-accoglienza, ignobili istigazioni al suicidio.

In Veneto si sta superando il confine invalicabile tra umanità e barbarie.
Dobbiamo reagire di fronte alla violenza dei gesti e delle parole, alla guerra verso i migranti che rende più aridi i nostri territori. Non limitiamoci allo sdegno personale ma rendiamo visibile la solidarietà e quel tessuto sociale ricco di cittadini, associazioni, enti, operatori che lavorano quotidianamente per l’accoglienza e il rispetto dei diritti.

Per questo, proprio a partire dal Veneto, raccogliamo l’appello internazionale promosso dall’Hotel City di Plaza di Atene che invita alla mobilitazione sabato 18 marzo in occasione dell’anniversario dell’accordo UE-Turchia.
Crediamo che domenica 19 marzo possa essere l’occasione per dare corpo e parola al Veneto che accoglie, come la Marcia dei 1.000 piedi sul Montello ci ha dimostrato.

Costruiamo una grande giornata di incontro e di mobilitazione regionale per i diritti dei migranti e per esigere una buona accoglienza diffusa.
Facciamolo tutti assieme, costruendo assemblee e momenti di confronto aperti e plurali in tutte le città, percorsi veri e partecipati con le tante persone che credono sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie.

Il 19 marzo a Venezia è una sfida: la possibilità di aprire uno spazio pubblico in cui tante e tanti si possano riconoscere, per chi crede che sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie.
La vinceremo solo se riusciremo a portare altri a marciare con noi, al nostro fianco, side by side.

Campagna #overthefortress

Invitiamo chi si riconosce in questo appello ad organizzare momenti di incontro in tutto il Veneto e a darcene comunicazione.

Invitiamo a costruire per questa data iniziative che possano rispondere alle esigenze che ogni territorio può esprimere.


www.facebook.com/VenetoAccoglie

Qui l’appello e il box per sottoscrivere

8 marzo: SCIOPERO globale delle DONNE

I COBAS, CONFEDERAZIONE DEI COMITATI DI BASE

hanno aderito alla richiesta di indizione di uno sciopero di 24 ore l’8 MARZO 2017 nel settore pubblico e privato portato avanti dal movimento delle donne “NONUNADIMENO” contro la violenza alle donne e intende mettere in campo ogni iniziativa possibile al fine della piena riuscita della giornata.

>scarica la DichiarazioneScioperoGenerale8marzo2017 (PDF, 270 Kb)

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA SCIOPERIAMO!

Sciopero Globale delle Donne #NonUnaDiMeno

8 marzo a Venezia

alle h 14.00 sul Ponte degli Scalzi

presidio rumoroso e comunicativo in cui incontrarci, ri-conoscerci e confrontarci

Leggi qui gli 8 PUNTI PER L’8 MARZO 2017 – NON UNA DI MENO (PDF, 266 Kb)

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Constatiamo ogni giorno quanto la violenza sia fenomeno strutturale delle nostre società, strumento di controllo delle nostre vite e quanto condizioni ogni ambito della nostra esistenza: in famiglia, al lavoro, a scuola, negli ospedali, in tribunale, sui giornali, per la strada… per questo il prossimo 8 marzo sarà uno sciopero in cui riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi. Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni… Dopo la grande manifestazione del 26 e l’assemblea partecipatissima del 27 novembre a Roma, e dopo l’ appuntamento nazionale, del 4 e il 5 febbraio che abbiamo animato a Bologna, ci attende un’altra sfida. Le forme tradizionali del lavoro e della lotta si combineranno con la trasformazione del lavoro contemporaneo – precario, intermittente, frammentato – e con il lavoro domestico e di cura, invisibile e quotidiano, ancora appannaggio quasi esclusivo delle donne, ancora sottopagato e gratuito. Sarà uno sciopero dai ruoli imposti dal genere in cui mettere in crisi un modello produttivo e sociale che, contemporaneamente, discrimina e mette a profitto le differenze.

A cento anni dall’8 marzo 1917, torneremo in strada in tutto il mondo, a protestare e a scioperare contro la guerra che ogni giorno subiamo sui nostri corpi: la violenza, fisica, psicologica, culturale, economica. Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo!

 

A COSA SERVE LO SCIOPERO

Lo sciopero è in primo luogo una forma di lotta che si fonda sul blocco della produzione e sull’astensione dal lavoro con l’obiettivo di produrre un danno economico e di rendere tangibile il ruolo del lavoro nella produzione.

mutuiamo lo sciopero come pratica fondamentale per segnalare la nostra sottrazione da una società violenta nei confronti delle donne: per questo lo sciopero sarà articolato sulle 24 ore e riguarderà ogni nostra attività, produttiva e riproduttiva, ogni ambito, pubblico o privato, in cui discriminazione, sfruttamento e violenza su ognuna di noi si riaffermano. Se delle nostre vite si può disporre (fino a provocarne la morte) perché ritenute di poco valore, vi sfidiamo a vivere, produrre, organizzare le vostre vite senza di noi. Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo. Uno sciopero per ribaltare i rapporti di forza, per mettere al centro le nostre rivendicazioni, la necessità di trasformare relazioni, rapporti sociali e narrazioni. In casa, a scuola, sui luoghi di lavoro, nelle istituzioni. Uno sciopero che ha nel piano femminista antiviolenza la sua piattaforma e il suo programma di lotta e di trasformazione scritto dal basso.

 

COME SCIOPERARE L’8 MARZO

Non esiste una sola forma di sciopero da sperimentare l’8 marzo. Esistono condizioni di lavoro e di vita molto diverse. Lo sciopero coinvolgerà lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, casalinghe. Indipendentemente dal nostro profilo, siamo coinvolte in molteplici attività produttive e riproduttive che sfruttano le nostre capacità e ribadiscono la nostra subalternità.

Per praticare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive, elenchiamo solo alcune possibilità: l’astensione dal lavoro, lo sciopero bianco, lo sciopero del consumo, l’adesione simbolica, lo sciopero digitale, il picchetto… Lo sciopero si rivolge principalmente alle donne, ma ha più forza se innesca un supporto mutualistico con gli altri lavoratori, le reti relazionali e sociali, chi assume come prioritaria questa lotta. Vogliamo trovare soluzioni condivise e collettive come è avvenuto in Polonia in cui molti uomini, mariti, compagni, padri, fidanzati, fratelli, nonni, amici, hanno svolto un lavoro di supplenza nello svolgimento di attività normalmente svolte dalle donne.

Le assemblee cittadine di Non Una di Meno e i tavoli di lavoro tematici, territoriali e nazionali, saranno il luogo privilegiato in cui costruire e immaginare le forme dello sciopero a partire dalle vertenze, dalle specificità del territorio e dalle reti attivate, attraverso iniziative pubbliche di confronto e di approfondimento in avvicinamento all’8 marzo. Sarà comunque utile immaginare strumenti che facilitino lo scambio di idee e proposte, la costruzione di immaginario, utilizzando il blog e campagne social. L’obiettivo è andare oltre l’evocazione e il simbolico e praticare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive da parte del maggiore numero possibile di persone.

Abbiamo fatto appello ai sindacati per la convocazione di uno sciopero generale per l’8 marzo così da permettere la possibilità di adesione al più ampio numero di lavoratrici dipendenti e a chi gode del diritto di scioperare. Se sei precaria e non ti è garantito il diritto di scioperare, puoi chiedere un permesso (per esempio per andare a donare il sangue) e astenerti dal lavorare. Per chi lavora in nero o in modo saltuario si possono organizzare iniziative di sostegno materiale e casse di mutuo soccorso.

Grande ruolo potranno avere i centri antiviolenza in quella giornata organizzando iniziative e rilanciando il piano femminista contro la violenza a partire dall’esperienza e le competenze di chi opera in questo settore. La pratica del picchetto può essere utilizzata per un doppio scopo: bloccare gli accessi per bloccare la produzione; praticare presidi di denuncia contro persone, narrazioni e comportamenti violente, svilenti e dannose per le donne (reparti ad alta densità di obiettori di coscienza, luoghi di lavoro, testate giornalistiche, …) sul modello dell’escrache argentino.

L’8 marzo quindi incrociamo le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva. Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo.

#NonUnaDiMeno #LottoMarzo #SiamoMarea