17-18-19 aprile Elezioni RSU 2018: il nostro programma e i nostri candidati

Rinnovo del contratto nazionale? 

Non cadere nella trappola, scegli chi non baratta i tuoi diritti!

I sindacati consociativi CGIL-CISL-UIL festeggiano il nuovo contratto come una grande conquista. La realtà è un’altra: a fronte di irrisori aumenti economici, che non recuperano il potere di acquisto perso negli anni passati, sono state peggiorate le regole in materia di relazioni sindacali, rapporto di lavoro, istituti economici e responsabilità disciplinare.
I COBAS continuano a battersi per un contratto che riconosca il pieno recupero salariale e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Lo stipendio è troppo basso? 

Non accettare i giochi al ribasso, il lavoro di qualità deve essere pagato!

Questa amministrazione ha lavorato per svilire il lavoro dei dipendenti comunali, a cominciare dal taglio degli stipendi, con l’ulteriore riduzione del fondo per il salario accessorio. La scusa è sempre quella: “i soldi non ci sono”…ma quando vogliono li trovano sempre.
I COBAS lottano:
  • per eliminare i veri sprechi e privilegi
  • per un’integrazione del fondo per tutti i dipendenti
  • per aprire un confronto sulle progressioni orizzontali, anche come forma di stabilizzazione del salario accessorio.

La nuova riorganizzazione non ti convince? 

Non piegarti a questa logica, metti in comune intelligenza e passione!

Mancato rinnovo del contratto ai lavoratori precari, tagli ai servizi essenziali, svuotamento delle municipalità, Dirigenti asserviti agli umori del Sindaco, continue riorganizzazioni della macchina comunale hanno letteralmente fatto a pezzi il Comune, producendo una distribuzione dei carichi di lavoro totalmente illogica e squilibrata, con uffici in carenza di personale ma sovraccaricati e interi settori abbandonati con enorme spreco di competenze e gravi disagi per i cittadini.
I COBAS propongono:
  • una riorganizzazione dell’ente partecipata dai lavoratori che parta dalla mappatura dei bisogni degli uffici e delle professionalità;
  • un piano triennale di riassunzione di tutti gli ex colleghi precari, senza lasciare a casa nessuno;
  • la reintroduzione nella contrattazione decentrata di tutti gli aspetti organizzativi oggi demandati a Regolamenti di Giunta e sottratti al confronto con RSU e OOSS.

Valutazioni a caso? 

Su la testa, basta con la paura!

Anche quest’anno la valutazione si è risolta in una farsa indigesta. I criteri di assegnazione dei punteggi sono diventati un altro modo per dividere i lavoratori e premiare i signorSI.
I  COBAS si  impegnano per ottenere:
  • l’abolizione delle “idee vincenti” per pochi e un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori;
  • un’assegnazione degli obiettivi partecipata e collaborativa;
  • una maggiore trasparenza rispetto al sistema di valutazione a tutti i livelli;
  • l’introduzione di un sistema di valutazione delle posizioni apicali complementare all’attuale.

Meritocrazia? 

Una parola vuota senza collaborazione, trasparenza, formazione e valorizzazione dei lavoratori!

Il Sindaco padrone continua a cianciare di meritocrazia, ma qui a fare strada sono soprattutto opportunisti, incompetenti e amici degli amici.
I COBAS vogliono:
  • piena trasparenza sugli incarichi (anche di staff del Sindaco!): pubblicazione dei cv, dei compensi e degli obbiettivi assegnati e raggiunti;
  • maggiore formazione per tutto il personale;
  • tutela e valorizzazione delle risorse interne per una vera spending review dell’Ente;
  • apertura del percorso di progressioni orizzontali, ferme da anni in Comune di Venezia, ma ormai riavviate in tutti gli altri enti pubblici.

Vivere per lavorare o lavorare per vivere? 

Non torniamo indietro, guardiamo al futuro!

Dopo lo sfondamento nel settore privato, forme di precarizzazione e di sfruttamento esasperato del lavoro si stanno facendo strada velocemente anche nel pubblico impiego. Il ritorno dell’orario spezzato con obbligo di presenza giornaliera fino alle 17.30 e del sabato lavorativo non sono uno spettro ma una minaccia concreta da parte di questa Amministrazione. Lavorare meno per lavorare tutti e meglio non è un lusso ma un diritto e una possibilità concreta.
I COBAS lottano:
  • per mantenere l’attuale orario con le attuali tutele (no o
    rario spezzato);
  • contro la flessibilità pagata una miseria o forme di cottimo;
  • per una maggiore facilità di ottenere il part-time;
  • per una maggiore diffusione del telelavoro e dello smart working;
  • per incentivare la Sicurezza sul lavoro.

Non ti senti rappresentato? 

Non delegare, partecipa!

I continui attacchi dell’Amministrazione alle OOSS e il suo reiterato comportamento antisindacale riconosciuto anche dai Giudici, ha pesantemente deteriorato le relazioni sindacali e il  clima nei posti di lavoro. Per contro la RSU ha continuato ad essere succube delle segreterie delle maggiori organizzazioni sindacali, minando la sua autonomia e il ruolo di rappresentanza di tutti i lavoratori che le compete.
I COBAS, unica sigla sindacale fatta solo di lavoratori e lavoratrici, continueranno a impegnarsi:
  • per il rispetto delle relazioni sindacali
  • per il pieno riconoscimento dei diritti sindacali dei lavoratori e lavoratrici
  • per una RSU realmente autonoma dalle sigle sindacali
  • per ricercare l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici, rispettandone il mandato e le istanze.

SUL CONTRATTO, SUL SALARIO, SUI DIRITTI, SULLA RSU SI PARTE DA QUI!

I NOSTRI CANDIDATI:

PAOLA  AMADIO – Servizi Sociali, Marghera
LUCA BIANCHETTO –  Turismo Sostenibile, Accoglienza e Informazione
FRANCESCO BOLDRIN –  Tutela del Suolo e Verde Pubblico
BARBARA BORSATO –  Prevenzione e Protezione
MARTINA BUSETTO –  Edilizia Scolastica Venezia Centro Storico e Isole
ALBERTA BUZZACARIN –  Coordinamento Segreterie Amministratori, Presidenza
ANDREA CAPITANIO –   Interventi Di Prossimita’ e Centro Donna
ALESSANDRO CAPARELLI –  Servizio Organismo Intermedio Pon Metro E Por Fesr Sus
GIUSEPPE FABIO CATALANO –  Politiche Cittadine per l’Infanzia e l’Adolescenza
SILVIA CECCHI – Servizi Sociali, Venezia Centro Storico, Lido e Estuario
MATTIA DONADEL –  Tutela del Suolo e Verde Pubblico
PATRIZIA MELIS –  Osservatorio Politiche di Welfare e Programmazione Sociale e Sanitaria
GIUSEPPE MENEGAZZO –  Interventi di Prossimita’ e Centro Donna
ENRICO QUIETO –  Segreterie Commissioni Consiliari
CATERINA ROSATO –  Coesione Sociale, Servizi alla Persona e Benessere di Comunità
CHIARA SABBADINI –  Monitoraggio Servizi Pubblici Locali
ANNA MARIA VERSURO –  Interventi di Prossimita’ e Centro Donna
MAURIZIO VEZZA’ –  Governance Territoriale del Turismo
ANDREINA VISCONTI –  Manutenzione Viabilita’ Venezia Centro Storico e Isole
ROBERTA ZANOVELLO –  Politiche Cittadine per l’Infanzia e l’Adolescenza

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DOVE SI VOTA: ELENCO SEGGI RSU 2018

I Cobas stanno con la Vida – comunicato del 7 marzo 2018

#iostoconlaVidaNon vogliamo spendere più di una parola per criticare il solito, sproporzionato dispiegamento di forze dell’ordine, organizzate su più turni di almeno 80 persone alla volta tra Polizia di Stato, Carabinieri e Finanzieri, “messo in campo” lunedì per provare a mettere fine alla favolosa esperienza condivisa dell’Ex Teatro di Anatomia – Vida. Perché quello che lasciano certe storie non si cancella con uno sgombero o con qualche denuncia. E la Vida è una di queste storie fantastiche, un esempio di volontà popolare nata dal basso.

E per questo motivo, come Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia, un sindacato di base nato dal basso, non potevamo che amare questa storia. Alcuni di noi hanno partecipato alla gestione, altri c’erano col pensiero, di sicuro da parte nostra va un grandissimo ringraziamento ed abbraccio a chi ha dato del suo per rendere concretamente più vivibile la città, per renderla migliore contro le logiche schiaccianti di chi la vede ormai morta e irrimediabilmente succube del turismo.

Esperienze come le nostre continueranno ad incrociarsi perché, da questa storia, vediamo un solo vincitore: la Vida e tutta la sua comunità di riferimento – cittadini, studenti, visitatori e abitanti da 0 a 99 anni – che l’ha vissuta con orgoglio e entusiasmo, e che continuerà ad impegnarsi per un’idea di città che condividiamo ed appoggiamo in pieno.

Come gruppo e sindacato abbiamo denunciato più volte come, sotto la falsa scusa del ripianamento del debito pubblico, si sia continuato anche a Venezia a privatizzare luoghi pubblici e a togliere diritti e servizi alla comunità cittadina. In seguito alle nostre vicissitudini sindacali abbiamo imparato a non fidarci minimamente di quest’Amministrazione, che non si è fatta sfuggire occasione per facilitare l’espansione di interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Speriamo di essere smentiti, ma probabilmente anche per la Vida il Comune di Venezia abdicherà al suo compito di portatore degli interessi pubblici e comuni, rispondendo che, in questo specifico caso (ma la lista è lunga), la proprietà non è del Comune.

Noi Lavoratori del Comune di Venezia ci uniamo alla richiesta della comunità della Vida e sollecitiamo la maggioranza che temporaneamente amministra il Comune di Venezia ad agire da subito, seppur in ritardo, per quanto di sua stretta competenza, iniziando da un esplicito rifiuto al cambio di destinazione d’uso dell’ex Teatro a tutti noi caro, per poi arrivare ad un concreto e pieno ripristino delle condizioni per la residenza e dei diritti di cittadinanza a Venezia.

Un’Amministrazione pubblica, sia essa comunale, regionale o statale (e demaniale!), deve infatti decidere da che parte stare: se essere mera esecutrice di processi di espropriazione, in un ciclo senza fine di progressiva sottrazione, formale e sostanziale, anche di spazi di democrazia; oppure, come noi pensiamo, cogliere esigenze e istanze della sua comunità, riconoscersi come prima rappresentante degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi, riappropriandosi della propria funzione pubblica e sociale.

Noi abbiamo deciso da tempo e stiamo con la Vida. Grazie ancora a tutt*, ci vediamo in campo!

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

NON IN NOSTRO NOME – la situazione sul decentrato resta molto preoccupante

I COBAS – autorganizzati del Comune di Venezia esprimono seria  preoccupazione in merito all’andamento delle trattative per il contratto decentrato 2018-2020.

L’attuale trattativa, frutto della “nuova stagione di dialogo” tra Amministrazione comunale e Organizzazioni sindacali, nasce dalla firma della conciliazione in Prefettura. Una firma che ha tradito:

  • il mandato delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori, che avevano votato per l’indizione dello sciopero, a sostegno  delle rivendicazioni portate avanti da anni;

  • il referendum, che ha sonoramente bocciato il contratto Brugnaro – CISL.

PER QUESTO, I COBAS NON HANNO FIRMATO LA CONCILIAZIONE, non ritenendo ci fosse  nessuna apertura da parte dell’Amministrazione che infatti ha imposto, fin da subito, come piattaforma delle trattative il contratto siglato con la sola CISL e bocciato da tutti i lavoratori.   Non abbiamo firmato, sostenendo che questa resa incondizionata  non ci avrebbe portato a nulla di buono e I FATTI, purtroppo, CI STANNO DANDO RAGIONE.

Il contratto che stanno preparando  UIL, CGIL, CSA e DICCAP è pessimo quanto  quello del duo Brugnaro – CISL; infatti, senza introdurre nulla di veramente innovativo, prevede la scellerata riproposizione “idee perdenti”; conferma l’insensibilità dell’Amministrazione verso la salute dei dipendenti, cancellando definitivamente i permessi per le visite mediche; calpesta i diritti sindacali, negando irrevocabilmente i permessi di percorrenza per recarsi alle assemblee; promette, come misera moneta di scambio, l’assunzione di una frazione esigua dei colleghi precari; ripropone la centralità della performance individuale rispetto all’organizzativa, misurata tra l’altro su obiettivi fasulli, e, dulcis in fundo,prospetta l’introduzione dell’orario di lavoro spezzato per tutti (i buoni pasto che fine faranno?)

CONTRO QUESTE IPOTESI I COBAS RIBADISCONO IL MANDATO DELLE ASSEMBLEE:

  • Sì alla SOPPRESSIONE DEFINITIVA DELLE IDEE VINCENTI, dopo la sconfessione delle stesse da parte della Corte dei conti e dopo la batosta inflitta ai dipendenti da un atteggiamento dirigenziale acriticamente prono ai voleri del Sindaco e del suo staff;

  • REINTEGRO DI TUTTI I PRECARI LICENZIATI dall’Amministrazione Brugnaro, in applicazione del D.LGS 75/2017;

  • Sì al PIENO RISPETTO DEL DIRITTO ALLA SALUTE, ripristinando, ai sensi della legge vigente, i permessi per le visite mediche;

  • Sì al PIENO RISPETTO DEL DIRITTO DI ASSEMBLEA, ripristinando i permessi di percorrenza per recarsi alle assemblee sindacali.

  • Sì al DIRITTO AD UNA RETRIBUZIONE EQUA, ripristinando tutto il salario accessorio che ci è stato sottratto;

  • Sì alla VALORIZZAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA, da portare al 90%, riducendo quella individuale al 10%, per un lavoro all’insegna della collaborazione e non della competizione,  che contrappone i colleghi tra di loro;

  • Si al MANTENIMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO ATTUALE, ADOTTANDO TUTTE LE FORME POSSIBILI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI VITA-LAVORO, contro la proposta di orario spezzato mattino e pomeriggio per tutti i dipendenti.

COBAS Autorganizzati Comune di Venezia

20 dicembre 2017

“Purtroppo” (cit.)?… vi hanno beccati!

“Purtroppo” (cit.)?… vi hanno beccati!

stivali

A proposito della decisione dalla Corte dei Conti che intima all’Amministrazione di recuperare i soldi distribuiti illegalmente tramite le c.d. idee vincenti, leggiamo esterefatti la dichiarazione del 5/12/2017 del dott. Paolo Romor, Assessore al personale, nonché AVVOCATO, che si dispiace che la Repubblica Italiana sia retta da delle norme inderogabili.
Dice Romor, infatti:
Purtroppo, a seguito di un esposto inviato da una sola sigla sindacale alla Corte dei Conti per il Veneto su tale istituto [idee vincenti, ndr], la Procura Generale ha avviato il procedimento istruttorio […], la Procura Generale della Corte dei Conti ha evidenziato […] quale soluzione che questa Amministrazione proceda, in auto-tutela, al recupero delle somme erogate a tale titolo. […]”
 
!!??!!
Forse, l’Assessore-Avvocato voleva dire: “Purtroppo… ci hanno beccati!
Ritenetevi invece fortunati che il PM contabili vi abbiano fatto il piacere di suggerirvi una possibile soluzione, invece di accusarvi direttamente di DANNO ERARIALE ai danni dell’intera collettività!
In un paese civile, gli Amministratori responsabili di una tale illegittimità sarebbero bollati come incompetenti a gestire la cosa pubblica e dovrebbero avere la dignità di rassegnare le proprie dimissioni.
Ora, tutti i dipendenti comunali e tutti i cittadini devono esigere che i responsabili di tale scempio, per lo meno, rimettano tutti i soldi nel fondo di produttività dei dipendenti (da cui li hanno sottratti) e li redistribuiscano immediatamente a tutti i lavoratori.
Poi la smettano di parlare di meritocrazia, efficientamento e partecipazione del personale: è certificato che non conoscono il significato delle parole con cui si riempiono la bocca!
Venezia 06/12/2017
COBAS – Autorganizzati Comune di Venezia

CONCILIAZIONE? NO GRAZIE! – comunicato del 26 ottobre 2017

Per i Cobas del Comune di Venezia lo stato di agitazione continua.

I Cobas del Comune di Venezia ritengono l’accordo di conciliazione, sottoscritto il 13 ottobre scorso dall’Amministrazione con le altre sigle sindacali, vuoto di contenuti concreti e privo di novità positive per i lavoratori. Si configura quindi come un arretramento della vertenza sul contratto decentrato portata faticosamente avanti negli ultimi 3 anni. La conseguente riapertura delle trattative in cambio della rinuncia a forme di mobilitazione e di organizzazione del dissenso verso un’ Amministrazione che non ha mutato la propria posizione, per i Cobas non è accettabile e quindi hanno confermato lo stato di agitazione, rilanciando da subito una giornata di mobilitazione in occasione dello sciopero generale già proclamato per il 10 di novembre.

Con le cause legali ancora in corso contro l’Amministrazione e, soprattutto, con quanto emerso dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori nonché dall’esito del Referendum – clamorosamente contrario al contratto-beffa sottoscritto con la sola Cisl – i COBAS hanno quindi ribadito lo stato di agitazione al Prefetto che ha convocato COBAS e Amministrazione ieri – mercoledì 25 ottobre – alle 10:30 per il dovuto tentativo di raffreddamento.

All’incontro (> in allegato il verbale di sintesi, redatto della Prefettura PDF 54 KB) i COBAS hanno ribadito il proprio dissenso rispetto ai comportamenti che l’Amministrazione comunale continua a mettere in campo e che non consentono di intravvedere alcun cambiamento di approccio significativo, men che meno propositivo e, in particolare, contestano i seguenti punti:

  • Il verbale di conciliazione sottoscritto il 13/10/2017 presenta troppe ambiguità: la scelta dell’Amministrazione di riaprire il dialogo imponendo come base di partenza il contratto sottoscritto con la sola CISL, significa continuare a non voler ascoltare i propri dipendenti, a non voler riconoscere l’esito del referendum né quello delle assemblee. In pratica non spostarsi di un millimetro dalla propria posizione.
  • La dichiarazione fatta dall’Amministrazione davanti al Prefetto secondo cui il contratto sarebbe un valido punto di partenza per la contrattazione perché improntato alla massima valorizzazione del merito, delle professionalità e di efficientamento dei servizi è palesemente falsa: tutti i dipendenti del Comune sanno che queste dichiarazioni sono lontane anni luce dalla realtà. Il processo di valutazione del 2016, evidentemente irregolare, ha visto centinaia di ricorsi da parte dei dipendenti; le valutazioni del 2017 ad oggi – fine ottobre – sono ancora nel caos più totale; le famigerate idee vincenti sono sotto indagine da parte dei tecnici ministeriali per le clamorose illegittimità.
  • Rispetto al millantato miglioramento dei servizi, i COBAS hanno ricordato le recenti chiusure degli sportelli dell’anagrafe, tutte le problematiche legate alle Municipalità, al settore delle politiche educative, alla Polizia Municipale, nonché il centinaio di ex precari oggi lasciati a casa, di cui circa 25 operatori dei servizi sociali.
  • Sugli ipotetici percorsi di riassunzione degli ex colleghi precari, oggi disoccupati, l’Amministrazione non ha ancora avviato alcun percorso concreto di riassunzione (pur avendone la possibilità), mentre allo staff del Sindaco è stato vergognosamente raddoppiato lo stipendio!

In chiusura, i COBAS hanno fatto presente che l’ARAN, nel documento “La procedura della contrattazione decentrata integrativa” (marzo 2013), chiarisce che, in sede di contrattazione decentrata, la delegazione trattante di parte pubblica deve tener conto “delle piattaforme sindacali presentate” e che, pertanto, considerano scorretto che l’Amministrazione imponga alle parti il contratto sottoscritto con la CISL come la piattaforma di base della trattativa. Se l’Amministrazione avesse davvero intenzione di aprire al dialogo, dovrebbe fare davvero un passo indietro.

Coerentemente con queste posizioni, i COBAS hanno ribadito la propria disponibilità ad aprire nuovi spazi di trattativa ma solo a fronte di effettivi mutamenti nella posizione dell’Amministrazione. Nel rispetto delle colleghe e dei colleghi tutti, compresi gli ex.

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

> scarica il verbale del tentativo di raffreddamento, redatto della Prefettura (PDF 54 KB)

Precisazioni al comunicato del 17 ottobre

Si trasmette, per completezza di informazione e per opportuna conoscenza, la richiesta inviata in data 16 ottobre al dott. Manno, Capo di Gabinetto del Prefetto, con la quale i Cobas chiedevano la redazione di un nuovo verbale che attestasse il risultato negativo della procedura di raffreddamento e il mantenimento dello stato di agitazione, precisandone le motivazioni.

 

 

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati Comune di Venezia

La mancata conciliazione – comunicato del 17 ottobre 2017

Venerdì 13 ottobre i COBAS  sono stati convocati insieme alle altre organizzazioni sindacali dal Prefetto per tentare la procedura di raffreddamento (visto che i COBAS, insieme a RSU, Cgil, Diccap, Csa e Uil avevano indetto lo stato di agitazione).
Come noto, le parti sindacali e l’Amministrazione hanno firmato il verbale di conciliazione (>scarica PDF 259 KB).

I COBAS non hanno sottoscritto il verbale di conciliazione perché ritengono che l’accordo raggiunto contenga alcuni punti di forte ambiguità, che rischiano di sbilanciarlo fortemente a favore della posizione dell’Amministrazione:
1. si dice che le parti sono disponibili a riaprire il tavolo di trattativa per il nuovo decentrato del prossimo triennio (2018-2020), ma si precisa anche che la piattaforma di partenza sarà nuovamente il contratto vigente, quello firmato solo dalla Cisl e che tutti i lavoratori hanno sonoramente respinto sia con il referendum che con le azioni legali.
2. Sul tema della assunzione dei colleghi ex precari, lasciati a casa dalla Giunta, ancora una volta l’Amministrazione non prende alcun impegno concreto e rilascia dichiarazioni vaghe e inconsistenti.
3. La dichiarata volontà di ricercare “criteri meritocratici di valorizzazione delle professionalità” non rappresenta altro che il tentativo di camuffare l’illegittimità delle idee vincenti (> scarica PDF da La Nuova – 247 KB e da il Corriere del Veneto – 175 KB).

Per questi motivi i COBAS ritengono che di fronte al Prefetto NON si sia giunti ad un accordo positivo che superi i motivi per cui è stato indetto lo stato di agitazione che ritengono quindi di rinnovare.

I COBAS proseguono quindi nella vertenza, senza alcuna preclusione al dialogo e al confronto con tutte le altre parti e, tramite le proprie RSU, continueranno comunque a fare valere le proprie idee e proposte con tutti gli strumenti legali e sindacali a loro disposizione e in tutte le sedi possibili, compresi i prossimi tavoli di trattativa.

Cobas-Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia 

 

Firmato il contratto-fotocopia: convochiamo l’ASSEMBLEA! – comunicato RSU 22 sttembre 2017

Amministrazione e Cisl fucsia ri-firmano il contratto bocciato dai lavoratori e condannato dal tribunale: convochiamo l’assemblea dei lavoratori!

 

Cara/o collega,

ieri (21/09/2017) l’Amministrazione ha convocato RSU e Sindacati per sottoporre loro la sottoscrizione del testo del secondo(!) CCDI 2017 – parte normativa e parte economica, in accordo con il solo sindacato CISL e già pre-firmato da questi ultimi.
Ricordiamo che la prima volta i tavoli di trattativa per il rinnovo del CCDI si sono bruscamente interrotti il 27 aprile u.s. e, nonostante ciò, l’Amministrazione ha proceduto nella stesura del testo con la sola CISL, arrivando alla firma del “famoso” contratto che la RSU, con CGIL, COBAS, CSA, DICCAP e UIL, ha sottoposto al voto referendario di tutti i dipendenti, raccogliendo una clamorosa e sonora bocciatura dello stesso.
In merito alle modalità che hanno portato alla firma del contratto decentrato con la sola CISL, come richiesto anche dall’Assemblea generale dei lavoratori, RSU, CGIL, COBAS, CSA, DICCAP e UIL hanno intentato e vinto una causa all’Amministrazione per comportamento antisindacale (citazione ex art. 28 della L. 300/70 – Statuto dei lavoratori).
Il Giudice del lavoro di Venezia, con sentenza n. 5049 del 2/08/2017, ha infatti condannato l’Amministrazione all’annullamento del contratto sottoscritto con la CISL, ordinandole di riaprire le trattative, riportando la situazione al 27 aprile u.s. (quando non vigeva alcun contratto, né alcun atto unilaterale e l’intero fondo di produttività dei dipendenti doveva ancora essere contrattato).
Sei giorni dopo la sentenza (sic) l’Amministrazione, in totale spregio del pronunciamento del Giudice, con la Delibera di Giunta 182/2017 ha adottato un atto unilaterale, fotocopia del contratto annullato, che nel frattempo ha prodotto effetti sia normativi, che economici, erodendo il fondo di produttività dei dipendenti, senza che ciò sia derivato da alcuna decisione concordata tra amministrazione e parte sindacale.
Successivamente all’adozione di questo atto, l’amministrazione ha convocato i sindacati per (in teoria) riaprire le trattative sul contratto decentrato, come richiesto dalla sentenza del Giudice.
Fin dalla prima convocazione e per tutte le convocazioni che sono susseguite, la RSU e le sigle sindacali (esclusa la Cisl) hanno chiesto all’amministrazione di ritirare l’atto unilaterale quale condizione pregiudiziale affinché il tavolo di trattativa si potesse svolgere in una condizione libera da ostacoli, ricevendo sempre risposta negativa da parte della Delegazione trattante di parte pubblica.
Ogni volta le dichiarazioni sono state messe a verbale e la delegazione trattante di parte pubblica ha proseguito imperterrita ad esaminare il testo del CCDI con la sola Cisl.
Così il 12 settembre u.s. la RSU e le sigle CGIL, COBAS, CSA, DICCAP e UIL non hanno avuto altra possibilità che citare nuovamente in giudizio l’Amministrazione per comportamento antisindacale (secondo ricorso ex articolo 28).

Nonostante tutte queste premesse e la seconda citazione in giudizio, l’Amministrazione e la Cisl hanno firmato da soli il nuovo contratto decentrato, che riteniamo non abbia alcuna novità di rilievo rispetto al precedente bocciato dal referendum.

Vista la gravità della situazione, a breve verrà convocata l’assemblea generale dei lavoratori per decidere assieme le azioni di mobilitazione da mettere in campo in risposta a quest’ennesima prepotenza da parte di Sindaco, Giunta e Dirigenti.

 

RSU – CGIL – UIL – DICCAP – CSA – COBAS

 

 

Assolti o non assolti, tutti coinvolti – comunicato CobasVenezia 15 settembre 2017

Con la sentenza emessa ieri dal Tribunale di Venezia si chiude una parte importante dell’inchiesta penale sul sistema MOSE.

Al di là delle motivazioni che hanno portato alle condanne o alle assoluzioni degli imputati, quello che emerge da tutta questa vicenda è che il MOSE e il monopolio del Consorzio Venezia Nuova sono stati l’architrave sul quale è stato costruito negli anni un vero e proprio sistema di potere; un blocco politico e economico, spesso malavitoso e fraudolento, che grazie alla corruzione sistematica e alla redistribuzione pilotata di ingenti finanziamenti pubblici è stato in grado di impossessarsi del controllo della Regione e di Venezia.

Questa grande opera, nata a parole per salvare la Città dalle acque alte, l’ha invece fatta sprofondare nel fango. Non si tratta solo della vergogna per lo scandalo, ma piuttosto del degrado culturale, politico e etico che ha avvelenato l’intera Città lagunare, fino da ultimo a spalancare le porte del suo governo a un Sindaco inqualificabile come Luigi Brugnaro.

Il MOSE, oltre che un’opera mostruosa il cui funzionamento ed efficacia sono ancora tutti da dimostrare, è stato ed è una vera e propria “mangiatoia” presso la quale si sono riforniti in tanti. Che questo sia avvenuto in modo lecito o illecito fa poca differenza; la responsabilità politica di chi ha costruito o sostenuto un sistema così perverso in grado di sottrarre miliardi di euro pubblici che avrebbero potuto e dovuto essere impiegati per risolvere i veri problemi della Città e del suo territorio, rimane incancellabile. Ed è una responsabilità che sta in capo sia al centro-destra che al centro-sinistra.

L’inchiesta e la sentenza ribadiscono questa verità, ma certo non rendono giustizia ai tanti veneziani e ai tanti lavoratori costretti ora a pagare un conto troppo salato in termini di tasse, tagli ai servizi, licenziamenti, riduzione dei salari.

 

CobasVenezia