Assolti o non assolti, tutti coinvolti – comunicato CobasVenezia 15 settembre 2017

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×

Con la sentenza emessa ieri dal Tribunale di Venezia si chiude una parte importante dell’inchiesta penale sul sistema MOSE.

Al di là delle motivazioni che hanno portato alle condanne o alle assoluzioni degli imputati, quello che emerge da tutta questa vicenda è che il MOSE e il monopolio del Consorzio Venezia Nuova sono stati l’architrave sul quale è stato costruito negli anni un vero e proprio sistema di potere; un blocco politico e economico, spesso malavitoso e fraudolento, che grazie alla corruzione sistematica e alla redistribuzione pilotata di ingenti finanziamenti pubblici è stato in grado di impossessarsi del controllo della Regione e di Venezia.

Questa grande opera, nata a parole per salvare la Città dalle acque alte, l’ha invece fatta sprofondare nel fango. Non si tratta solo della vergogna per lo scandalo, ma piuttosto del degrado culturale, politico e etico che ha avvelenato l’intera Città lagunare, fino da ultimo a spalancare le porte del suo governo a un Sindaco inqualificabile come Luigi Brugnaro.

Il MOSE, oltre che un’opera mostruosa il cui funzionamento ed efficacia sono ancora tutti da dimostrare, è stato ed è una vera e propria “mangiatoia” presso la quale si sono riforniti in tanti. Che questo sia avvenuto in modo lecito o illecito fa poca differenza; la responsabilità politica di chi ha costruito o sostenuto un sistema così perverso in grado di sottrarre miliardi di euro pubblici che avrebbero potuto e dovuto essere impiegati per risolvere i veri problemi della Città e del suo territorio, rimane incancellabile. Ed è una responsabilità che sta in capo sia al centro-destra che al centro-sinistra.

L’inchiesta e la sentenza ribadiscono questa verità, ma certo non rendono giustizia ai tanti veneziani e ai tanti lavoratori costretti ora a pagare un conto troppo salato in termini di tasse, tagli ai servizi, licenziamenti, riduzione dei salari.

 

CobasVenezia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *