Sui precari i Cobas diffidano il Sindaco Brugnaro

stop_brugniI Cobas autorganizzati diffidano il Sindaco e l’Amministrazione a proseguire con la somministrazione del questionario di autovalutazione inoltrato ieri a tutti i lavoratori precari con contratto in scadenza a fine anno.

Il questionario, sottolineano, rappresenta infatti una grave e palese violazione dell’art. 8 dello Statuto dei lavoratori, secondo il quale “È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore“.

Al di là dei principi di tutela dei diritti dei lavoratori, questo sembra essere un maldestro tentativo di prevaricazione e intimidazione. Forse il Sindaco e il suo staff non conoscono bene le norme sui diritti del lavoro e non sanno che tale violazione è sanzionata dal combinato disposto di cui agli artt.  113, 171 del D.Lgs. n. 300 del 1970, anche penalmente.

Eppure, i fedelissimi del Sindaco, sembrano non avere dato peso neanche alle norme contro le discriminazioni di razza, colore, ascendenza o origine nazionale o etnica, convinzioni e pratiche religiosa, convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale (Dlgs 215 e 216 del 2003, Dlgs 286/1998) nonché quelle per le pari opportunità (D.L. 198 del 2006). Per non parlare del Testo Unico sulla privacy, del quale si riscontrano numerose infrazioni, soprattuto per quanto riguarda il trattamento dei dati personali e sensibili, ovvero quei dati che potrebbero a rivelare “convinzioni religiose.. opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale…”.

Infatti nel questionario, che i precari devono consegnare entro il 3 novembre, si ritrovano domande sullo svolgimento o meno di attività associativa o di volontariato, sulle attività artistiche/ricreative/hobby, sugli sport praticati e sui giochi svolti nel tempo libero. Tutte informazioni non solo irrilevanti ai fini della valutazione delle competenze e della capacità di espletare alcune mansioni, ma anche che potenzialmente permetterebbero di raccogliere dati che potrebbero condurre a scelte discriminatorie. Molto controversa anche la richiesta sulla sede della scuola frequentata dai figli, che oltre a non aver alcuna afferenza con il lavoro, può celare una valutazione sulle convinzioni personali e religiose, piuttosto che sul carico familiare del candidato.

In sostanza, i Cobas chiedono all’Amministrazione di sospendere immediatamente tale richiesta,  inviando adeguata comunicazione ai dipendenti interessati e convocando urgentemente il tavolo tecnico di confronto sindacale, come concordato al tavolo di trattativa del 13 ottobre u.s..

Infine, concludono, “che il Sindaco non pensi di partecipare ai colloqui di selezione, come annunciato nello stesso incontro del 13 ottobre, se non vuole incorrere anche nella violazione dell’art.35 del d.lgs. 165 del 2001 sul “Reclutamento del personale” che sancisce che nelle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni la composizione delle commissioni deve essere fatta esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti fra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali”.

Cobas autorganizzati

Brugnaro e le partecipate, trasparenza a buon mercato

vapo nebbiaL’Amministrazione comunale sta procedendo spedita alle nomine dei propri rappresentanti nei Consigli di Amministrazione delle Società partecipate, questa volta senza troppo sbandierare principi di meritocrazia e operazioni trasparenza. Forse perché di meritocrazia e trasparenza c’è ben poco. Niente infatti è stato comunicato agli oltre 2000 candidati che hanno diligentemente inoltrato regolare domanda, corredata dal proprio CV. Non una comunicazione circa le motivazioni di esclusione, né tantomeno l’indicazione dei criteri di selezione adottati.

Come Cobas Autorganizzati, visto che abbiamo sostenuto e promosso circa 150 candidature, abbiamo formalmente richiesto che vengano resi pubblici l’atto di nomina della Commissione di valutazione, i criteri di valutazione adottati, i verbali delle sedute di valutazione per verificare se davvero quelle nomine siano state le migliori possibili (vedi lettera).

Intanto, invitiamo tutti i colleghi e colleghe che hanno partecipato al bando, ad inoltrare una richiesta di accesso agli atti per conoscere le motivazioni delle propria esclusione ed eventuale altra documentazione di valutazione rispetto alla propria candidatura, nel rispetto dei principi e delle norme per la trasparenza e l’anticorruzione, alle quali una “buona amministrazione” dovrebbe sempre attenersi (scarica fac-simile richiesta accesso agli atti).

Siamo sicuri che il Sindaco sappia quello che sta facendo, visto il ruolo chiave che le Società partecipate giocano nell’erogazione dei servizi alla Città e il peso che hanno sul bilancio dell’intero Ente?

Non riusciamo a non chiederci come mai le notizie delle nomine siano date in sordina e perché i prescelti siano tutti in qualche modo politicamente legati a Brugnaro o ai partiti che lo hanno sostenuto alle elezioni. Dal neo presidente di Vega Roberto Ferrara, coordinatore cittadino di Forza Italia (in passato anche AN, PdL, Lega), a Gabriele Senno, nuovo amministratore unico di AMES, ex consigliere comunale di Forza Italia – e padre di Matteo, il giovane attuale consigliere comunale della lista del Sindaco -, fino alle ultime nomine contestate da alcuni consiglieri comunali di opposizione, per evidenti situazioni di conflitto di interessi: Paolo Bettio, divenuto amministratore unico di Venis, mantiene un posto di primissimo piano in Attiva, una società di consulenza sui temi della comunicazione della galassia Umana e Tommaso Santini, confermato amministratore delegato di Vega ma con un passato da manager della società Condotte (che ha interessi immobiliare su aree attigue al Vega).

Queste nomine ci lasciano a dir poco perplessi e siamo curiosi di leggere i curricula che sicuramente verranno pubblicati e verificati. Immaginiamo che si tratti comunque di persone di altissimo livello professionale e gestionale, privi di ogni conflitto d’interesse vero o presunto, e dunque da tutti credibili e considerati un fondamentale punto di partenza per mettere mano alla razionalizzazione delle stesse Partecipate, come ipotizzato dal Commissario Zappalorto, e obbligo di legge.

Ci auguriamo quindi che i nuovi amministratori siano in grado di raggiungere gli obiettivi di taglio alla spesa imposti dalla Amministrazione (entro il 31 ottobre ogni Società partecipata dovrà infatti presentare un piano di tagli per il 20%).

Ma, per dormire sonni più tranquilli e non avere brutte sorprese, stremo molto attenti a come si intenderà procedere al risparmio. Perché non vorremmo che, come al solito, invece di tagliare sprechi e privilegi, si vada ad intaccare la qualità (e quantità) dei servizi erogati dalle Partecipate (mense, trasporti, rifiuti, verde pubblico, manutenzione urbana, etc.), facendo poi ricadere i costi della ristrutturazione economica sui cittadini e sui lavoratori con un ulteriore aumento delle tariffe.

Cobas autorganizzati Comune di Venezia

CONSIGLI AL SINDACO PER IL NUOVO REGOLAMENTO SUL TELELAVORO

Il Comune di Venezia, durante l’ inconcludente gestione del commissario Zappalorto, ha predisposto il nuovo regolamento per la disciplina del Telelavoro per i dipendenti.

Poiché la materia non è più oggetto né di contrattazione né di concertazione sindacale (un ulteriore indebolimento del ruolo dei lavoratori nella vita dell’amministrazione, ormai dobbiamo solo rimetterci lo stipendio!), noi COBAS-Autorganizzati abbiamo preso l’iniziativa di presentare, anche se non richieste, le nostre osservazioni e proposte di modifica nel tentativo di migliorare questo regolamento, a nostro avviso peggiorativo rispetto al precedente.

La proposta approvata dal Commissario in data 20 marzo 2015 (n. 83 in competenza di Giunta) interpreta in maniera restrittiva i margini di adattabilità forniti dalla normativa nazionale: dalla percentuale massima di dipendenti autorizzabile per direzione, alle limitazioni chilometriche, alla limitazione della durata e i vincoli al rinnovo, sono molti i casi in cui il Regolamento disincentiva nei fatti l’applicazione di questa modalità di lavoro.

Altre esperienze (fra tutte, si veda quella del Comune di Udine) ci mostrano che si può operare sulla stessa materia in maniera più trasparente e in modo che ci sia una reale pari opportunità per accedere ad una formula che consente (e usiamo le parole della stessa delibera commissariale) “notevole risparmio economico” e rientra nelle misure per “promuovere il benessere organizzativo e favorire condizioni per la conciliazione dei tempi dei propri dipendenti”.

Ci auguriamo che questi nostri consigli, espressi con lo spirito di collaborazione più volte invocato dal nostro Sindaco, vengano concretamente presi in considerazione dall’attuale Amministrazione, anche se non obbligata a farlo.

Come andrà a finire?

Alleghiamo il testo, inoltrato all’Amministrazione, del nuovo regolamento per la disciplina del Telelavoro dei dipendenti integrato con le nostre proposte di modifiche.

Cobas – Autorganizzati Comune di Venezia

 

scarica il regolamento del telelavoro con le proposte di modifica dei Cobas Autorganizzati del Comune di Venezia

P.S. Questo documento è stato inviato al Sindaco il 25 agosto 2015 e la nostra domanda “come andrà a finire” è risultata essere puramente retorica.

A quanto pare, l’amministrazione ha intenzione di aggiornare in questo periodo il regolamento alle nuove normative e per risolvere alcune illegittimità. Sarà nostra cura re-inviare i nostri suggerimenti: nonostante la distanza fra le buone intenzioni di ascolto del Sindaco e le sue azioni concrete, non ci fermeremo!

“Ti te a magni”….ma cosa, quanto e a che prezzo? – comunicato 18 ottobre 2016

charlot_pastoI Cobas Autorganizzati del Comune di Venezia sostengono le proteste dei genitori e dei comitati mensa contro l’aumento di 0.70 euro a pasto a cui si è arrivati a seguito dell’intervento del Commissario e del non intervento del Sindaco Brugnaro. Il buono pasto è così arrivato a costare 4 euro per la scuola dell’infanzia e 4.25 per la primaria, per un totale annuo per ogni figlio di circa 850€ a famiglia, rispetto ai 700€ dello scorso anno. A questo si sommano gli aumenti delle tariffe del trasporto scolastico e delle rette degli asili nido.

Igenitori, molti dei quali sono anche dipendenti del Comune di Venezia, a cui sono stati tagliati circa 200 euro di retribuzione mensile, non ci stanno e hanno iniziato una serie di proteste per chiedere:

  • Il ripristino del costo del pasto almeno alla tariffa precedente e cioè 3,60 euro per la scuola dell’infanzia e 3,85 per la primaria;
  • il ripristino dell’art. 10 del regolamento di refezione scolastica, che prevedeva un tetto massimo di compartecipazione degli utenti al costo del servizio pari al 60% e che è stato tolto dal Commissario, aprendo la strada alla possibilità di scaricare l’intero costo del servizio sulle famiglie;
  • il coinvolgimento diretto dei genitori, dei rappresentanti dei Comitati Mensa e del Comitato Tecnico Permanente per la ristorazione scolastica nella ristrutturazione del servizio, in termini di qualità, varietà ed efficienza;
  • l’aumento del tasso di gradimento del cibo da parte dei bambini, riducendo gli sprechi, anche attraverso l’attivazione di progetti di educazione alimentare che diffondano tra bambini e famiglie l’abitudine a consumare cibi sani e variati tra loro, in modo equilibrato perché il momento del pasto è tempo scuola a tutti gli effetti;
  • il  rispetto delle Linee Guida nazionali e regionali nella formulazione dei menù, optando per cibi semplici ed eliminando i cibi processati, salati, zuccherati e pre-fritti;
  • il miglioramento dei livelli qualitativi delle materie prime, in attuazione del Disegno di legge n° 1676 in corso di approvazione al Senato che prevede, tra i Criteri Ambientali Minimi per la ristorazione scolastica, di incentivare la varietà del menù, le forniture biologiche e a km zero, rispettando le stagionalità dei prodotti;
  • una seria verifica sui costi, sulla qualità dei servizi offerti, nonché unaverifica sull’efficienza ed efficacia del contratto di servizio con Ames, la società partecipata del Comune di Venezia alla quale è stato affidato il servizio di ristorazione scolastica e che gestisce tramite sub-appalti.

I Cobas autorganizzati sostengono pertanto le rivendicazioni delle famiglie per una scuola che sia risorsa per il futuro e non considerata solo come un “costo”, rifiutando l’idea che siano sempre i soliti, cittadini, famiglie e lavoratori, a pagare il conto dei disservizi e della mala gestione delle risorse pubbliche.

L’invito a tutti i colleghi e colleghe con figli che usufruiscono del Servizio Ristorazione è ad iscriversi ai Comitati Mensa (modulo scaricabile a questa pagina  della rete civica) e ad andare a controllare le cucine e i refettori.

La difesa di una Scuola pubblica di qualità passa anche dal piatto.

Venezia, 16 ottobre 2015

Cobas autorganizzati

FIUMI DI PAROLE..E NIENTE PIU’! – REPORT INCONTRO CON IL SINDACO DEL 13 OTTOBRE 2015

brugnjalisseCinque. Tante sono state le ore di anticamera, rispetto all’orario di convocazione, che Brugnaro ha riservato ai rappresentanti sindacali e alla RSU convocati ieri in riunione plenaria per un “aggiornamento della situazione del Comune” e il “riavvio della trattativa”, senza che nessun permesso sindacale sia stato riconosciuto dall’amministrazione a chi, come noi, non ha permessi di sigla, costringendo dunque i nostri rappresentanti, a ricorrere a permessi personali non retribuiti e un giorno di ferie.

L’enorme ritardo accumulato è dovuto anche al fatto che fin dalla mattina  alle 9:30 (in realtà iniziato alle 10:30), erano in programma incontri tra il Sindaco e le singole sigle sindacali, convocate separatamente per un incontro “conoscitivo”, che sulla carta sarebbe dovuto durare 15 minuti per ciascuna sigla, ma che di fatto è durato dai 50 minuti all’ora e mezza.

In realtà già dalle prime battute si è capito che sarebbe stato molto difficile avviare una trattativa a fronte delle infauste premesse del Sindaco: i soldi non ci sono e solo un intervento da Roma può farci sperare in un incremento del fondo della produttività e soprattutto non far saltare il bilancio anche quest’anno. “Entro due giorni (15/10) – ha annunciato il Sindaco – deve esserci un provvedimento direttamente nella Legge di Stabilità, mi hanno promesso che riconosceranno la specificità di Venezia. Il 15 c’è Renzi a Venezia, ci sarà anche Del Rio,affronteremo l’argomento. Non serve a niente sperare in un emendamento post che poi alla fine non arriva. Non è a me che dovete far pressione ora, poi in futuro magari sì.”

E così, ancora una volta, vogliono farci credere che le responsabilità sono altrove e che il nostro stipendio come il futuro dei servizi alla città sia legato all’intervento di qualche buonanima, che sia il Governo oppure, secondo l’ultima provocazione del Sindaco, qualche mecenate disponibile a comprare il patrimonio culturale cittadino.

Invece di vendere i quadri di Chagall e Klimt, perché non prova a vendere i Quadri delle partecipate? Vediamo chi se li compra i nostri ottimi manager! (“Che dobbiamo pagarli tanto, se no ce li scippano” – testuali parole dell’allora Zappalorto).

Mentre sui precari solo vaghe promesse e criteri di selezione non chiari o quantomeno fantasiosi.

Ma andiamo con ordine.

PRECARI

Secondo l’art. 19 c.3 del Job Act il Comune può procedere alla proroga di 1 anno dei contratti in scadenza, ma nessuna dichiarazione (né certezza) sul numero delle persone che verranno prorogate.

L’unica cosa detta è che si procederà a valutare tutti i dipendenti con i contratti in scadenza (sia chi ha maturato i 36 mesi sia chi ne ha meno). Per questo verrà data la possibilità (in via facoltativa, concetto più volte specificato da Sindaco e Assessore Romor) di compilare una scheda “attitudinale” nella quale si indicano le mansioni che si espletano per il Comune, da quanto tempo, quali i propri interessi, hobby, esperienze professionali, attitudini, desideri, il tutto per conoscere meglio i propri dipendenti, per conoscere il dipendente e capire meglio chi si assume, dato che la prerogativa della selezione del personale è di competenza esclusiva del datore di lavoro, cioè il sindaco (concetto ribadito più volte). Infatti Brugnaro ha dichiarato che vedrà di persona le 81 persone in scadenza di contratto che compileranno la scheda, “Perché se non la compili vuol dire che non ti interessa” (ci vien da dire, alla faccia del facoltativo…).

Si è obbiettato che il sindacato è tenuto a essere informato dei criteri con i quali si procederà alla selezione del personale a TD, dal momento che non hanno assicurato che tutti saranno prorogati, ma si sono tenuti sul vago. Il Sindaco ha tirato dritto dicendo che la scheda potrebbe essere estesa a tutti i 3200 dipendenti e che potrebbe fare loro un colloquio uno a uno. Prepariamoci…!

Comunque, come RSU si è ottenuto che l’Amministrazione, prima di procedere, convochi un tavolo tecnico dedicato alla procedura per la proroga dei contratti in scadenza.

CCDI

Non ci sono soldi nel fondo, ma se anche ci fossero domani, sarebbero distribuiti solo con criteri di merito e oggettivamente riscontrabili. Per questo, il Sindaco ha dichiarato di volere lavorare da subito per preparare il prossimo nuovo contratto decentrato (l’attuale scade adicembre 2015),  soprattutto rispetto la valutazione. Poi appena arrivano i soldi si ragiona…

Dunque a breve anche tavoli tecnici su CCDI e criteri valutazione della performance.

FABBISOGNO PERSONALE

Saranno convocati probabilmente anche tavoli tecnici sul fabbisogno del personale (da presentare per legge entro il 30/10) anche in previsione della volontà di procedere al prepensionamento dal prossimo anno. L’idea del Sindaco, ma ancora da studiare nei dettagli, sarebbe quella di creare delle aree/servizi dove collocare le persone con i requisiti per la procedura di prepensionamento, così da non intaccare l’organico generale.

CASINO’

E’ in preparazione una nuova manovra immobiliare non delineata dal Sindaco nei dettagli (delibera di concessione di usufrutto degli  immobili di Cà Noghera, Lido e Canal grande?) per cercare di sistemare almeno in parte le perdite del Gruppo. Il Sindaco ha accennato anche se in modo un po’ vago, all’idea di investire nell’acquisto di slot machine di nuova generazione.

MUNICIPALITA’

L’intenzione, a detta del Sindaco, è di mantenere le Municipalità solo come espressione della “partecipazione politica democratica” (testuali parole) e ri-centralizzare i servizi. Questo per una maggiore razionalizzazione organizzativa. Non significa, secondo il Sindaco, che i dipendenti delle Municipalità debbano spostarsi fisicamente in sede centrale.

MOBILITA’ INTERNA

Il Sindaco vuole incentivare la mobilità interna dei dipendenti, senza obbligare nessuno (ovviamente). Per questo, intende modificare il sistema di nulla osta e approvazioni dirigenziali. (per il momento non è stato chiarito nel dettaglio come si intenda procedere…)

IN SINTESI…

Questa è l’estrema sintesi di un incontro lungo, faticoso, a tratti schizofrenico, dove, se da una parte il Sindaco ha proposto delle aperture al dialogo con i Sindacati e i lavoratori (dai Tavoli tecnici, all’appello all’unità e al fare squadra per rilanciare la città), dall’altro però si è posto in modo arrogante, lasciando del tutto spiazzati i presenti, anche per i continui sbalzi di umore, a fianco di una parte della delegazione trattante (assessore Romor) pacificato in e con sé stesso.

La morale – al netto di toni concilianti e creatività allo sbaraglio – sembra essere che, alla fin fine, il taglio dello stipendio dobbiamo tenercelo.

MA NOI NON CI STIAMO!

Abbiamo delle proposte e vogliamo raccogliere l’invito del Sindaco, per un confronto schietto e operativo, a partire dal tema della razionalizzazione delle società partecipate, laddove a nostro avviso deve concentrarsi fin da subito l’azione di recupero di risorse. Il recupero delle risorse deve riguardare infatti tutto il sistema, dirigenti compresi!

Intanto il prossimo passaggio sarà la ristrutturazione complessiva dellapianta organica che farà strage, insieme ai servizi della solidarietà cittadina, delle professionalità che abbiamo faticosamente maturato negli ultimi anni. La pianta organica deve essere costruita con il coinvolgimento dei lavoratori!

Intanto, come delegati in RSU, ci prepariamo a partecipare ai vari Tavoli tecnici, per i quali ogni contributo da parte delle lavoratrici e lavoratori è ben accetto e auspicabile.

Cobas autorganizzati Comune di Venezia

[video] L’attacco al lavoro pubblico e al sistema dei servizi pubblici – un intervento di Federico Giusti

Pubblichiamo un video-intervento di Federico Giusti, delegato RSU Cobas del Comune di Pisa, che illustra alcuni temi di primo piano nel confronto sindacale e politico nazionale.

L’attacco alla contrattazione decentrata che i lavoratori del Comune di Venezia stanno vivendo sulla loro pelle si inserisce infatti in un contesto più generale di offensiva verso i beni comuni e impoverimento dei diritti di cittadinanza. L’attacco al lavoro pubblico è in realtà un attacco portato avanti, su molti piani convergenti, al sistema dei servizi pubblici.

L’attivismo del nostro Sindaco, che nega a parole di voler penalizzare i lavoratori ma conferma il taglio dei loro stipendi, abolisce servizi fondamentali alla città (di cui anche i dipendenti usufruiscono in quanto cittadini) cancellando così anche le professionalità che li hanno sorretti in questi anni, si inserisce esattamente in questo quadro.

L’intervento è stato registrato in occasione di uno degli incontri di formazione sindacale promossi dai COBAS-Autorganizzati del Comune di Venezia tenutosi venerdì 25 settembre 2015 presso gli uffici Formazione del Tronchetto.

Il prossimo (la data è ancora in via di definizione) sarà un incontro con Francesco Mason, avvocato del lavoro sulle forme e modalità di tutela legale dei lavoratori e delle loro rappresentanze (ricorsi collettivi e individuali, diffide, etc..)

La partecipazione è libera e aperta anche ai non iscritti.
Per motivi organizzativi vi chiediamo di conferma la vostra partecipazione via mail.
INFO e prenotazioni: cobas@comune.venezia.it

 

 

Abbuffate e sale da pranzo

abbuffata

Cinque. Tante sono state le ore di anticamera che Brugnaro ha riservato ai rappresentanti sindacali e alla RSU convocati il 13 ottobre per un “aggiornamento della situazione del Comune” e il “riavvio della trattativa”.

In realtà già dalle prime battute si è capito che sarebbe stato molto difficile avviare una trattativa a fronte delle infauste premesse sciorinate dal Sindaco fin da subito: i soldi non ci sono e solo un intervento da Roma può far sperare in un incremento del fondo della produttività per i dipendenti. E così, ancora una volta, vogliono fare credere che le responsabilità sono altrove e che lo stipendio dei comunali come il futuro dei servizi alla città sia legato all’intervento di qualche buonanima, che sia il Governo oppure qualche mecenate disponibile a comprare il patrimonio culturale cittadino.

Nel lungo, faticoso e a tratti schizofrenico incontro con il Sindaco e un silenzioso Assessore al personale, l’unica promessa è stata quella di effettuare una redistribuzione dei fondi della produttività, se mai arriveranno, secondo metodi meritocratici non meglio definiti. E’ da chiedersi se siano gli stessi criteri con cui sta procedendo a nominare i consigli di amministrazione delle società partecipate che dovranno amministrare i soldi pubblici di questa città, per le quali i COBAS stanno ancora aspettando risposte dalla Direzione Generale in merito ai criteri di selezione, ai nominativi preselezionati sulla base del CV, a date e luoghi dei colloqui, nonché ai nominativi della commissione designata a tale compito.

Per le assunzioni dei precari, nessuna certezza di rinnovo, se non la possibilità di rispondere volontariamente (ma chi non lo fa sta fuori) a una non meglio definita “scheda attitudinale” in cui si devono dichiarare non solo le proprie attuali mansioni, ma anche i propri hobby e desideri, come se il diritto al lavoro fosse un gioco alla roulette. Sarà poi sempre il Sindaco a sostenere i colloqui individuali in quanto, ha tenuto a specificare, è lui il “datore di lavoro”, forse dimenticandosi che si sta parlando di un ente pubblico.

E a proposito di roulette, al Casinò i soldi invece non mancano mai. Dopo i 2 milioni erogati a luglio, si vocifera di altri fondi in arrivo per novembre. Intanto, forse per assicurarsi l’aiuto del Governo a Venezia, il premier Renzi sarà portato a pranzo proprio al ristorante del Casinò: si parla di 100 invitati per una spesa di 25.000 euro, di soldi pubblici, naturalmente.

Si sa che ormai la politica si gioca tutta nei ristoranti, scontrini dichiarati o meno.

Speriamo che gli vada almeno di traverso!

COBAS autorganizzati

Candidature società partecipate: vogliamo trasparenza – comunicato 7 ottobre 2015

È passato quasi un mese dalla presentazione delle candidature ai consigli di amministrazione delle varie società partecipate, Ipab e Istituzioni del Comune di Venezia.

Sui giornali si legge che sono state già fatte delle selezioni su base curriculare delle tante domande arrivate e che si sta procedendo ai colloqui.

Abbiamo inviato una lettera (clicca il link per scaricare il testo) di richiesta alla Direzione Generale per avere chiarimenti in merito.

Non risulta infatti che sia arrivata comunicazione ai diretti interessati né di accettazione della candidatura, né del suo eventuale rigetto, né tanto meno di una spiegazione sulle motivazioni della scelta.

Chiediamo quindi, a nome dei tanti lavoratori e lavoratrici del Comune di Venezia che hanno dato la loro disponibilità, di sapere quali sono i criteri di selezione che si stanno adottando, di pubblicare l’elenco dei nominativi preselezionati, di rendere pubbliche le date e i luoghi dei colloqui, nonché i nominativi della commissione designata a tale compito.

Per un’amministrazione che si dice “trasparente” questi sono atti dovuti.

Altrimenti si fa solo demagogia, continuando a rimescolare nel torbido.

Cobas Autorganizzati Pubblico Impiego

A rischio il bonus di 80 euro con il rinnovo dei contratti

Un interessante articolo di  Gianni Trovati su il sole24ore 

Sulla prospettiva dei contratti degli statali pesa anche l’incognita dell’incrocio con il bonus da 80 euro, che per chi oggi ha uno stipendio vicino ai 24mila euro all’anno rischia di azzoppare gli effetti dei rinnovi.

Il decalage
Il problema riguarda in particolare i redditi intorno alla fascia 24-26mila euro, un’area piuttosto affollata viste le buste paga medie dei dipendenti pubblici. Fra 24 e 26mila euro, infatti, il bonus introdotto con il decreto dell’aprile 2014 funziona secondo il “decalage” che fa diminuire l’aiuto al crescere del reddito: il meccanismo, infatti, assegna in questi casi solo una frazione degli 80 euro, che si calcola così: si sottrare alla somma di 26mila euro il reddito effettivo dell’interessato, e si rapporta il risultato alla somma di 2mila euro.

Il calcolo
Per esempio, nel caso di un reddito da 25mila euro, il calcolo è il seguente: 26.000-25.000 = 1.000; 1000*100/2000 = 50%. Quindi il bonus mensile è di 40 euro, cioè il 50% del valore-base di 80 euro. Su questa base, si innestano i rinnovi contrattuali. Se, dopo l’intesa, il reddito da 25mila euro passasse a 25.500, il bonus mensile passerebbe a 20 euro.

Le conseguenze
Il contratto, insomma, offrirebbe 500 euro lordi, che diventano circa 355 al netto dell’Irpef nazionale e locale. Il suo arrivo, però, cancellerebbe 240 euro di “bonus-Renzi”, portando il beneficio effettivo a 115 euro. Dei 38 euro lordi per 13 mensilità offerti dall’ipotetica intesa, quindi, ne rimarrebbero solo 8,8. Le somme in gioco, viste le cifre sulle coperture ipotetiche che stanno circolando in vista della legge di stabilità, potrebbero essere più modeste, ma il principio non cambia: ogni euro in più concesso in busta paga andrebbe a limare il bonus riconosciuto dall’anno scorso, e l’effetto è accresciuto dal fatto che gli euro proposti dai contratti sono lordi, quelli del bonus sono invece netti. Per questa ragione, la Confsal Unsa chiede di neutralizzare l’effetto dell’incrocio, anche se non è facile individuare un meccanismo che lo permetta senza trasformare le buste paga in un rebus indecifrabile.

Le altre questioni aperte
La questione degli 80 euro, insomma, si aggiunge alla lunga lista di ostacoli che la macchina contrattuale deve superare per ripartire davvero. Il ministro per la Pa e la semplificazione Marianna Madia ha appena chiesto all’Aran di avviare il confronto sulla razionalizzazione dei comparti, mentre tocca al Governo trovare la copertura per riavviare le intese (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 2 ottobre): una copertura che rischia di non essere molto ricca, rendendo ancor più complicata la gestione della divisione in fasce di merito imposte dalla riforma Brunetta.