Scuole senza insegnanti, insegnati (precari) senza scuole

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L’Amministrazione Brugnaro, sebbene possa farlo, grazie alla deroga alle sanzioni dello sforamento del patto di stabilità, concessa dal Governo, pare non abbia intenzione di rinnovare i contratti delle/gli insegnanti di scuole materne e asili nido.
Ma l’inizio dell’anno scolastico senza maestre/i in servizio sarebbe una situazione alquanto spiacevole per il Sindaco di Venezia… cosa direbbero i cittadini che il primo settembre si trovassero le scuole chiuse? Venezia finirebbe di nuovo sulla stampa di tutto il mondo per l’ennesima “performance” di qualità!
 Come potrebbe far digerire anche questa il Sindaco “della partecipazione” e del “dialogo con la gente”, quello delle “politiche per la famiglia”, quello di “Venezia smart e family friendly”?
I cittadini, le famiglie negli ultimi due anni hanno già subìto gli aumenti dei ticket mensa, delle tariffe del trasporto scolastico e delle rette degli asili nido, a fronte di un peggioramento innegabile dei servizi (si veda la qualità delle mense e relative proteste dei comitati dei genitori).
Ed ecco allora l’idea vincente (per dirla come l’Amministrazione)!
L’Ufficio risorse umane del Comune è stato incaricato di fare la ricognizione tra arriva-remake-poliziotto-alle-elementari-229183-1280x720tutti i dipendenti dell’Ente di fascia C che, indipendentemente da dove siano attualmente posizionati e impiegati, siano in possesso di titoli di studio che abilitino all’attività lavorativa negli asili nido e materne.
Una volta individuati (i famosi “insegnanti imboscati”, come li chiama Brugnaro!), ecco che si possono spostare a “coprire i buchi” dei servizi educativi lasciati vacanti dalle/-gli insegnanti supplenti, lasciate a casa senza il rinnovo del contratto.
Ed ecco magicamente le scuole aperte!
Che differenza può fare, per i cittadini, che ad accogliere i propri figli all’asilo ci siano degli operatori qualificati, formati e aggiornati, oppure dei dipendenti comunali che, al di là del titolo di maturità conseguito a 19 anni, nella vita hanno poi fatto tutt’altro?
Come si può avere così scarsa considerazione dell’educazione dei bambini da ritenere che tale compito possa essere svolto da qualunque dipendente comunale, magari ottimo operatore video, zelante vigile urbano, o preciso e preparatissimo addetto dell’ufficio anagrafe, che però nella propria vita lavorativa, ovviamente, non si è mai occupato di educazione e magari non ha mai cambiato un pannolino in tutta la sua esistenza?
Quale livello di distorsione può ipotizzare fattibile che i bambini tra gli 0 e i 6 anni siano accompagnati nella loro crescita da adulti che, nonostante siano ottimi lavoratori, magari anche ultrasessantenni, oppure operatori che fino al giorno prima hanno supportato importanti servizi sociali come quelli di riduzione del danno o progetti di sostegno al reddito o contrasto del disagio degli adulti, NON SONO MAI STATI DEGLI INSEGNANTI?
Stasera-in-tv-su-Rete-4-Un-poliziotto-alle-elementari-con-Arnold-Schwarzenegger-2Evviva la qualità dei servizi!!
I Cobas del Comune di Venezia denunciano questa scelta politica dell’Amministrazione, giudicandola assurda e offensiva nei confronti dei cittadini, prima ancora che dei dipendenti.
Il Comune dispone di ottime/i insegnanti (purtroppo molte/i ancora precarie/i) che, indipendentemente dalla tipologia di contratto, sono ogni anno formate/i e aggiornate/i per svolgere al meglio le loro funzioni e garantire alla cittadinanza (ai minori, prima di tutto!) un servizio di scuola dell’infanzia di ottima qualità.
Il Sindaco, invece che arrabattarsi in rocamboleschi e improbabili tentativi di tamponamento dei problemi, farebbe bene a preoccuparsi seriamente del tema del precariato dell’Ente, impostando un piano serio di deprecarizzazione, a partire dal settore scuola, ma non solo, come richiesto dai Cobas, dalla RSU e da tutti i sindacati, perché il rischio chiusura dei servizi educativi è solo il primo esempio dell’importanza strutturale del contributo di tutti i colleghi precari al funzionamento dei servizi alla città.
Infatti, sono ancora 150 circa le colleghe e i colleghi (150 famiglie di questa Città!) oggi servizio presso l’Ente, ma con un contratto in scadenza entro la fine dell’anno.
I Cobas, insieme ai genitori che vorranno unirsi alla lotta, seguiranno questa vicenda per impedire l’ennesimo scempio dei servizi alla città.

 

Cobas Autorganizzati – Comune di Venezia

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