Ristorazione scolastica a Venezia: come passare velocemente dall’eccellenza a fanalino di coda – comunicato del 30 maggio 2016

Dal tortino di miglio bio all’Halibut. Come Venezia passa velocemente dall’eccellenza a fanalino di coda tra 40 città Italiane.

La refezione scolastica di Venezia fa notizia, oggi come 15 anni fa.

Allora per i menù all’avanguardia e scelte sul biologico innovative, oggi, invece, perché non regge il confronto con le 40 città italiane analizzate dalla Rete Nazionale dei Comitati mensa nel “Viaggio fra i menù scolastici” dove Venezia si mette in mostra per il suo terzultimo posto in graduatoria (cfr. La Repubblica “Scuola, la guida gourmet votata dai genitori: A Jesi e Trento le mense migliori”, 27/05/2016).

L’indagine dei Comitati rileva la quantità e la qualità degli alimenti offerti nelle mense scolastiche e valuta quanto i menù siano in linea con le Raccomandazioni dell’OMS, il Codice Europeo anticancro e le Linee Guida Nazionali sulla Ristorazione Collettiva.

Ma quali sono le criticità riscontrate nel menù che i bambini della nostra Città mangiano a pranzo?

Il menù di Venezia è sbilanciato verso le proteine animali, con uso frequente di carni rosse e insaccati, pesci in scatola o inquinati perché di grossa taglia (come l’Halibut), secondi processati, dove la materia prima nobile è spesso “tagliata” con l’economica patata, dessert (10 su 25) a base di zucchero, verdure di quarta gamma, contorni di patate e uno scarso uso di proteine vegetali e cereali integrali. E se ancora non bastasse, menù giornalieri composti completamente senza verdure, mentre insaccati proposti anche tre volte in una stessa settimana.

La nostra città non è ultima in classifica solo perché i genitori dei Comitati Mensa e del Comitato Tecnico Permanente hanno faticosamente ottenuto alcune modifiche al menù invernale, come l’introduzione delle uova e della pasta integrale.

Ci sono 792 genitori cittadini di questa città che prestano il proprio tempo libero al controllo delle produzioni, dei pasti e del gradimento da parte dei bambini, segnalando all’Amministrazione Comunale e alla società partecipata che ha in carico il servizio (Ames S.p.A.) le problematiche, gli sprechi e il livello di soddisfazione dell’utenza. Ma i problemi segnalati purtoppo spesso non vengono affrontati e negli ultimi anni, infatti, sono sempre gli stessi: partite di frutta (non di stagione!) spesso immangiabili ma distribuite comunque a scuola, capelli nei piatti, tempi ridotti per mangiare, un gradimento di livello “buono” pari solo al 20% per i contorni offerti, mancanza di programmi strutturati di educazione alimentare, tonnellate di cibo buttato nel pattume dai bambini stessi (i Comitati mensa hanno stimato che ogni giorno viene cestinato circa il 65% del pasto prodotto).

In generale, la Rete Nazionale dei Comitati Mensa evidenzia come i menù siano migliori dove “il Comune ha mantenuto una governance sul servizio con una maggiore presenza di cucine nelle scuole”, mettendo quindi in relazione la qualità del pasto offerto anche con la dimensione e il numero dei centri di cottura presenti nel territorio, riscontrando il livello massimo di qualità nelle cucine interne alle singole scuole.

A Venezia, invece, si va nella direzione opposta: già qualche anno fa è stato deciso di chiudere molti dei piccoli centri cottura dislocati nel territorio comunale, a fronte di una sempre maggiore centralizzazione della produzione. Ames S.p.A. sta realizzando una nuova “mega” cucina, nella municipalità di Favaro, che porterà alla chiusura di tutti gli altri centri cottura della terraferma, imponendo, quindi, in prospettiva, la fornitura del “pasto veicolato” anche agli asili nido comunali. Viene quindi spontaneo chiedersi quali siano i veri obiettivi dietro a questo trend qualitativo evidentemente in discesa e se l’Amministrazione comunale abbia un serio progetto per la ristorazione scolastica, servizio che, stando alle dichiarazioni dell’Assessore Romor, costa ai cittadini, in particolare agli utenti, quasi € 1.700.000 l’anno, di cui circa € 700.000 relativi ai costi per la partecipata Ames S.p.A.. Sarebbe interessante capire quali studi abbiano portato a preferire una nuova grande cucina, edificata su un’area precedentemente destinata a verde pubblico e bosco e per quale ragione si arrivi tanto facilmente alla progettazione definitiva di quest’opera, ma sia tanto difficile apportare qualche modifica, migliorativa ai menù scolastici.

Forse gli interessi e gli intenti non sono quelli di migliorare la qualità dei servizi al cittadino, di controllare l’operato delle società partecipate, di far rispettare il Capitolato, di dare risposte nei fatti alle segnalazioni dei Comitati Mensa.

Intanto, l’interessante articolo di Repubblica sul “Viaggio fra i menù scolastici”, svolto dalla Rete Nazionale dei Comitati mensa, è stato oscurato dalla rassegna stampa interna del Comune di Venezia: un caso?

Per i Cobas del Comune di Venezia, come denunciato mesi fa nel caso di Ve.La. S.p.A., si tratta di un ulteriore esempio di come esternalizzare i servizi, affidandoli alle società partecipate, comporti un peggioramento della qualità, mala gestione, inefficienze e sperpero di denaro pubblico. Proprio in tempi di valutazioni meritocratiche e raggiungimento di obiettivi di qualità ed efficienza, i Cobas chiedono all’Amministrazione di rendere conto del proprio operato e di tali discutibili scelte a utenti e cittadini.

 
Cobas – Autorganizzati del Comune di Venezia

TAVOLO DI TRATTATIVA SINDACALE – II incontro del 25/5/2016

COBAS CCDI II incontroPROPOSTA DI RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO DECENTRATO INTEGRATIVO (CCDI)

L’Amministrazione Comunale, come richiesto dalla RSU e dalle OO.SS. già dalla fine di novembre del 2015, con il tavolo sindacale del 18/05/2016 ha ufficialmente aperto la trattativa per il rinnovo del CCDI (ricordiamo disdettato prima della scadenza unilateralmente dalla AC stessa).
Al primo incontro, l’Amministrazione ha presentato alla RSU e alle OO.SS. una bozza di CCDI per il 2016, che sia il Gruppo Cobas che le altre componenti della RSU hanno ritenuto assolutamente inaccettabile, sia dal punto di vista normativo che economico finanziario (posizione concordata durante l’ultima assemblea plenaria della RSU, venerdì 20/05/2016).
Ieri pomeriggio (25/05/2016) si è svolto il secondo tavolo sindacale, convocato dalla Amministrazione, durante il quale finalmente si è potuto entrare nel vivo delle questioni e durante l’incontro sono emerse le seguenti richieste e risposte:

  1. FONDO PRODUTTIVITÀ

    • L’RSU ha chiesto che l’importo totale disponibile ad oggi sul fondo – parte risorse fisse (comprensivo dell’avanzo del fondo dell’anno precedente) che ammonta a 2.128.494€, sia erogato come performance organizzativa a tutti i dipendenti , coprendo così circa 4 mensilità della “vecchia” produttività mensile. A questa erogazione potrebbero essere applicate le regole del “vecchio” decentrato, considerato che le stesse regole sono state sempre applicate, senza nessuna soluzione di continuità, all’erogazione di indennità di UOC e PO.
    • La disponibilità di tali importi è stata indicata dall’Amministrazione nell’allegato alla proposta di CCDI 2016 e, ritenendo corretto applicare ancora il decentrato esistente, anche se disdettato, nelle more di una nuova definizione contrattuale (il contratto disdettato vige e produce effetti fino a che non sia stipulato il nuovo), seguendo il principio che se un contratto produce effetti, li produce per tutti i soggetti a cui si rivolge, quindi per tutti, non solo per alcuni.
      In questo modo avevano agito anche i Commissari, non proprio gli ultimi arrivati quanto a competenze, che con l’ultimo regolamento da loro predisposto hanno permesso di pagare la produttività ogni 3 mesi (e non 1 volta l’anno) utilizzando tutte le risorse disponibili.
    • La RSU ha sottolineato come gli importi disponibili ad oggi siano ancora troppo bassi, come lo erano ai tempi del Commissario, nell’attesa e nella speranza di poterli rimpinguare quando (se) arriverà il c.d. SalvaVenezia.
    • La RSU è consapevole che la propria richiesta di liquidare almeno quanto è attualmente stanziato nella parte stabile del fondo, con le modalità scritte dal Commissario, potrebbe all’azzeramneto del budget destinato alle così dette “idee innovative”, novità inserita nella proposta di decentrato presentata dall’Amministrazione.
    • La DELEGAZIONE TRATTANTE DI PARTE PUBBLICA (DTPP) ha risposto che non c’è alcuna volontà di erogare la performance organizzativa, non ci sono le condizioni, non ci sono i presupposti oggettivi per pagare, anche perché così facendo andrebbero ad esautorare la loro proposta di CCDI per cui non ci sarebbe più motivo di contrattazione. Uoc e PO sono pagate perché c’è l’incarico, mentre per la “produttività” c’è l’importo (2,1 milioni) ma non c’è la destinazione. Non c’è l’accordo previsto dall’art.15 c.3 dell’ultimo decentrato. La destinazione dei 2 milioni e 100 non è automatica. La nuova proposta di destinazione del fondo ha delle peculiarità che prima non esistevano. Sulla riorganizzazione ci stanno lavorando e arriverà prima dell’estate. Se arriverà il SalvaVenezia garantiscono che manterranno l’importo del fondo dell’anno scorso (2015).
    • Le Organizzazioni Sindacali hanno risposto che su questa modalità di procedere dell’Amministrazione si riservano di consultare i propri legali.
    • Una sigla sindacale (linea non condivisa da tutti) ha proposto di dimezzare del 50% le indennità pagate a PO e Uoc, dal 1 giugno e fino alla riorganizzazione, per poter distribuire questi risparmi come produttività a tutti i dipendenti.
    • La DELEGAZIONE TRATTANTE PARTE PUBBLICA ha risposto che si raggiunge lo stesso obiettivo, lo stesso risultato economico, con la riorganizzazione che ci sarà a breve, quindi si farà direttamente quest’ultima.
  2. RAPPORTI SINDACALI

    • L’RSU, in linea generale, ha espresso le proprie perplessità sulle intenzioni dell’Amministrazione e sulla sua volontà di contrattare che non sembra ci sia. Se la volontà politica è quella di trovare un accordo allora è necessario che l’AC dimostri un’apertura, agendo in tal senso, invece di continuare a consumare con decisioni unilaterali le (poche) risorse disponibili, considerando, inoltre che ad oggi non sono ancora state fornite le motivazioni per le quali sia stato disdettato unilateralmente il contratto decentrato predisposto dal Commisssario Tatò (immaginiamo per scelte politiche) e questo fatto, in vista della sottoscrizione del nuovo, costituisce sicuramente un problema.
      Quindi, ad oggi esiste un duplice problema, di risorse e di volontà politica.
    • Siamo in presenza di un peggioramento generalizzato delle condizioni lavorative non solo per i settori più evidentemente colpiti (come il settore della PM, i servizi educativi e i servizi sociali), ma anche per la quasi totalità delle colleghe e dei colleghi.
    • Per questo, l’RSU esige delle risposte precise sulle linee che vuole tenere l’Amministrazione al riguardo. La RSU chiede all’AC se abbia intenzione di fermare questi atti e scelte unilaterali che peggiorano le condizioni di vita e di lavoro di tutti noi (ultimo esempio citato, solo in ordine di tempo, i turni appena arrivati della PM per la mensilità di giugno), oppure se abbia intenzione di procedere con atteggiamento sordo e cieco.
    • Su quest’ultimo punto la DELEGAZIONE TRATTANTE PARTE PUBBLICA non ha fornito una risposta precisa e ha riconvocato la trattativa per martedì 31/05/2016 alle ore 11.
    • L’RSU ha sostenuto che una buona piattaforma su cui lavorare e da cui iniziare la discussione è il contratto collettivo decentrato 2013-2015.
      [Il Gruppo Cobas aveva proposto alla RSU riunita in plenaria venerdì u.s. di proporre all’AC una piattaforma di discussione partendo dal CCDI del 2004 – 2006, ma non tutte le componenti sindacali della RSU hanno condiviso la proposta].
  3. PRECARIATO

    • Al sollecito per la mancata convocazione di un tavolo dedicato al tema dei contratti in scadenza nel 2016 (convocazione richiesta in modo unitario dalla RSU e tutte le OO. SS. ancora al tavolo del 18/05/2016), la DTPP ha risposto che fornirà una data al prossimo incontro (quindi 31/05/2016).

Gruppo Cobas – Autorganizzati Comune di Venezia
Venezia 26/05/2016