Colpito nel segno: missiva respinta al mittente e risposta con i ricorsi in massa!

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Brugnaro, lettera respinta!Riceviamo con piacere la (oscena!) lettera del Sindaco Brugnaro…e la rispediamo al mittente!

Non tanto per le belle parole di facciata su quanto rispetti i lavoratori e le lavoratrici del Comune di Venezia e di come intenda premiarne il lavoro svolto, ma perché evidenzia che i numerosi ricorsi dei dipendenti contro il sistema della valutazioni hanno colpito nel segno! Da bravo opportunista e imbonitore, il Sindaco prova a richiamare a sé le “pecorelle” che si sono smarrite per stare dietro ai “sindacalisti”, già più volte vilipesi, proponendo, lui, inaccoglibili atti di fede.

Vi invitiamo quindi a respingere questo nuovo tentativo di manipolazione a base di bastone e carota inviando il ricorso predisposto dalla RSU contro il meccanismo di valutazione illegittimo e offensivo.

In questa pagina trovate i moduli e le istruzioni per presentare il ricorso.

La realtà dei fatti la conosce bene anche il più disattento dei dipendenti, perché è quella che ognuno di noi quotidianamente vive.

È realtà la situazione dei 120 precari volontariamente lasciati a casa da questa amministrazione.

È realtà la situazione delle centinaia di dipendenti parcheggiati in attesa di nuovi indirizzi da questa amministrazione, a partire dai molti ex dipendenti delle ormai abolite municipalità.

La realtà infine si presenta crudamente il 21 di ogni mese nella forma di un cedolino sempre più magro, già decurtato a tre quarti rispetto a quanto veniva corrisposto fino a non più di tre anni fa, anche in conseguenza delle scelte fatte da questa amministrazione.

Immaginiamo in effetti che la realtà del Sindaco Brugnaro sia abbastanza diversa da quella descritta sopra, ma per sommi capi la nostra è questa.

Forse il Sindaco si è risentito perché non tutti i lavoratori hanno deciso di seguirlo nel suo “gioco a premi”, quello delle idee vincenti e delle eccellenze che serve solo a mettere in competizione tra loro i lavoratori per spartirsi la sempre più magra torta del salario accessorio. Ma l’alone di opacità che circonda questo sistema di valutazione, non essendo mai stati individuati criteri chiari ed oggettivi, evidentemente non ha convinto, perché permette troppo facilmente di scambiare il merito per piaggeria verso il potente di turno, confondendo irrimediabilmente le due categorie a discapito innanzitutto dei meritevoli.

Come Cobas insistiamo nel segnalare come la definizione di talento sia quantomeno equivoca non essendo oggettivamente misurabile e ribadiamo quanto già proposto in passato, ovvero di considerare le competenze e capacità professionali, riconoscibili e verificabili, oltre che ampliabili nel numero, e nell’efficacia dell’organizzazione gestionale dei processi: più questa è efficiente, più il beneficio delle competenze interne al sistema sarà maggiore. Più l’organizzazione dei processi lavorativi sarà correttamente impostata, più ci sarà la possibilità di aumentare le capacità professionali di ognuno, creando così un circolo virtuoso, potenzialmente a crescita costante.

Forse, ancora, a Brugnaro sfugge che i dipendenti pubblici hanno ben chiaro che i loro interlocutori finali non sono certo il Sindaco o l’Assessore di turno, ma i cittadini, con i quali tentano di mantenere un rapporto positivo, nonostante che le sue continue uscite sui mezzi di comunicazione e sui social, costantemente denigratorie nei loro confronti, non aiutino certo a questo scopo. Ed è proprio per onestà e rispetto verso i cittadini, che intendono denunciare e perseguire, anche per vie legali, ciò che ritengono ledere i principi di legalità, correttezza, trasparenza. E non certo per “ubbidire a sindacalisti politicizzati”, ma nel pieno rispetto dei principi democratici e del diritto Costituzionalmente riconosciuto, sia per i dipendenti che per i rappresentanti sindacali, di esprimere la propria contrarietà rispetto a scelte datoriali ritenute controproducenti, dannose, offensive della propria dignità lavorativa, o addirittura illegittime.

E’ in questo senso che, come lavoratori e lavoratrici di questo ente, respingiamo al mittente la missiva del Sindaco.

Chiudiamo con il ricordare al Sindaco il significato della parola “trattativa”, da lui pomposamente richiamata, sulla quale evidentemente abbiamo due concezioni abbastanza diverse. Trattativa (da la Treccani) è la fase preliminare e preparatoria di un contratto, di un accordo, di un patto o di un trattato, nella quale con una serie di incontri e di colloqui, di discussioni, di proposte e controproposte, se ne concorda la forma definitiva.

Nel precisare di seguito, per dovere di verità, i reali fatti avvenuti durante la sua amministrazione in materia di trattativa sindacale, consigliamo al Sindaco e ai suoi delegati di parte pubblica di imparare a sedersi al tavolo con maggiore disposizione di dialogo, maggiore propensione a motivare in modo serio e puntuale le proprie scelte, maggiore capacità di presentare nei tempi delle proposte chiare sulle quali instaurare una trattativa costruttiva per tutti. Solo in queste condizioni, come RSU Cobas, nell’esclusivo interesse dei lavoratori e lavoratrici che rappresentiamo, siamo disponibili a sederci intorno a quel tavolo.

Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

Tabella di confronto fra le “realtà” divergenti (clicca per ingrandire)

Colpito nel segno tabella

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