Risposta alla Direzione Risorse Umana(!) – comunicato 22 luglio 2016

fuori di testaPubblichiamo questa stupefacente lettera che la Direzione Risorse Umana(!) ha inviato urbi et orbi (tanto che i giornali l’hanno più volte ripresa) in risposta al nostro comunicato di ieri.

Una volta pubblicata nella intranet del Comune, questa risposta ha dato il via ad un’interessante serie di commenti da parte dei lavoratori: riportiamo volentieri i commenti dei colleghi che ci hanno autorizzato la pubblicazione (per rispetto della privacy e non per censura…); se qualcun’altro vuole aggiungere i propri può utilizzare il modulo dei commenti in fondo alla pagina oppure scrivendo a cobas@comune.venezia.it

 

Alle RSU

Alle OO.SS

CGIL COBAS CISL UIL DICAPP CSA

E ai lavoratori/lavoratrici tutti/e
In risposta ai comunicati di CGIL e COBAS, la Direzione Risorse Umane precisa quanto segue.

Al fine di garantire i servizi educativi da settembre 2016, alla luce del vigente divieto legislativo di procedere ad assunzioni nell’anno 2016, la Direzione Risorse Umane, in coordinamento con la Direzione Politiche educative, ha pubblicato un avviso di reperimento interno volontario per il personale di categoria C in possesso dei titoli di studio per le mansioni di Assistente all’infanzia e/o di Educatore scuola materna.

E‘ destituita di ogni fondamento l’accusa che si intenda adibire a tali funzioni personale inidoneo. Tale eventualità è impossibile, in quanto contrastante con un obbligo giuridico. I presupposti obbligatori della prestazione lavorativa devono sussistere anche se non sono richiamati tutti e singolarmente nell’avviso. Riprova ne è che è stata fatta menzione espressa solo del requisito speciale per i compiti di sostegno ai bambini disabili.

La procedura di reperimento è inoltre assolutamente volontaria: nell’avviso è espressamente prevista la domanda del dipendente interessato. Successivamente si procederà alla relativa istruttoria e a colloqui atti ad accertare competenze e attitudini dei candidati, e agli interventi formativi eventualmente ritenuti necessari.

La diffida risulta del tutto inutile poiché non vi è nessuna intenzione né possibilità di adibire personale inidoneo alle mansioni educative. Il personale che opera nei nidi e delle scuole dell’infanzia è sempre in possesso di tutti gli attestati e delle certificazioni di idoneità previsti dalla Legge.

La lettura dell’avviso effettuata dalle sigle sindacali, assolutamente destituita di ogni fondamento, non ha che l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali, mentre l’unica finalità dell’avviso in questione è quella di garantire i servizi educativi da settembre 2016, attivando tutte le alternative possibili nelle more dell’approvazione ed entrata in vigore di norme di legge che consentano di procedere ad assunzioni.

Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti.

L’attuale processo di sostanziale e incisiva riorganizzazione dell’ente può essere l’occasione per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano. La logica della mobilità e della crescita interna va perseguita come opportunità per tutti i dipendenti che contribuiscono al mantenimento dei servizi, ritrovando motivazioni nel lavoro.

Nell’occasione si precisa inoltre che è del tutto pretestuosa la polemica sui “buoni pasto”, in quanto la loro erogazione è normata dal contratto nazionale.

Qualora, nelle more della norma, vi sarà la possibilità di procedere ad assunzioni a termine e/o atte a favorire la deprecarizzazione del personale, l’Amministrazione si riserva fin d’ora la possibilità di aderirvi, fatta salva la verifica di sostenibilità di bilancio.

La Direzione Risorse Umane

 


 

Risposta del gruppo Cobas

Inserito da Andrea CAPITANIO il Ven, 22/07/2016 – 10:34.
In riferimento alla nota dell’Ufficio Risorse umane, a firma della dirigente del Settore Risorse umane, pervenuta ieri (21/07/2016) come chiarimenti ai comunicati di Cobas e Cgil, per quanto ci riguarda, invitiamo la Dirigente ad evitare strumentalizzazioni delle nostre parole, in quanto, il nostro testo non ha mai fatto menzione dell’avviso di mobilità pubblicato in Altana (legittima podestà dell’Amministrazione), bensì alle più ampie intenzioni dell’Amministrazione e della Giunta. Ci riferiamo, infatti, all’azione di ricognizione interna avviata dalla Direzione Risorse umane, con telefonate effettuate direttamente ai dipendenti individuati come “potenzialmente idonei”, procedura che la stessa dirigente conferma nella missiva anche nelle modalità di attuazione, scrivendo “Si ritiene un doveroso atto dell’Amministrazione effettuare in questo contesto una verifica delle eventuali ulteriori risorse interne idonee, al fine di attivare ogni possibile alternativa atta a scongiurare una penalizzazione degli utenti”..

Questo sì che ha “l’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato tra i dipendenti e i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia comunali”!

Noi, invece, in modo diretto, palese e obbiettivo contestiamo ciò che si evince da questo modo di procedere: la volontà di non assumere le colleghe e i colleghi precarie/i, quotidianamente confermata da questa Amministrazione con le proprie azioni, nel comparto educativo, così come in tutti gli altri servizi dell’Ente.

E questa scelta viene impunemente messa in conto ai lavoratori lasciati a casa senza stipendio, a tutti gli altri che dovranno supplirne l’assenza e, in ultimo, alla qualità e la ricchezza dei servizi ai cittadini di questa Città.

Nessuna di queste tre categorie di persone è in alcun modo responsabile dell’esistenza delle regole del patto di stabilità interna, del relativo sforamento o della volontà di continuare a sperperare (da anni!) risorse pubbliche: dalle privatizzazioni insensate ed inefficienti dei servizi, agli imbarazzanti stipendi e premi di produttività dei “manager” delle nostre aziende pubbliche, conseguiti col raggiungimento di obbiettivi ridicoli, nonché offensivi per qualsiasi persona di buon senso!

Infine, ci chiediamo a chi si rivolga la Dirigente quando invita al dialogo e al contributo costruttivo partecipato. Forse scrive a sé stessa o al resto della delegazione trattante di parte pubblica? Al Sindaco?

Certo non può proprio riferirsi a noi che abbiamo sempre partecipato al tavolo tecnico sui servizi educativi (che questa Amministrazione ha poi scelto di cassare, non riconvocandolo più) e che da quando esistiamo chiediamo all’Amministrazione di convocare un tavolo di confronto per analizzare il piano del fabbisogno del personale e predisporre con le Organizzazioni sindacali un piano serio di deprecarizzazione, dando così a tutte/i le/il colleghe/i ancora precari le giuste e dovute risposte. È questa Amministrazione che continua a non voler dialogare, a non voler ascoltare.

Dice il Saggio: “Chi semina vento, raccoglie tempesta!”
Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia.


qualche motivo di cosiddetto “panico”…

Inserito da Alessandro CAPARELLI il Ven, 22/07/2016 – 12:45.
Come lavoratore sono continuamente sorpreso dai toni del non-dialogo che questa Amministrazione ha con i lavoratori (quali sono state le occasioni per contributi costruttivi e partecipativi? sinceramente me le sono perse… mentre decisioni concrete e pesanti – es. in busta paga o accantonamento delle professionalità – ci sono e restano).
Come genitore sono preoccupato che mia figlia possa avere degli insegnanti che lo sono diventati “volontariamente” per riavere in busta paga gli integrativi economici che gli sono stati tolti.
Come cittadino sono sconcertato che insegnanti che abbiamo contribuito a formare e aggiornare per anni vengano lasciati a casa.
Può bastare, grazie


ben fatto

Inserito da Mattia DONADEL il Ven, 22/07/2016 – 10:45.
La nota piccata della Dirigente Fabris dimostra che COBAS e CGIL hanno colpito nel segno. Il testo dei comunicati era fin troppo chiaro e se qualcuno si ostina a far finta di non capire denota con i fatti da che parte sta schierato…sicuramente no dalla parte dei lavoratori e dei cittadini!!


a pensar male quasi sempre si indovina

Inserito da Roberta ZANOVELLO il Ven, 22/07/2016 – 13:06.
Stupisce la velocità in cui l’amministrazione risponde alle osservazioni dei lavoratori quando sono mesi che si aspetta un confronto “per far emergere i possibili contributi costruttivi, innovativi e partecipativi” sulla deprecarizzazione, citato nella nota della direzione risorse umane.
Stupisce ancora di più che non si faccia riferimento all’indagine che le direzioni stanno attuando per reperire su base “volontaria” personale interno per sostituire colleghi precari che da anni svolgono la propria opera con alta professionalità.
E che dire “dell’effetto di seminare panico immotivato e ingiustificato”  derivato da telefonate fatte direttamente ai lavoratori?  Sono i lavoratori maliziosi o a pensar male quasi sempre si indovina?

Scuole senza insegnanti, insegnati (precari) senza scuole

L’Amministrazione Brugnaro, sebbene possa farlo, grazie alla deroga alle sanzioni dello sforamento del patto di stabilità, concessa dal Governo, pare non abbia intenzione di rinnovare i contratti delle/gli insegnanti di scuole materne e asili nido.
Ma l’inizio dell’anno scolastico senza maestre/i in servizio sarebbe una situazione alquanto spiacevole per il Sindaco di Venezia… cosa direbbero i cittadini che il primo settembre si trovassero le scuole chiuse? Venezia finirebbe di nuovo sulla stampa di tutto il mondo per l’ennesima “performance” di qualità!
 Come potrebbe far digerire anche questa il Sindaco “della partecipazione” e del “dialogo con la gente”, quello delle “politiche per la famiglia”, quello di “Venezia smart e family friendly”?
I cittadini, le famiglie negli ultimi due anni hanno già subìto gli aumenti dei ticket mensa, delle tariffe del trasporto scolastico e delle rette degli asili nido, a fronte di un peggioramento innegabile dei servizi (si veda la qualità delle mense e relative proteste dei comitati dei genitori).
Ed ecco allora l’idea vincente (per dirla come l’Amministrazione)!
L’Ufficio risorse umane del Comune è stato incaricato di fare la ricognizione tra arriva-remake-poliziotto-alle-elementari-229183-1280x720tutti i dipendenti dell’Ente di fascia C che, indipendentemente da dove siano attualmente posizionati e impiegati, siano in possesso di titoli di studio che abilitino all’attività lavorativa negli asili nido e materne.
Una volta individuati (i famosi “insegnanti imboscati”, come li chiama Brugnaro!), ecco che si possono spostare a “coprire i buchi” dei servizi educativi lasciati vacanti dalle/-gli insegnanti supplenti, lasciate a casa senza il rinnovo del contratto.
Ed ecco magicamente le scuole aperte!
Che differenza può fare, per i cittadini, che ad accogliere i propri figli all’asilo ci siano degli operatori qualificati, formati e aggiornati, oppure dei dipendenti comunali che, al di là del titolo di maturità conseguito a 19 anni, nella vita hanno poi fatto tutt’altro?
Come si può avere così scarsa considerazione dell’educazione dei bambini da ritenere che tale compito possa essere svolto da qualunque dipendente comunale, magari ottimo operatore video, zelante vigile urbano, o preciso e preparatissimo addetto dell’ufficio anagrafe, che però nella propria vita lavorativa, ovviamente, non si è mai occupato di educazione e magari non ha mai cambiato un pannolino in tutta la sua esistenza?
Quale livello di distorsione può ipotizzare fattibile che i bambini tra gli 0 e i 6 anni siano accompagnati nella loro crescita da adulti che, nonostante siano ottimi lavoratori, magari anche ultrasessantenni, oppure operatori che fino al giorno prima hanno supportato importanti servizi sociali come quelli di riduzione del danno o progetti di sostegno al reddito o contrasto del disagio degli adulti, NON SONO MAI STATI DEGLI INSEGNANTI?
Stasera-in-tv-su-Rete-4-Un-poliziotto-alle-elementari-con-Arnold-Schwarzenegger-2Evviva la qualità dei servizi!!
I Cobas del Comune di Venezia denunciano questa scelta politica dell’Amministrazione, giudicandola assurda e offensiva nei confronti dei cittadini, prima ancora che dei dipendenti.
Il Comune dispone di ottime/i insegnanti (purtroppo molte/i ancora precarie/i) che, indipendentemente dalla tipologia di contratto, sono ogni anno formate/i e aggiornate/i per svolgere al meglio le loro funzioni e garantire alla cittadinanza (ai minori, prima di tutto!) un servizio di scuola dell’infanzia di ottima qualità.
Il Sindaco, invece che arrabattarsi in rocamboleschi e improbabili tentativi di tamponamento dei problemi, farebbe bene a preoccuparsi seriamente del tema del precariato dell’Ente, impostando un piano serio di deprecarizzazione, a partire dal settore scuola, ma non solo, come richiesto dai Cobas, dalla RSU e da tutti i sindacati, perché il rischio chiusura dei servizi educativi è solo il primo esempio dell’importanza strutturale del contributo di tutti i colleghi precari al funzionamento dei servizi alla città.
Infatti, sono ancora 150 circa le colleghe e i colleghi (150 famiglie di questa Città!) oggi servizio presso l’Ente, ma con un contratto in scadenza entro la fine dell’anno.
I Cobas, insieme ai genitori che vorranno unirsi alla lotta, seguiranno questa vicenda per impedire l’ennesimo scempio dei servizi alla città.

 

Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia

unnamed3

Su la testa! Ora basta con le prepotenze della Giunta Brugnaro – Comunicato del 20 luglio 20126

SU_LA_TESTADopo il taglio degli stipendi, la disdetta unilaterale del contratto decentrato, la mancata predisposizione di un piano di deprecarizzazione, dopo una riorganizzazione che sconquassa letteralmente la macchina comunale, ora arriva l’abrogazione del Regolamento di Gestione del Personale. Si tratta dell’ennesimo colpo di mano della Giunta Brugnaro che definire arrogante è ancora ben poca cosa. Il provvedimento (la delibera di Giunta 186/2016) arriva infatti come una beffa nel bel mezzo delle proteste delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune che da mesi si stanno mobilitando.
Le conseguenze immediate di questo atto ricadranno in primo luogo sui dipendenti per i quali, oltre a tutto il resto, ora c’è il concreto rischio di vedersi sottratti i buoni pasto, di dover tenere aperti gli uffici anche il sabato o in non si sa quali orari, e di non poter più fare affidamento sulla cosiddetta flessibilità di orario in ingresso e in uscita. Tutte conquiste ottenute con anni di lotte non solo a beneficio dei lavoratori, ma anche a vantaggio della qualità e fruibilità dei servizi che per anni sono stati il fiore all’occhiello di Venezia e che invece oggi vengono smantellati pezzo per pezzo dal Sindaco e dai suoi accoliti.

Dichiarare che sarà su base volontaria l’accettazione dell’ampliamento dell’orario di lavoro e la conseguente retribuzione riporta indietro di mezzo secolo le relazioni tra lavoratori e Amministrazione, ed anche le relazioni familiari dei dipendenti.

I lavoratori non sono fermi a tutela dell’esistente, sono disponibili al cambiamento finalizzato al miglioramento della qualità dei servizi, ma questo è possibile solo con un confronto leale e rispettoso di tutte le professionalità in campo.

Dietro alla cortina fumogena della propaganda a buon mercato contro i dipendenti pubblici “fannulloni” da parte di chi si è arricchito in questi anni somministrando contratti di lavoro sottopagati e senza tutele, si cela infatti un piano ben preciso: svendere il patrimonio pubblico e privatizzare i servizi. Progetto messo in atto già dai primi giorni di governo procedendo al taglio degli stipendi e attuando gli aumenti delle tariffe dei servizi che il Commissario aveva predisposto ma non applicato.

Questo è infatti quello che accadrà e che sta già accadendo nel momento in cui, non solo con i tagli, ma anche con manovre azzardate, operate in modo unilaterale, si disarticola la complessa struttura che fino ad oggi ha retto la Città di Venezia, senza alcuna logica funzionale e, soprattutto, senza il confronto con chi lavora in questa struttura da anni e ne conosce nel dettaglio tutti gli aspetti, positivi e negativi.

È scontato che le ricadute di queste scelte negative andranno a colpire ancora una volta tutta la cittadinanza, comprese le fasce più deboli della popolazione: le famiglie che hanno subito gli aumenti dei ticket per la mensa e trasporti scolastici, delle rette degli asili nido, i precari, a cominciare da quelli della scuola, i lavoratori, i cittadini senza più il riferimento delle Municipalità.

Le lavoratrici e i lavoratori non sono così ingenui da cascare nel tranello che “i meritevoli” saranno quelli che lavoreranno su base volontaria! È solo ipocrisia privare i lavoratori del giusto compenso, costringendoli a rincorrere briciole di salario integrativo a discapito della qualità della vita personale e delle relazioni lavorative tra colleghi.

Sappia il Sindaco Brugnaro che le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Venezia non sono per nulla intimoriti dai suoi volgari anatemi e, anzi, che la rabbia provocata dalla sua prepotenza è benzina a sostegno della lotta contro le sue prevaricazioni. Sappia la Giunta Comunale che le lavoratrici e i lavoratori ritengono la dignità e la qualità della vita valori che intendono difendere e che nonostante le continue provocazioni e prepotenze non ci piegheranno.

SU LA TESTA!

Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia.

Incontro in Prefettura del 5 luglio 2016 e aggiornamento prossimi appuntamenti

COBAS CCDI raffreddamentoSi ricordano i prossimi appuntamenti, decisi in modo unitario da RSU e OO.SS.:

  • venerdì 8 luglio ore 13:45-14:30 doppio presidio/flash mob in contemporanea davanti a Cà Farsetti e municipio di Mestre. arriverà comunicazione a tutti i colleghi nella quale si chiede di timbrare alle 13:00 e recarsi in presidio in uno dei due Municipi dalle 13:45 per circa mezz’ora.
  • lunedì 11 luglio assemblea generale 12:00-14:00 c/o municipio Mestre e corteo/manifestazione fino a piazzetta Pellicani per incontro/assemblea pubblica con parlamentari.
  • si ipotizzano uno sciopero e/o altre forme di lotta/protesta a breve e medio periodo, da concordare con i lavoratori durante i presidi.

Attenzione! Dopo la manifestazione il Sindaco ha dichiarato “la maggior parte dei dipendenti è con noi!”

(vd Corriere del Veneto 06.07.2016, pag. 10).

È importante che ognuno legga bene i comunicati e prenda posizione: ogni singola presenza/assenza sarà utilizzata dalla propaganda.

A questo link il verbale sintetico dell’incontro del 5 luglio C/O la Prefettura di Venezia, per la procedura di raffreddamento e conciliazione a seguito della dichiarazione dello stato di agitazione da parte della RSU e OOSS.

Da segnalare alcuni punti non verbalizzati nell’allegato, ma emersi:

  1. i parlamentari di riferimento per la questione affermano che il 18 luglio è l’ultima data utile per l’approvazione del “Salva – Venezia” (l’emendamento verrà presentato in commissione il 9 luglio per arrivare in parlamento appunto il 18). Se dovesse andare male, l’A.C. dovrà fare un assestamento di bilancio entro il 31 luglio per reperire 18 milioni di € ed evitare lo sforamento.
  2. solo se sarà approvato il “Salva – Venezia” verremo riconvocati ai tavoli di trattativa, se no la stessa è chiusa e il nuovo contratto decentrato, approvato unilateralmente da A.C., avrà effetto retroattivo dal 01/01/2016.
  3. L’ A.C. afferma che le risorse economiche per l’assunzione dei precari sono a bilancio. Non si pronuncia invece sulla questione specifica esposta dai sindacati, ossia che, con o senza il “Salva – Venezia”, senza un piano di de precarizzazione (ad oggi confermato che non c’è) le risorse economiche a bilancio non sono utilizzabili per le stabilizzazioni dei nostri colleghi precari, ma solo per eventuali nuove assunzioni di tempi determinati (a pensar male vengono in mente i “magnifici 70 pistoleri” della polizia locale promessi e sbandierati in nome della sicurezza).
  4. in generale l’A.C. si nasconde dietro l’approvazione del provvedimento governativo, tralasciando di esprimersi su tutte le questioni che riguardano invece la diretta responsabilità/competenza, a prescindere dal “salva Venezia”: il contratto disdettato a novembre dello scorso anno, la convocazione per il nuovo decentrato solo a metà maggio e la chiusura unilaterale del contratto con valore retroattivo dal 01/01/2016, l’attuale mancanza di un piano di de precarizzazione richiesto da anni dal sindacato e il mancato coinvolgimento sulla riorganizzazione, l’uso/abuso degli straordinari e di altri istituti secondo le “vecchie regole”, e di contro la mancata erogazione della produttività organizzativa con le stesse “vecchie regole” contrattuali e regolamentari.

Resta ben inteso che, anche qualora dovesse arrivare un decreto  “Salva – Venezia”, non vi è nessuna garanzia sul fatto che tutti i precari verranno assunti/rinnovati (per quanto scritto sopra e ricordando le famose dichiarazioni del Sindaco di dicembre scorso) né che le somme che verranno aggiunte al fondo variabile (circa 3,5 mil di euro) verranno distribuite a tutti anziché solo a chi sarà eccellente e avrà idee vincenti. Quindi, al di lá di tutto, speriamo che il decreto governativo arrivi quanto prima nella consapevolezza che non sarà sufficiente per dirci soddisfatti.

Ricordiamo infatti che la parte fissa del fondo potrebbe già esser distribuita tra i dipendenti e che potremmo sederci ad un tavolo a discutere di precariato anche senza “Salva – Venezia”: troppo facile nascondersi dietro  a quest’ultimo per provare a legittimare quasi ogni scelta unilaterale messa in campo.

 

COBAS – Autorganizzati del Comune di Venezia

Il sindaco vuole pagare per le idee dei comunali? I Cobas gliele regalano!

PROPOSTE DA UN CONFRONTO CREATIVO ORGANIZZATO FRA I LAVORATORI SUL CONTRATTO INTEGRATIVO

regalo dai cobas!Idee vincenti e organizzazione del lavoro? Dai Cobas IN REGALO tutto quello che avreste dovuto sapere dai dipendenti ma non avete mai osato chiedere!

Il 26 febbraio 2016, fuori dall’orario di lavoro, impiegando il nostro tempo libero, abbiamo organizzato un pomeriggio di discussione aperta sul funzionamento della macchina comunale, sui problemi che incontriamo sul luogo di lavoro e sulle possibili soluzioni da adottare per migliorare il funzionamento dell’amministrazione e il benessere lavorativo dei dipendenti.

A questa giornata, aperta a tutti i dipendenti, hanno partecipato sia iscritti e simpatizzanti Cobas che dipendenti interessati alla discussione.

Il risultato di questa discussione è un report che trovate allegato a questa mail e che riteniamo doveroso donare a questa amministrazione, alla sua struttura tecnico-amministrativa, ai suoi organi politici e alle rappresentanze sindacali.

Rifiutiamo il principio che vuole far passare questo sindaco di sottrarre parte del sempre più esiguo stipendio accessorio (di un contratto retributivamente fermo ormai da molti anni) per mettere in competizione i colleghi su chi per primo riuscirà a compiacere il “principe” di turno (il capo,  il superiore, il sindaco?)  sulla base di non meglio precisati criteri. Lo rifiutiamo perché siamo lavoratori responsabili e riteniamo doveroso mettere a disposizione le nostre competenze, le nostre capacità ed il nostro ingegno per migliorare la qualità dei servizi che offriamo al cittadino e la qualità del nostro ambiente di lavoro.

Rifiutiamo una filosofia che dice di voler premiare i più capaci (o forse saranno i più scaltri?) a discapito di tutti gli altri.

Crediamo invece che il miglioramento e l’innovazione dei processi lavorativi abbiano origine da un serio progetto di formazione e aggiornamento continui dei lavoratori di tutti i livelli, accompagnato da l’incentivazione e il rafforzamento dello spirito e della forma cooperativa tra colleghi, valorizzando al massimo e in modo oggettivo tutte le competenze a disposizione.

Rifiutiamo la legge della giungla che ricompensa gli “arrampicatori a suon di colpi bassi” e gli amici degli amici; promuoviamo una città solidale a partire dal suo (bene) Comune costruita sul dialogo e il confronto aperto a tutti.

Questo lavoro ne è una dimostrazione (e non sarà l’ultima).

Invitiamo tutti i dipendenti che condividono questo proposito ad inviare le loro idee per migliorare l’amministrazione all’indirizzo autorganizzati.comune.venezia@gmail.com, provvederemo a pubblicarle e ad integrarle nelle nostre riflessioni, gratuitamente (!) ed in forma anonima sul nostro sito web.

Un sentito ringraziamento a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che hanno partecipato alla realizzazione di questo lavoro.

COBAS – Autorganizzati del Comune di Venezia

> Scarica il Report Cobas CCDI partecipato 2016 (pdf, 848 KB)

Quinto (e ultimo?) incontro tavolo trattativa per il rinnovo del contratto decentrato – 26 giugno 2016

COBAS CCDI V incontro-ROTTURAQUINTO INCONTRO: IL TAVOLO SI E’ ROTTO!

Il V Tavolo di trattativa per il rinnovo del Contratto Decentrato si è aperto con la richiesta da parte sindacale di avere risposta alle 4 precondizioni poste all’ultimo tavolo e approvate anche dall’Assemblea generale dei Lavoratori di martedì 22 u.s., che riportiamo per comodità:

  1. Allocazione a bilancio delle risorse economiche necessarie alla copertura del turnover e del processo di deprecarizzazione (ancora pendente la richiesta unitaria da parte sindacale di convocazione di un tavolo sul tema);
  2. Stanziamento nel fondo di produttività delle risorse economiche necessarie a portare il fondo al livello massimo consentito dalla normativa;
  3. Applicazione per tutti i dipendenti dei contenuti del Contratto decentrato disdettato, ma ancora vigente fino alla sottoscrizione del nuovo;
    [quindi, anche sospensione immediata e per la durata della sessione negoziale, di tutti gli atti unilaterali da parte dell’AC nei confronti del personale e di utilizzo del fondo di produttività – vedi utilizzo ore di straordinario, ecc…];
  4. Pagamento della produttività organizzativa del primo semestre del 2016, secondo le regole del contratto disdettato, ma appunto ancora vigente;

Come era, purtroppo, prevedibile la DTPP ha dato risposta negativa a tutte le 4 precondizioni, dichiarando di non avere neppure l’intenzione di discuterne.

Così come da mandato dell’Assemblea generale dei lavoratori, la RSU e le Organizzazioni sindacali presenti al tavolo hanno dichiarato la non sussistenza delle condizioni minime necessarie per poter aprire la fase di contrattazione.

Di conseguenza, le trattative, così come impostate fino ad ora dall’AC, sono sospese.
Come Gruppo Cobas riteniamo estremamente grave l’atteggiamento dimostrato dalla DTPP: il non voler aprire, neppure minimamente, alcuna forma di dialogo con i dipendenti è non solo inaccettabile, ma, addirittura inspiegabile se non riconducendo il tutto ad una sterile e provocatoria “prova di forza”, coerente con la demagogia populista di cui è impregnata questa Amministrazione.

Nonostante i proclami di fantomatici “rivoluzionari cambiamenti”, ancora una volta non si fa altro che colpire duramente chi ha meno strumenti per difendersi e chi non ha alcuna responsabilità nei processi decisionali del nostro Ente: è molto più facile tentare di far quadrare i conti, tagliando la produttività ai dipendenti del comparto o non prevedere risorse per rinnovare i contratti a termine dei colleghi precari, piuttosto che affrontare i veri problemi organizzativi e gestionali del Comune!

Davvero complimenti a questi geniali “capitani d’industria”!

Nel frattempo, tutto resta immutato: la macchina comunale è impantanata da più di un anno, la follia delle esternalizzazione di risorse e servizi prolifera indisturbata, ingrossando i profitti dei soliti noti, nulla è stato modificato nel sistema “malato” delle società partecipate che continuano indisturbate a succhiare risorse dal bilancio comunale.

A nostro avviso non c’è più scusa che regga (in realtà, per noi, non c’è mai stata!).

L’Amministrazione, con la sua chiusura assurda e totale ci obbliga a passare alle “maniere forti” (come si fa a non concedere nemmeno un tavolo di confronto su quali intenzioni abbia questa Amministrazione nei confronti dei SUOI dipendenti con contratto a termine?! Neanche avessimo chiesto di assumerli tutti domani!!).

Da oggi, se vogliamo che questa amministrazione cambi atteggiamento verso di noi e se vogliamo vedere qualche apertura (dalla produttività ad un nuovo contratto decentrato decente) dobbiamo, per forza, farci sentire e vedere. Non abbiamo altro mezzo che obbligarli a trattare (ma per davvero!) con i propri dipendenti!

Esattamente come per il “salva Venezia” dello scorso anno, o, più di recente, in occasione dell’ultimo assestamento di bilancio del 2015 (27 novembre – interruzione del consiglio comunale da parte dei dipendenti: ottenuti i famosi 2 milioni aggiuntivi sul fondo 2015), dobbiamo mobilitarci. Tanti! Tutti! E con forza!

Per cominciare, siamo TUTTE/I caldamente invitati a PARTECIPARE all’Assemblea + corteo
LUNEDI 04 LUGLIO 2016, dalle ore 12:00 – 14:00 Sala San Leonardo
È veramente importante che tutti partecipino! Convincete anche gli indecisi!

La mobilitazione si costruisce e si vince insieme!

Cobas – Autorganizzati Comune di Venezia