La solidarietà a singhiozzo del consigliere Crovato – comunicato del 21 marzo 2018

EGREGIO CONSIGLIERE, TUTTI I LAVORATORI HANNO PARI DIGNITÀ: SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI COIN

Abbiamo letto con sincero interesse e concordiamo con quanto ha scritto il consigliere Crovato in una recente interpellanza con cui chiede, assieme al consigliere Fiano, che codesta AMMINISTRAZIONE, il sindaco e l’assessore competente prendano in considerazione il futuro incerto dei lavoratori di COIN che non possono essere soggetto passivo di una disputa anche familiare, oltre che economica.

Crediamo che tutti i lavoratori pubblici o privati abbiano pari dignità di trattamento e considerazione, soprattutto in casi così gravi.

Per questo ci sarebbe piaciuto che il consigliere Crovato avesse utilizzato tale solerzia anche per prendere le difese di tanti altri lavoratori che, nella nostra città, stanno vivendo lo stesso dramma e, proprio nella convinzione che il consigliere possa essere del nostro stesso avviso, siamo cortesemente a chiedergli di farsi promotore di ulteriori e analoghe iniziative affinché l’Amministrazione, il Sindaco e l’Assessore al Personale prendano in considerazione anche il presente incerto di tanti altri lavoratori.

Pensiamo agli ex precari del Comune che non possono continuare ad essere soggetto passivo di una disputa pregiudiziale senza che vi siano problemi economici o normativi che oggi ostacolino la loro riassunzione (il d.lgs 75/2017 c.d. “Madia” offre ampie possibilità di intervento), e per i quali chiediamo da mesi che venga predisposto un adeguato piano, anche triennale, che garantisca la riassunzione di tutti e 97 (e non solo dei 37 previsti) gli ex dipendenti del Comune, oggi disoccupati.

Pensiamo, allo stesso modo, ai lavoratori della Fondazione Musei.

Due casi emblematici, che riguardano centinaia di lavoratori, su cui la maggioranza al governo della città, di cui il consigliere Crovato fa parte, avrebbe sicuramente potuto far di più.

Perché riconoscere il primario interesse per il mantenimento del tessuto commerciale e produttivo della città antica, come giustamente scrive il consigliere, significa per noi tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori che in città lavorano e quindi la vivono e la animano.

Il nostro pensiero, la nostra vicinanza e solidarietà vanno oggi anche alle lavoratrici e lavoratori di COIN, con l’augurio sincero che la richiesta del consigliere possa andare a buon fine servendo, magari, da viatico per risolvere anche le altre vertenze sopra citate.

 

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

I Cobas stanno con la Vida – comunicato del 7 marzo 2018

#iostoconlaVidaNon vogliamo spendere più di una parola per criticare il solito, sproporzionato dispiegamento di forze dell’ordine, organizzate su più turni di almeno 80 persone alla volta tra Polizia di Stato, Carabinieri e Finanzieri, “messo in campo” lunedì per provare a mettere fine alla favolosa esperienza condivisa dell’Ex Teatro di Anatomia – Vida. Perché quello che lasciano certe storie non si cancella con uno sgombero o con qualche denuncia. E la Vida è una di queste storie fantastiche, un esempio di volontà popolare nata dal basso.

E per questo motivo, come Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia, un sindacato di base nato dal basso, non potevamo che amare questa storia. Alcuni di noi hanno partecipato alla gestione, altri c’erano col pensiero, di sicuro da parte nostra va un grandissimo ringraziamento ed abbraccio a chi ha dato del suo per rendere concretamente più vivibile la città, per renderla migliore contro le logiche schiaccianti di chi la vede ormai morta e irrimediabilmente succube del turismo.

Esperienze come le nostre continueranno ad incrociarsi perché, da questa storia, vediamo un solo vincitore: la Vida e tutta la sua comunità di riferimento – cittadini, studenti, visitatori e abitanti da 0 a 99 anni – che l’ha vissuta con orgoglio e entusiasmo, e che continuerà ad impegnarsi per un’idea di città che condividiamo ed appoggiamo in pieno.

Come gruppo e sindacato abbiamo denunciato più volte come, sotto la falsa scusa del ripianamento del debito pubblico, si sia continuato anche a Venezia a privatizzare luoghi pubblici e a togliere diritti e servizi alla comunità cittadina. In seguito alle nostre vicissitudini sindacali abbiamo imparato a non fidarci minimamente di quest’Amministrazione, che non si è fatta sfuggire occasione per facilitare l’espansione di interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Speriamo di essere smentiti, ma probabilmente anche per la Vida il Comune di Venezia abdicherà al suo compito di portatore degli interessi pubblici e comuni, rispondendo che, in questo specifico caso (ma la lista è lunga), la proprietà non è del Comune.

Noi Lavoratori del Comune di Venezia ci uniamo alla richiesta della comunità della Vida e sollecitiamo la maggioranza che temporaneamente amministra il Comune di Venezia ad agire da subito, seppur in ritardo, per quanto di sua stretta competenza, iniziando da un esplicito rifiuto al cambio di destinazione d’uso dell’ex Teatro a tutti noi caro, per poi arrivare ad un concreto e pieno ripristino delle condizioni per la residenza e dei diritti di cittadinanza a Venezia.

Un’Amministrazione pubblica, sia essa comunale, regionale o statale (e demaniale!), deve infatti decidere da che parte stare: se essere mera esecutrice di processi di espropriazione, in un ciclo senza fine di progressiva sottrazione, formale e sostanziale, anche di spazi di democrazia; oppure, come noi pensiamo, cogliere esigenze e istanze della sua comunità, riconoscersi come prima rappresentante degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi, riappropriandosi della propria funzione pubblica e sociale.

Noi abbiamo deciso da tempo e stiamo con la Vida. Grazie ancora a tutt*, ci vediamo in campo!

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia