I Cobas stanno con la Vida – comunicato del 7 marzo 2018

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#iostoconlaVidaNon vogliamo spendere più di una parola per criticare il solito, sproporzionato dispiegamento di forze dell’ordine, organizzate su più turni di almeno 80 persone alla volta tra Polizia di Stato, Carabinieri e Finanzieri, “messo in campo” lunedì per provare a mettere fine alla favolosa esperienza condivisa dell’Ex Teatro di Anatomia – Vida. Perché quello che lasciano certe storie non si cancella con uno sgombero o con qualche denuncia. E la Vida è una di queste storie fantastiche, un esempio di volontà popolare nata dal basso.

E per questo motivo, come Cobas – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia, un sindacato di base nato dal basso, non potevamo che amare questa storia. Alcuni di noi hanno partecipato alla gestione, altri c’erano col pensiero, di sicuro da parte nostra va un grandissimo ringraziamento ed abbraccio a chi ha dato del suo per rendere concretamente più vivibile la città, per renderla migliore contro le logiche schiaccianti di chi la vede ormai morta e irrimediabilmente succube del turismo.

Esperienze come le nostre continueranno ad incrociarsi perché, da questa storia, vediamo un solo vincitore: la Vida e tutta la sua comunità di riferimento – cittadini, studenti, visitatori e abitanti da 0 a 99 anni – che l’ha vissuta con orgoglio e entusiasmo, e che continuerà ad impegnarsi per un’idea di città che condividiamo ed appoggiamo in pieno.

Come gruppo e sindacato abbiamo denunciato più volte come, sotto la falsa scusa del ripianamento del debito pubblico, si sia continuato anche a Venezia a privatizzare luoghi pubblici e a togliere diritti e servizi alla comunità cittadina. In seguito alle nostre vicissitudini sindacali abbiamo imparato a non fidarci minimamente di quest’Amministrazione, che non si è fatta sfuggire occasione per facilitare l’espansione di interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Speriamo di essere smentiti, ma probabilmente anche per la Vida il Comune di Venezia abdicherà al suo compito di portatore degli interessi pubblici e comuni, rispondendo che, in questo specifico caso (ma la lista è lunga), la proprietà non è del Comune.

Noi Lavoratori del Comune di Venezia ci uniamo alla richiesta della comunità della Vida e sollecitiamo la maggioranza che temporaneamente amministra il Comune di Venezia ad agire da subito, seppur in ritardo, per quanto di sua stretta competenza, iniziando da un esplicito rifiuto al cambio di destinazione d’uso dell’ex Teatro a tutti noi caro, per poi arrivare ad un concreto e pieno ripristino delle condizioni per la residenza e dei diritti di cittadinanza a Venezia.

Un’Amministrazione pubblica, sia essa comunale, regionale o statale (e demaniale!), deve infatti decidere da che parte stare: se essere mera esecutrice di processi di espropriazione, in un ciclo senza fine di progressiva sottrazione, formale e sostanziale, anche di spazi di democrazia; oppure, come noi pensiamo, cogliere esigenze e istanze della sua comunità, riconoscersi come prima rappresentante degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi, riappropriandosi della propria funzione pubblica e sociale.

Noi abbiamo deciso da tempo e stiamo con la Vida. Grazie ancora a tutt*, ci vediamo in campo!

COBAS – Lavoratori autorganizzati del Comune di Venezia

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