Il Sindaco sbatte la porta in faccia ai lavoratori! Il sindacato che fa…concilia? – comunicato del 26 gennaio 2018

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Il sindacato che fa? ..concilia?!?

L’Amministrazione Brugnaro ancora una volta chiude le porte in faccia ai lavoratori! All’udienza di questa mattina ha infatti comunicato di non volere accettare la conciliazione proposta dalla Giudice che avrebbe permesso di ripartire con una nuova trattativa per il Contratto decentrato il 2018-2020, accogliendo quanto richiesto dai lavoratori con il referendum e le assemblee.

Ma ricostruiamo un po’ la storia: la decisione odierna del Giudice riguarda l’opposizione che i Sindacati (OOSS) avevano fatto all’ultima sentenza di respingimento emessa dal Tribunale in seguito al ricorso per comportamento antisindacale (ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) presentato da tutti i sindacati (tranne la solita CISL) contro l’Amministrazione Comunale. Il ricorso era stato presentato contro il nuovo decentrato ri-firmato da Comune e CISL che, nonostante la condanna da parte del Tribunale del Lavoro, riproponeva esattamente gli stessi contenuti, proprio quelli sonoramente bocciati dai lavoratori (98,5 %) con il Referendum di maggio.
Nel frattempo lo scorso ottobre la procedura di raffreddamento prefettizia andava a buon fine grazie all’accordo siglato tra l’Amministrazione e tutte le OOSS ad eccezione dei COBAS che, ritenendo incoerente ripartire dalla piattaforma CISL respinta dal referendum dei lavoratori con più di 2000 voti contrari, tenevano in piedi lo stato di agitazione: quell’accordo è stato un passo indietro clamoroso rispetto al mandato chiaramente espresso dai lavoratori in assemblea, e che puntualmente si è tradotto nelle trattative al ribasso di questi ultimi mesi.

Va sottolineato che proprio il rifiuto dei COBAS a ritirare lo stato di agitazione è stato uno degli elementi decisivi per mantenere in piedi il processo perché ha dimostrato, in sede di udienza, che la conflittualità non poteva dirsi superata.

Per i COBAS  il rifiuto di conciliare da parte dell’Amministrazione rappresenta l’ennesimo gravissimo affronto a corrette e oneste relazioni sindacali e quindi una gravissima offesa a tutti i dipendenti.

Inoltre, il rinvio dell’udienza fino al 9 maggio p.v. rischia di rendere inutile la prosecuzione dell’azione legale, mettendoci di fronte ad un nuovo fatto compiuto.

E proprio su questo aspetto i COBAS chiedono di fronte a tutti i lavoratori come le altre sigle sindacali intendano proseguire.

Per i COBAS, restano ferme più che mai le rivendicazioni sancite da tutti i dipendenti, in continuità e in coerenza con tutte le assemblee e mobilitazioni degli ultimi 3 anni, clamorosamente sancite dall’ultimo Referendum:

  • aumentare i finanziamenti per il fondo produttività per recuperare il più possibile i tagli degli ultimi anni;
  • reintrodurre l’utilizzo dei giustificativi per malattia in caso di visite mediche specialistiche o di terapie;
  • riconoscere i permessi orari che coprono i tempi di percorrenza per recarsi alle assemblee sindacali;
  • mantenere l’attuale assetto dell’orario di lavoro (con tutte le varianti adesso previste) in luogo di quello “spezzato” che vorrebbe introdurre Brugnaro;
  • definitiva eliminazione dell’istituto illegittimo idee vincenti, finanziate con il fondo di produttività dei dipendenti!
  • introdurre un sistema di misurazione della performance e della produttività che incentivi la cooperazione, piuttosto che la competizione tra i lavoratori (ad es. 90% della produttività legata alla performance organizzativa e solo il 10% a quella individuale);
  • approvare un piano serio per la riassunzione in tempi rapidi degli ex colleghi precari rimasti a casa;
  • reinserire nel contratto decentrato tutti gli aspetti organizzativi e regolamentari che sono stati in questi anni estrapolati per normarli attraverso regolamenti specifici di competenza della Giunta, sottraendoli così al sacrosanto confronto con RSU e OO.SS (come telelavoro, comparto scuola, Polizia Municipale… ecc…);
  • introdurre strumenti di innovazione tecnologica e organizzativa (smart working), per una migliore conciliazione dei tempi vita – lavoro e apertura di un confronto serio sul così detto welfare aziendale.

Questi sono i punti di cui i COBAS si faranno carico nel prossimo tavolo di trattativa.

Qualsiasi trattativa che si voglia definire seria non potrà che ripartire da questi contenuti, inserendoli in modo chiaro e inequivocabile nel prossimo contratto decentrato: non assumere queste istanze produrrebbe un contratto ingiusto e irriguardoso della dignità e della professionalità di tutti quei lavoratori che, nonostante tutto, reggono con il loro lavoro un Comune ormai allo sbando, e per questo sarebbe un contratto da respingere in modo netto e convinto.

Il risultato referendario indica a tutti i Sindacati la strada da percorrere.

 

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

 

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