I deliri di Brugnaro: la produttività? Solo alla CISL – comunicato del 25 febbraio 2017

Vorremmo proprio vedere la faccia degli avvocati di un sindaco che vuole pagare la produttività solo agli iscritti della Cisl, robe da non credere!

Ci auguriamo che quest’ultimo sindacato abbia la dignità di prendere subito le distanze da tali dichiarazioni degne di un latifondista dell’800.
Da parte nostra non possiamo che condannare duramente l’ atteggiamento antisindacale e intimidatorio tenuto dal sindaco, valutando di adire le vie legali.

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Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

[DOC] “CI VORREBBERO LE MAZZE” – Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

A più di un anno dall’insediamento della giunta Brugnaro proviamo a fare un bilancio provvisorio delle politiche e sulle azioni che hanno caratterizzato l’azione amministrativa sul tema della sicurezza pubblica. Politiche ed azioni basate principalmente sulla militarizzazione dello spazio pubblico e sulla persecuzione delle categorie socialmente più fragili che non sembrano dare i frutti promessi in campagna elettorale.

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“CI VORREBBERO LE MAZZE”

Sicurezza e spazio pubblico durante il mandato Brugnaro

 

Sin dalle prime battute di campagna elettorale la sicurezza è stata uno dei cavalli sui quali Luigi Brugnaro ha scommesso per la cavalcata vittoriosa verso Ca’ Farsetti e uno dei temi sui quali più si è impegnato da sindaco nella politica locale e nazionale. Sarà quindi sicuramente utile dopo più di un anno di governo tentare di ricostruire l’insieme delle politiche e delle azioni messe in campo e cercare di verificarne gli esiti.
Il sindaco non difetta di schiettezza: il pensiero in termini di sicurezza è stato espresso dal diretto interessato in varie occasioni, tra cui durante l’ultimo festival della politica con il Ministro della Giustizia Orlando e con i sindaci di Verona, Vicenza e Treviso. In estrema sintesi, il pensiero del sindaco è che il “degrado” si possa combattere e la sicurezza urbana raggiungere, facendo rispettare le elementari regole di decoro urbano come il divieto di gettare sigarette o cartacce per terra o quello di lordare strade e piazze in occasione di manifestazioni o anche di celebrazioni come ad esempio le lauree. Per far rispettare queste regole, Brugnaro ha invocato più volte la concessione di poteri di polizia per se stesso e per i primi cittadini d’Italia, pena l’inutilità dell’azione repressiva. Più volte ha invocato la possibilità di poter chiudere in cella di sicurezza e di far rilasciare dietro cauzione tutti quei soggetti colpevoli di comportamenti devianti come ad esempio ubriachezza molesta, scippo, accattonaggio.

Una delle slides utilizzate durante la conferenza stampa di presentazione della legge

Una delle slides utilizzate durante la presentazione della legge

L’idea infine ha preso forma recentemente all’interno di una proposta di legge presentata dal deputato Andrea Causin alla Camera dei Deputati e prevede tra le altre cose l’attribuzione al Giudice di Pace la competenza a decidere su tutti gli illeciti costituiti da comportamenti contrari alla sicurezza urbana o che comunque provocano degrado urbano. Al di la’ dell’aleatorietà della proposta e della conseguente discrezionalità con cui potrà essere applicata (chi decide quando l’accattonaggio o l’ubriachezza sono molesti? Si può penalizzare “l’accattonaggio condotto da soggetti abili ed in età da lavoro” in un paese che vede una disoccupazione ampiamente sopra il 10% con punte del 40% per le fasce di età più giovane? Se si sanziona “l’abuso di sostanze alcoliche” bisognerà arrestare mezza città il sabato sera?). Il quadro che emerge è quello di una interpretazione del concetto di “sicurezza urbana” esclusivamente incentrato sulla pubblica sicurezza anziché sul concetto più ampio di sicurezza sociale che comprenderebbe anche azioni di prevenzione, accompagnamento e sostegno, in diversi contesti, dalla scuola alla strada, ai luoghi frequentati dai giovani, agli spazi pubblici frequentati da tutti i cittadini.

Entrando nel merito delle azioni messe in campo, accanto ad una intensificazione dei controlli di polizia nelle zone più calde della città (principalmente zone intorno alla stazione e al parco della Bissuola) resa possibile anche grazie all’aumento del numero di soldati messi a disposizione dallo stato, da bravo architetto ha basato la propria strategia di contrasto alla criminalità e al degrado sull’arredo urbano; in particolare la panchina sembra essere il peggior nemico del sindaco Brugnaro. Cadono una dopo l’altra la panchine di Piazzale Bainsizza, di Piazzale Giovannacci, di via Casona e una panchina in muratura in via Carducci abbattuta addirittura con la ruspa. La ruspa è tornata inoltre in scena per demolire i cubi del parco della Bissuola con una spesa di più di sessantamila euro utilizzati per depauperare il patrimonio pubblico. Continue reading

[DOC] Prove di privatizzazione del pubblico impiego – Il “modello Venezia”

Il patron di Umana, principale società italiana di somministrazione di lavoro interinale, nonché Sindaco di Venezia, ha iniziato la sua “rivoluzione”. Sopravanzando il processo di esternalizzazione dei servizi pubblici, sta preparando il terreno per una più ampia e diffusa “privatizzazione” dello stesso lavoro nel pubblico, applicando i principi ispiratori del lavoro precarizzato e flessibile che hanno animato il jobs act.

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PROVE DI PRIVATIZZAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO

Il “modello Venezia”

 

Entrare nell’atrio del palazzo comunale di Ca’ Farsetti a Rialto dà subito la percezione che qualcosa sia cambiato dopo l’insediamento della Giunta Brugnaro a maggio 2015. Regna un silenzio di tomba, tutto è asettico e stranamente “ordinato”; è sparita la grande bacheca dove non solo le organizzazioni sindacali lasciavano i loro comunicati, ma anche le associazioni del territorio e gli uffici stessi del Comune pubblicizzavano le loro iniziative di interesse pubblico. Perché Ca’ Farsetti era la Casa comunale, la Casa di tutti e tutte. E c’era sempre un gran viavai. Ora, soprattutto in occasione dei Consigli comunali, è sempre ben presidiato dalla polizia municipale, l’unico settore del Comune che, con il nuovo Piano occupazionale vedrà un aumento di organico. Gli addetti alla “sicurezza”, non solo sono stati costretti ad armarsi, nonostante il tentativo di obiezione di coscienza di molti operatori, ma, secondo il nuovo Regolamento della PM, dovranno essere ben selezionati, seguendo standard fisici e prestazionali rispondenti allo stereotipo dei migliori film polizieschi.

La rivoluzione della Giunta Brugnaro inizia proprio da qui. Da una parte fare passare l’idea che i problemi della città si possano risolvere con ordine, sicurezza e “lotta al degrado”; dall’altra che la causa principale dei malfunzionamenti dell’amministrazione siano causati dai dipendenti pubblici “fannulloni” e da una macchina amministrativa da cambiare. Cambiamenti certo necessari e auspicabili, ma in quale direzione? Il Sindaco, patron di Umana, una delle più grandi società di lavoro interinale d’Italia, ha un’idea ben precisa del lavoro: deve essere de-professionalizzato, interscambiabile, flessibile, precario, ricattabile e a basso costo. E l’organizzazione interna deve prevedere una solida “catena di comando”, ovviamente in mano sua. E’ forse per questo che vede nei sindacati meno accondiscendenti un odioso ostacolo. Perché, nel bene e nel male, riescono ancora ad organizzare i lavoratori e le lavoratrici, a farli uscire dall’isolamento e a contestare il suo pensiero, che li vorrebbe succubi e in competizione tra loro. Un vero “paròn”. Ed è così che tratta i 3000 dipendenti comunali, come se fossero tutti al servizio suo e non dei cittadini, adottando la leva del ricatto degli ordini di servizio, dei trasferimenti o dei demansionamenti alla dirigenza, o ad esempio legando l’erogazione di incentivi alla presentazione delle migliori “idee vincenti”, come se il lavoro e la professionalità fossero un gioco a premi. Continue reading